La polizia iraniana annuncia “misure severe” per obbligare le donne a indossare l’hijab
La tentata rivoluzione delle donne iraniane si è trasformata in un movimento di resistenza
nadia ferrigoLa tentata rivoluzione delle donne iraniane si è trasformata in un movimento di resistenza
nadia ferrigoLo sterminio degli ebrei non è un archetipo del male, ma una realtà costruita da uomini contro altri uomini. Ancora oggi la disumanizzazione è alla base di segregazioni e repressioni, dall’Afghanistan all’Iran
Giovanni De LunaIl Festival chiederà la libertà di movimento per gli autori del film in concorso Keyke mahboobe man
nadia ferrigoVideo Attivisti hanno proiettato sulla facciata dell’ambasciata iraniana a Londra un video con le immagini di alcuni degli oltre 500 manifestanti uccisi in Iran dall’inizio delle proteste contro il regime. Il brano che accompagna le foto è Baraye, di Shervin Hajipour. La canzone, diventata l’inno delle proteste, è una ballata con la lista di almeno trenta motivi per cui manifestare contro il regime di Teheran: "Poter ballare nelle strade, per cambiare queste menti arrugginite, per gli studenti imprigionati", recitano alcuni versi. Nei giorni scorsi il governo ha iniziato a giustiziare alcuni manifestanti condannati a morte: due 23enni, Majidreza Rahnavard e Mohsen Shekari, sono stati impiccati in pubblico.
La denuncia dei cugini del tassista di 23 anni, ma per le autorità si è trattato di infarto
Video “Non pregate, non leggete il Corano, ma suonate musica allegra”. Queste le ultime volontà espresse con coraggio dal 23enne manifestante iraniano Majidreza Rahnavard, con gli occhi già bendati e pochi istanti prima di essere impiccato. Quelle espresse da Rahnavard riflettono i desideri di tanti giovani iraniani che vivono sotto la tirannia teocratica degli Ayatollah contro cui è esplosa da mesi la rivolta dei giovani e non solo. La rivolta prosegue e il potere di Teheran ha deciso di usare il pugno duro: dopo l'impiccagione di Mohsen Shekari, l'8 dicembre, e di Majidreza Rahnavard, ieri, la magistratura ha dichiarato di aver emesso altre 11 condanne capitali contro altrettanti ragazzi scesi in strada per manifestare dopo la morte di Mahsa Amini. Un numero che secondo gli attivisti è inferiore a quello effettivo, valutato in almeno il doppio. Il pugno di ferro del regime di Teheran si è abbattuto anche su altri tre detenuti accusati di reati comuni.
La moglie e la figlia dirette a Dubai: costrette a scendere sull’isola di Kish. Per le autorità la donna aveva aggirato il divieto di partire
«Non piangete, non leggete il Corano, non pregate: ricordatemi invece essendo felici e suonando musica allegra». È morto così Majidreza Rahnavard, sferzando con parole di vita il boia che lo issava sulla forca per l’inammissibile reato di moharebeh, «guerra con...
francesca paciIl governo ha impedito alla famiglia di Majidreza Rahnavard di celebrarne i funerali. Non è la prima volta che succede
Gli agenti in borghese hanno sparato contro l'auto a bordo della quale viaggiava la piccola con la famiglia
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