I volti dei manifestanti uccisi proiettati sulla facciata dell'ambasciata iraniana: blitz degli attivisti a Londra

Video Attivisti hanno proiettato sulla facciata dell’ambasciata iraniana a Londra un video con le immagini di alcuni degli oltre 500 manifestanti uccisi in Iran dall’inizio delle proteste contro il regime. Il brano che accompagna le foto è Baraye, di Shervin Hajipour. La canzone, diventata l’inno delle proteste, è una ballata con la lista di almeno trenta motivi per cui manifestare contro il regime di Teheran: "Poter ballare nelle strade, per cambiare queste menti arrugginite, per gli studenti imprigionati", recitano alcuni versi. Nei giorni scorsi il governo ha iniziato a giustiziare alcuni manifestanti condannati a morte: due 23enni, Majidreza Rahnavard e Mohsen Shekari, sono stati impiccati in pubblico.

Iran, il 23enne Majidreza prima di essere impiccato: ”Non leggete il Corano, suonate musica”

Video “Non pregate, non leggete il Corano, ma suonate musica allegra”. Queste le ultime volontà espresse con coraggio dal 23enne manifestante iraniano Majidreza Rahnavard,  con gli occhi già bendati e pochi istanti prima di essere impiccato. Quelle espresse da Rahnavard riflettono i   desideri di tanti giovani iraniani che vivono sotto la tirannia teocratica degli Ayatollah contro cui è esplosa da mesi la rivolta dei giovani e non solo. La rivolta prosegue e il potere di Teheran ha deciso di usare il pugno duro: dopo l'impiccagione di Mohsen Shekari, l'8 dicembre, e di Majidreza Rahnavard, ieri, la magistratura ha dichiarato di aver emesso altre 11 condanne capitali contro altrettanti ragazzi scesi in strada per manifestare dopo la morte di Mahsa Amini. Un numero che secondo gli attivisti è inferiore a quello effettivo, valutato in almeno il doppio. Il pugno di ferro del regime di Teheran si è abbattuto anche su altri tre detenuti accusati di reati comuni.