Video Prima ha minimizzato quanto aveva dichiarato a verbale durante le indagini sul crollo di ponte Morandi - "durante una riunione emerse che un difetto di progettazione creava delle perplessità tra i tecnici di Autostrade sul fatto che il ponte potesse restare su" - e confermato in aula. Poi Gianni Mion, storico braccio destro della famiglia Benetton e ex ad della cassaforte di famiglia Edizione, etichetta come "una cazzata la risposta che mi diedero sull'autocertificazione delle condizioni di salute del viadotto". Infine spiega "perché non feci nulla? Forse temevo di perdere il posto di lavoro". video di Marco Lignana
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«L’azienda di abbigliamento non ha un futuro, ma la famiglia ha tanti altri investimenti»
francesco rigatelli
La presidentessa del Comitato parenti delle vittime commenta la deposizione dell’ex ad di Edizione, Gianni Mion. «Finora è stato un rimpallo di responsabilità, ma noi tiriamo dritto: vogliamo verità, risposte. Chi poteva far qualcosa per evitare, non so come faccia a dormire di notte»
Cristina Benenati
La deposizione a Genova di Gianni Mion, per quasi 30 anni amministratore delegato di Edizione, cassaforte della famiglia Benetton e proprietaria di Autostrade. "Eravamo impreparati a gestire la rete, Castellucci accentratore forsennato, su Spea emerse cose incredibili". Un avvocato chiede di indagarlo, mentre in aula lo stesso Castellucci scuote la testa
Matteo Indice, Marco Fagandini
Al processo sulla strage depone come teste l'attuale amministratore delegato di Autostrade, insediatosi dopo il crollo. «Assegnammo le verifiche a società esterne, emerse che i coefficienti di pericolo delle opere erano stati sottovalutati»
matteo indice e marco fagandini
L’ex capo di Edizione, la cassaforte della famiglia Benetton che controllava la holding Atlantia e Autostrade per l’Italia (Aspi), parla in qualità di testimone al processo sulla strage del 14 agosto 2018
Marco Fagandini Matteo Indice