Pavia celebra San Teodoro, il patrono della gente del fiume
Foto Nel giorno delle celebrazioni per onorare San Teodoro, vescovo di Pavia dal 740 al 769, patrono dei navigatori e dei barcaioli, sull’altare, allestito sopra un barcè sulle rive del Ticino, i rappresentanti delle società remiere e delle associazioni depongono, oltre al pane e al vino, i doni del fiume: ciottoli, pesci, una fascina di legna, l’acqua del Ticino, la cenere che un tempo serviva alle lavandaie. Domenica a Pavia si è ripetuto un rito tramandato dal Medioevo. Nel pontile dell’imbarcadero Ravizza sono state ormeggiate le imbarcazioni dei barcaioli e dei vogatori. In molti, associazioni del Borgo, remiere, imbarcaderi, proprietari di barche, appassionati del fiume, imprenditori, hanno voluto partecipare alle celebrazioni davanti all’altare allestito su una barca a fondo piatto, il barcè, e davanti alla croce realizzata con due remi incrociati e legati con una sagola. Don Gianluigi Corti, parroco di San Teodoro, ha celebrato la messa. Prima della cerimonia, il corteo formato dai rappresentanti delle associazioni e degli imbarcaderi, ciascuno con il proprio stendardo. (testo Stefania Prato)