Zuncheddu, 33 anni in carcere da innocente: "Mi hanno rubato tutto, avrei voluto una famiglia"

Video "Per il momento non sto capendo niente, per l'emozione e la contentezza. Ho sempre sognato questo giorno. Non ho risentimento. Non so perché mi hanno accusato. Dico grazie a tutti quelli che mi sono stati attorno, i familiari, gli avvocati, il mio paese, l partito Radicale. Non ho progetti, la prima cosa che avrei voluto era avere una famiglia, costruire qualcosa ed essere un libero cittadino come tutti. 33 anni fa ero giovane, ora sono vecchio. Mi hanno rubato tutto. Adesso cerco un po' di riposo, almeno mentale. Saluto tutti quelli che mi conoscono in carcere". Queste le parole di Beniamino Zuncheddu, a margine di una conferenza stampa presso la sede del Partito Radicale, dopo la sentenza della Corte di Appello di Roma che ha sancito la sua innocenza dopo 33 anni di carcere.

Dopo 32 anni di carcere Beniamino Zuncheddu torna nel suo paese: la festa a Burcei

Video Beniamino Zuncheddu è stato scarcerato ieri e a Burcei (Cagliari), suo paese d'origine, il sindaco Simone Monni e i cittadini lo hanno accolto con applausi e fuochi d'artificio. Una grande festa nel salone parrocchiale per l'ex allevatore di 58 anni, condannato in via definitiva all'ergastolo per il triplice omicidio dell'8 gennaio del 1991 a Sinnai. Quella che era una sentenza di "fine pena mai" potrebbe essere ribaltata nel processo di revisione in corso a Roma. Sono stati proprio i giudici d'appello a emettere l'ordinanza che ha sospeso l'esecuzione della pena, su richiesta avanzata dall'avvocato difensore Mauro Trogu. Zuncheddu, che da sempre si proclama innocente, era attualmente in regime di semilibertà nel carcere di Uta: usciva per lavorare ma doveva ritornare in cella la sera.