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Cinque bambini morti in pochi giorni in Francia: lasciati in auto sotto il sole
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“Secretati” i nomi di chi ha ottenuto una progressione interna e un aumento di stipendio. Sono una ventina
Filiberto MaydaVideo Pettorine rosse, con la scritta “infermiere” e maschere bianche a ricordare l’invisibilità. E stata questa la protesta che i lavoratori dei pronto soccorso genovesi, presente anche una delegazione di Asl 4, hanno messo on atto davanti alla Prefettura di Genova con un presidio per denunciare le condizioni drammatiche di chi opera nel comparto dell’emergenza urgenza. “C’è una carenza d'organico che ormai è insopportabile, quantificata in almeno 270 infermieri da assumere immediatamente sull'area metropolitana - spiega il segretario di Luca Infantino, segretario Cgil Funzione Pubblica di Genova - in presenza oltretutto di un bando di concorso che è già attivo. È ovvio che se poi le scelte politiche determinano un taglio di 2% sui bilanci aziendali, questo blocca anche la capacità e il potere assunzionale da parte delle aziende ospedaliere metropolitane. Credo credo sia la politica a dover dare risposte perché spesso spesso ci si dimentica come il personale sotto stress finisca in burnout perché i carichi di lavoro sono diventati insostenibili”. “È da anni che ci viene prospettata una soluzione - aggiunge Marco Vannucci, segretario generale Uil FPL Genova - ma ad oggi c'è assoluta mancanza di integrazione ospedale territorio. Servirebbe una reale presa in carico delle cronicità sul territorio, quindi l'utilizzo di professionisti dell'infermiere di famiglia che andrebbe ad evitare magari il riacutizzarsi di patologie croniche costrette poi al pronto soccorso. Se a questo uniamo anche il cambiamento della società e quindi il fenomeno delle aggressioni, arriviamo alla tempesta perfetta. Crediamo che ad oggi le parole stiano a zero e quindi noi chiediamo alla politica soluzioni concrete, certe e soprattutto immediate”. (videoservizio di Fabrizio Cerignale)
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