Gerusalemme: il video dell'irruzione dell'Idf nella sede delle Nazioni Unite per i profughi

Video Le forze armate israeliane hanno fatto irruzione questa mattina nella sede dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i profughi palestinesi (Unrwa) a Sheikh Jarrah, a Gerusalemme Est. Lo ha riferito la stessa Unrwa in una nota diffusa dall'agenzia palestinese Wafa. L'ingresso "non autorizzato e forzato" dei militari costituisce "una violazione inaccettabile" dell'immunità di cui l'agenzia delle Nazioni Unite gode, si sottolinea nella nota. La notizia è stata confermata dal Governatorato di Gerusalemme secondo cui l'Idf ha fermato il personale di sicurezza e confiscato loro i telefoni. Questo ha provocato un lungo blackout totale delle comunicazioni che ha reso impossibile in un primo momento accertare cosa sia accaduto nell'edificio. L'area è stata completamente isolata e le forze israeliane hanno condotto perquisizioni in tutta la struttura

Gaza, emergenza dimenticata: le nuove immagini della disperata "battaglia del cibo"

Video Le immagini che vedete sono datate 5 dicembre, e testimoniano la dimenticata quotidianità dei palestinesi nella Striscia di Gaza. Siamo nella zona di Mawasi a Khan Younis, nel sud di Gaza: gli sfollati si accalcano per ricevere pasti caldi distribuiti presso una mensa comunitaria. Dall’inizio del cessate il fuoco a Gaza sono entrati oltre 16.600 camion di cibo, a un ritmo di 4.200 la settimana: quasi 400.000 tonnellate di cibo che purtroppo non finiscono dove dovrebbero. Secondo l'organismo delle Nazioni Unite per il monitoraggio degli aiuti, meno della metà dei camion di aiuti sono effettivamente arrivati ??a destinazione all'interno di Gaza: spesso sono "intercettati, pacificamente o con la forza", da membri di Hamas o da bande criminali. E spesso vengono fermati dagli israeliani, che negano ogni responsabilità e puntano il dito sulle inefficienze delle agenzie umanitarie

Plpl, Rapone e Tinti: "Quando Francesca Albanese lasciò lo studio di La7 per venire a 'Tintoria'"

Video Via agli appuntamenti all'Arena Repubblica Robinson, all'interno del festival Più libri più liberi a Roma. Sul nostro palco il vicedirettore di Repubblica, Stefano Cappellini, ha intervistato Stefano Rapone e Daniele Tinti, comici e conduttori del podcast Tintoria. Tra aneddoti sulle puntate più iconiche e ispirazioni, si è aperto il dibattito su Francesca Albanese, ospite dei due comedian proprio la sera in cui lasciò lo studio di 'In onda' su La7 a ottobre. Per Rapone, la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi può avere sbagliato modi e parole in diverse occasioni, ma resta un punto di riferimento importante che i giornalisti a volte titolano in modo parziale. Per Cappellini alcune parole di Albanese non sono accettabili, innazitutto il "monito" ai giornalisti dopo l'aggressione alla redazione de La Stampa, come pure la ripresa del sindaco di Reggio Emilia. Segui la diretta Di Serena Curci e Gianvito Rutigliano (Agtw)

Albanese: "Non mi riconosco nei modi violenti di dissentire. La mia solidarietà a 'La Stampa' "

Video “Si sortisce l’effetto contrario” Così la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, Francesca Albanese commenta l’attacco di gruppi di proPal a Torino alla redazione de “La Stampa”. E aggiunge: “ La notizia di oggi non è sulle 50 città scese in piazza, ma sulla violenza a ‘La Stampa’ a cui esprimo la mia solidarietà. Non mi riconosco in chi esprime il dissenso in modo violento. Io sono critica nei confronti dei media occidentali, ma non ci si esprime così.”

Adolescente americano-palestinese liberato dopo nove mesi in carcere: lacrime e abbracci in famiglia

Video Un adolescente palestinese-americano che ha trascorso nove mesi in detenzione israeliana senza essere formalmente accusato è stato rilasciato. Mohammed Ibrahim aveva 15 anni quando è stato arrestato a febbraio nella Cisgiordania occupata da Israele, dove si trovava in vacanza dalla Florida, con l’accusa di aver lanciato pietre contro coloni ebrei, un’accusa che aveva già negato in passato. Il video mostra il momento in cui Mohammed Ibrahim, il sedicenne palestinese-americano detenuto per nove mesi senza accuse, viene finalmente liberato. Si vede il ragazzo pallido e visibilmente debilitato mentre esce dal centro di detenzione, circondato dalla famiglia che lo riabbraccia in lacrime. Il Dipartimento di Stato Usa ha dichiarato di accogliere con favore la notizia del rilascio di Mohammed. All’inizio della settimana, il padre di Mohammed, Zahar Ibrahim, aveva detto alla Bbc di essere frustrato dal fatto che il governo statunitense non stesse facendo di più per far uscire suo figlio dal carcere. Ventisette parlamentari Usa avevano firmato una lettera indirizzata al Dipartimento di Stato e al presidente Donald Trump, chiedendo maggiori sforzi per ottenerne il rilascio. Il signor Ibrahim, padre di quattro figli è proprietario di una gelateria in Florida. Zahar Ibrahim non vedeva né sentiva Mohammed da febbraio e veniva a conoscenza di ciò che gli accadeva in detenzione soltanto attraverso i documenti del tribunale. Mohammed era detenuto senza accusa nel carcere di Ofer, in Cisgiordania. Secondo il Servizio carcerario israeliano, nelle prigioni israeliane sono detenuti circa 350 minori palestinesi per ragioni di sicurezza. Molti non sono mai stati formalmente incriminati e, secondo gruppi per i diritti umani e le Nazioni Unite, alcuni hanno subito abusi e torture. Dopo il rilascio di Mohammed, il signor Kadur ha aggiunto che la famiglia continuerà a battersi anche per ottenere giustizia per il cugino Sayfollah Musallet, un cittadino statunitense di 20 anni che, secondo il ministero della Salute palestinese, sarebbe stato picchiato a morte da coloni israeliani durante uno scontro avvenuto a luglio. Mohammed e Sayfollah lavoravano insieme nella gelateria di famiglia a Tampa, in Florida. Nessuno è stato incriminato per l’uccisione di Sayfollah.

Sciopero generale, corteo con Thunberg e Albanese: "Genocidio e torture sui palestinesi continuano"

Video Giornata di sciopero generale con corteo in tutte le città d'Italia. A Genova, uno dei porto di partenza della Flotilla verso Gaza, la causa palestinese è sentita più che mai. E lo dimostrano anche le presenze in corteo: dalla relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, alla paladina della lotta alla crisi climatica, Greta Thunberg che ringrazia così la Superba: "Grazie Genova sei un faro della solidarietà. Quando ero a bordo della Flotilla e ho visto le manifestazioni a Genova ho pianto perché ho realizzato che era rimasto ancora un po’ di senso di umanità in questo mondo"

Via libera Onu al piano Trump per Gaza: sì alla forza di stabilizzazione internazionale

Video Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione, proposta dagli Stati Uniti, che approva il piano del presidente Donald Trump per porre fine alla guerra a Gaza e autorizza l'invio di una Forza Internazionale di Stabilizzazione (ISF) nell'enclave palestinese. La risoluzione è stata approvata con 14 voti a favore e nessuno contrario. Gli ambasciatori di Russia e Cina, che si sono astenuti, hanno espresso riserve, lamentando che la risoluzione non assegni un ruolo chiaro alle Nazioni Unite nel futuro di Gaza Leggi l'articolo

Ivrea, sotto il cielo di Gaza storie, ferite e parole con don Capovilla

Pax Christi Punto pace Ivrea e Oikoumene-Ufficio Diocesano per l’Ecumenismo, il dialogo interreligioso e la pace, con l’adesione del Presidio per la Pac3 propongono, lunedì 17, alle 18, all’oratorio San Giuseppe, in via Varmondo Arborio 6, un incontro don Nandino Capovilla, parroco di Marghera, che presenterà il libro di cui è autore con Betta Tusset Sotto il cielo di Gaza, pubblicato da Edizioni La Meridiana

Berlino, Mattarella: "La guerra colpisce soprattutto chi non è combattente"

Video "Nei borghi d'Europa e nelle città distrutte dai bombardamenti, nelle campagne devastate, milioni di civili divennero bersagli. Deportazioni, genocidi, hanno caratterizzato la Seconda guerra mondiale. Da allora, il volto della guerra non si riflette soltanto in quello del combattente, ma diviene quello del bambino, della madre, dell'anziano senza difesa. È quanto accade, oggi, a Kiev, a Gaza". Lo ha detto il presidente della repubblica Sergio Mattarella parlando al Bundestag tedesco in occasione della Giornata nazionale del Lutto. "Oggi, secondo le Nazioni Unite - ha aggiunto - oltre il 90% delle vittime dei conflitti è tra i civili. Questo non può rimanere ignorato e impunito".

Al confine tra Israele e Libano continua la costruzione del muro nonostante le proteste di Beirut

Video Proseguono i lavori per il muro di cemento lungo la frontiera tra Israele e Libano. Questo nonostante le proteste della presidenza libanese, secondo la quale l'opera si estenderebbe oltre la cosiddetta "Linea Blu". La Linea Blu è il confine tracciato dalle Nazioni Unite che separa il Libano da Israele e dalle Alture del Golan occupate da Israele. Le forze israeliane si ritirarono fino a questa linea dopo aver lasciato il Libano meridionale nel 2000. Venerdì 14 novembre, Stephane Dujarric, portavoce del Segretario Generale delle Nazioni Unite, aveva dichiarato che il muro ha reso inaccessibili alla popolazione locale oltre 4.000 metri quadrati (quasi un acro) di territorio libanese. La presidenza libanese ha fatto eco a queste osservazioni, affermando in una nota che la costruzione in corso da parte di Israele costituisce "una violazione della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle N.U. e una lesione della sovranità e integrità territoriale del Libano". Un portavoce militare israeliano, sempre venerdì, aveva tuttavia negato che il muro oltrepassasse la Linea Blu.