Video Su Flightradar la situazione dei voli sul Veneziuale dopo l'annuncio di Trump. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato oggi la chiusura totale dello spazio aereo sopra e attorno al Venezuela. L'ordine, diramato tramite un post sul suo social network, Truth Social, è stato espresso con toni perentori e si rivolge direttamente a diverse categorie di utenti: "A tutte le Compagnie Aeree, Piloti, Narcotrafficanti e trafficanti di Esseri Umani, si prega di considerare LO SPAZIO AEREO SOPRA E ATTORNO AL VENEZUELA TOTALMENTE CHIUSO." L'annuncio arriva dopo che, la scorsa settimana, l'autorità di regolamentazione dell'aviazione civile statunitense aveva già messo in guardia le principali compagnie aeree, citando una "situazione potenzialmente pericolosa" e un "peggioramento della sicurezza e un'accresciuta attività militare all'interno o attorno" al Paese. In risposta a precedenti avvertimenti della Federal Aviation Administration (FAA) statunitense, il Venezuela aveva revocato i diritti operativi a sei delle maggiori compagnie aeree internazionali che avevano sospeso i voli verso la nazione sudamericana.
Video Si è svolta al terminal 5 dell'aeroporto di Fiumicino un'esercitazione antiterrorismo e protezione civile, coordinata dalla prefettura di Roma e dalla polizia, con il coinvolgimento di Aeroporti di Roma, Enac, Enav, Questura di Roma, carabinieri, guardia di finanza, polizia, Vigili del Fuoco, Capitaneria di Porto, Commissariato di Fiumicino, Croce Rossa Italiana e Ares 118. Le attività si stanno svolgendo nell'area del Terminal 5, non dedicato al traffico passeggeri, e non interferisce con le normali operazioni aeroportuali. L'esercitazione, programmata nell'ambito dei test periodici sul Piano di sicurezza nazionale, proseguirà per l'intera giornata senza alcun impatto sulla regolarità dei voli né sulla sicurezza di passeggeri e operatori.
Video Un pilota di droni ucraino, nome di battaglia Mex, ha offerto una testimonianza diretta di come l'Intelligenza Artificiale stia riscrivendo le regole dei conflitti. Nel video il pilota ha raccontato l'attacco recente contro un carro armato russo, colpito con un raid a 20 chilometri di distanza – un'impresa che, a suo dire, sarebbe stata "assolutamente impossibile" senza un sistema di puntamento assistito dall'IA. "Senza la guida aggiuntiva, semplicemente non avremmo potuto colpirlo," ha dichiarato il 31enne della 58esima Brigata Motorizzata ucraina. Nei quasi quattro anni dall'invasione russa, la tecnologia dei droni ha subito un'accelerazione esponenziale. Con entrambi i Paesi che producono milioni di droni all'anno, il campo di battaglia è diventato saturo di dispositivi di disturbo del segnale rendendo quasi impossibile la comunicazione tra i droni e i loro piloti in prima linea. È qui che entra in gioco l'IA. Droni come quello utilizzato da Mex vengono ora impiegati specificamente per superare la "nebbia fitta" delle interferenze che ha fatto precipitare innumerevoli apparecchi prima che potessero raggiungere il bersaglio. Questi nuovi droni sono in grado di agganciare l'immagine di un obiettivo attraverso la telecamera di bordo e di continuare la rotta in autonomia, anche dopo che il pilota ha perso il contatto radio. Come spiega Mex, il sistema di guida non si limita a tracciare: "Ha una sua banca di memoria, addestrata su motociclette, auto e così via. Pertanto, se imposto un punto preciso a 2-3 chilometri dall'obiettivo durante l'avvicinamento, [l'IA] si aggiusterà autonomamente su di esso." La tecnologia, utilizzata anche dalla Russia, solleva pesanti interrogativi etici. Sebbene l'Ucraina, che ha schierato questi sistemi su migliaia di droni, insista che la decisione finale di colpire debba restare umana, mancano ancora standard internazionali vincolanti sull'uso di armi potenziate dall'IA.
Antonio Iacobellis a un conoscente aveva detto: «Farò una follia»
La reazione di maggioranza e opposizione. Sensi (Pd): «Orrore». Calenda: «Sinistra si dovrà vergognare di lei». Costante (Fnsi): «Parole che fanno pensare più ad una minaccia che alla solidarietà»
Video "Proveranno a forzare ancora, è la vecchia politica che sta perseguendo i sogni di Berlusconi, rispolverando il condono edilizio, lo fa con il progetto del Ponte, e con la riforma della magistratura". Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, dal palco di Messina dove si è concluso il corteo contro il ponte di Messina lancia un attacco al governo nazionale, ma anche a quello regionale, dopo le ultime indagini su corruzione e sanità che hanno coinvolto l'ex presidente Cuffaro: "La democrazia non è un assegno in bianco a chi prende un voto in più, andremo avanti in questa battaglia, e lo dico dalla Sicilia i cui scandali non si contano più, non so quanti assessori regionali non siano coinvolti in indagini e sarebbe opportuno che anche il presidente di questa Regione ne traesse le conseguenze e si dimettesse per ridare respiro a una Sicilia che merita ben altro che questa classe dirigente che la tiene a freno".
Video Dal palco della manifestazione "No ponte" a Messina il messaggio Elly Schlein, segretaria del Pd, lo urla forte e chiaro, all'indirizzo di Salvini e Meloni: "Vi dovete fermare, e vi dovete scusare". Si tratta di un progetto "sbagliato" e "dannoso da tutti i punti di vista, economico, prima di tutto", ha poi ribadito a margine dell'intervento, dopo aver ascoltato gli altri interventi con l'ex sindaco di Messina, Renato Accorinti, uno degli esponenti storici della battaglia contro il ponte.
L'uomo, 78 anni residente a Cuorgnè è prossimo alle dimissioni dall’ospedale per un forte trauma cranico
Video Il Servizio di Sicurezza Ucraino (SBU) ha diffuso oggi un filmato chemostrerebbe l'attacco a due petroliere appartenenti alla cosiddetta "flotta ombra" russa nel Mar Nero. Il video include filmati registrati a bordo di imbarcazioni ad alta velocità che si avvicinano alle petroliere, seguiti da riprese da diverse angolazioni che mostrano grandi esplosioni alla base dei natanti.Un funzionario dell'SBU, parlando a condizione di anonimato, ha dichiarato che l'operazione congiunta per colpire le navi della 'flotta ombra' è stata condotta dall'SBU e dalla Marina ucraina. Le autorità turche avevano riferito che venerdì alcune esplosioni avevano colpito due petroliere della flotta ombra vicino allo Stretto del Bosforo, provocando incendi e l'avvio di operazioni di salvataggio per l'equipaggio a bordo. Secondo il funzionario dell'SBU, entrambe le petroliere – identificate come la Kairos e la Virat – erano in rotta verso il porto di Novorossiysk, un importante terminal petrolifero russo. L'Ucraina ha costantemente chiesto misure internazionali più severe contro la "flotta ombra" russa, sostenendo che essa aiuti Mosca a esportare ingenti quantità di petrolio e a finanziare la sua guerra, eludendo di fatto le sanzioni occidentali.
Video Dopo tredici anni di ricerche nella giungla tropicale di Sumatra, un gruppo di biologi è finalmente riuscito a documentare una fioritura di Rafflesia hasseltii, una delle piante più rare e elusive al mondo. La scoperta è avvenuta il 19 novembre 2025 nella regione di Sijunjung, nel West Sumatra, grazie alla segnalazione di un ranger locale che ha guidato i ricercatori in un punto remoto della foresta, difficile da raggiungere e frequentato anche da tigri selvatiche. A individuare il fiore sono stati il conservazionista indonesiano Septian Andriki, detto “Deki”, e il biologo dell’Oxford Botanic Garden, Chris Thorogood, che collaborano da anni per monitorare queste specie minacciate. Il video della scoperta, diventato virale, mostra l’emozione di Deki nel momento in cui il fiore si apre, rivelando i suoi petali carnosi e macchiati di rosso.
La Rafflesia hasseltii è una pianta parassita estremamente particolare: vive nascosta all’interno di una liana tropicale e non possiede radici, foglie o fusto. Emergere in superficie per fiorire richiede mesi, ma il fiore rimane aperto solo per pochi giorni, rendendo ogni osservazione un evento eccezionale. Come le altre specie del genere, emana un odore intenso e sgradevole, simile alla carne in decomposizione, che serve ad attirare insetti necrofagi utili all’impollinazione. Questa rara fioritura rappresenta un’occasione preziosa per gli scienziati, che dispongono di pochissimi dati sulla biologia di questa specie misteriosa. Allo stesso tempo la scoperta offre nuova visibilità alla fragilità dell’habitat in cui vive: le foreste pluviali di Sumatra, oggi sotto forte pressione. Proteggere questi ecosistemi significa preservare non solo la Rafflesia, ma una biodiversità unica e insostituibile.