Lo scooter affianca l'auto e con la truffa dello specchietto strappano il Rolex a una donna

Video Due rapinatori "trasfertisti" di 41 e45 anni sono indagati per la rapina a una donna derubata del Rolex da circa 40 mila euro lo scorso 17 novembre a Milano. I due uomini per i quali era stato emesso un fermo dalla Procura si sono consegnati la scorsa settimana alla Polizia in provincia di Napoli. Secondo le indagini della Squadra mobile i due pregiudicati, dopo aver individuato la loro vittima, una donna di 56 anni che stava viaggiando a bordo della sua auto, l'hanno affiancata a bordo di uno scooter. A quel punto con la "tecnica dello specchietto", l'hanno portata a sporgere fuori dal finestrino il braccio sinistro dove indossava il prezioso orologio modello Daytona Chocolate. Con un movimento repentino gliel'hanno strappato con violenza prima di fuggire a velocita' sostenuta. La vittima, a seguito della colluttazione, ha riportato una frattura del polso giudicata guaribile in 35 giorni. Entrambi gli indagati si sono sottratti alla cattura per diversi giorni: dopo il tentativo di esecuzione del provvedimento, non riuscito perche' non in casa al momento dell'accesso da parte degli investigatori, sentitisi evidentemente braccati dalle ricerche della Polizia di Stato, i due hanno deciso di consegnarsi il 3 dicembre al commissariato San Carlo Arena di Napoli il 41enne e il 7 dicembre negli uffici della Squadra Mobile partenopea il 45enne.

Nella trappola della setta: il podcast che racconta il dramma delle vittime e la strategia dei carnefici

Guru e santoni non sono un fenomeno da baraccone, ma un problema serio monitorato anche dalle forze dell’ordine. Tra lavoro non retribuito, riduzioni in schiavitù, abusi fisici, sessuali e psicologici, ogni anno sono migliaia gli italiani che cadono vittime di questi movimenti. Eppure la legge ha difficoltà a perseguirli

Giorgia De Carolis, Gabriele Cruciata

Alleanza dell'eroina: così due bande controllavano i boschi della droga da Rogoredo al Milanese

Video Quindici arresti e due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria: sono le misure emesse a seguito di un'indagine della Polizia di Stato nei confronti di un gruppo criminale composto da cittadini albanesi e marocchini, ritenuti i presunti responsabili di un giro di spaccio di stupefacenti che avrebbe coinvolto anche il 'Bosco della droga' di Rogoredo, a Milano. Le indagini "hanno permesso di accertare l'esistenza di una vera e propria associazione per delinquere con struttura verticistica, dedita al traffico di ingenti quantitativi di eroina, ma anche cocaina e hashish, proveniente dall'estero per l'immissione nel mercato illecito". Gli albanesi, secondo le accuse, si sarebbero occupati di approvvigionamento e logistica, preparando le dosi in un appartamento in viale Umbria, a Milano, "mentre i cittadini magrebini acquistavano droga da questi in ingenti quantitativi per poi tagliarla e immetterla nelle piazze di spaccio boschive che gestivano tra le quali il bosco di Rogoredo, dove veniva venduta al dettaglio".