MILANO.orse europee superano il traguardo di seduta in territorio positivo con Londra in vetta su tutte (+1,46%), mentre Milano (-0,83%) ha rappresentato leccezione, piazzandosi in fondo alla classifica del Vecchio Continente. Pochi gli spunti che hanno attraversato lOceano con Wall St
MILANO. «La crisi potrebbe non finire nel 2009». Parole pesanti quelle di Joaquin Almunia, Commissario Ue agli affari economici, allindomani dei varo del piano da 200 miliardi per combattere la crisi nel Vecchio Continente. Almunia spiega che le previsioni di crescita per il prossimo an
Gigi Furini
MILANO. Il governo Usa salva Citigroup e le Borse volano. Si tratta di una delle maggiori banche del mondo e una sua bancarotta avrebbe avuto effetti drammatici. Invece il governo americano ha iniettato 20 miliardi di dollari e offerto garanzie sulla copertura degli 'assets tossici
Gigi Furini
MILANO. Barack Obama promette 2 milioni e mezzo di posti di lavoro entro il 2011. Lo fa con un messaggio alla nazione andato in onda ieri alla radio. La situazione è grave e Obama lo sa. Il futuro presidente degli Stati Uniti dice anche che, prima di vedere miglioramenti, la crisi potreb
MILANO. Dopo un giornata contrastata, la Borsa di New York ha chiuso in forte rialzo, festeggiando la squadra di governo di Obama e la prossima nomina di Timothy F. Geithner, attuale presidente della Fed di New York, a segretario al Tesoro. Il Dow Jones avanza del 6,59% a 8.050,16 punti,
Andrea Di Stefano
MILANO. Unaltra giornata di vendite sui mercati azionari mentre tutto il mondo guarda a Detroit, cioè al possibile salvataggio di General Motors, la seconda fabbrica dautomobili del mondo. Un suo fallimento avrebbe un impatto ben più forte del crac di Lehman, in fondo solo la terza ban
Gigi Furini
MILANO. I timori per un fallimento del tre grandi case automobilistiche americane e la revisione al ribasso delle stime di crescita negli Usa fanno precipitare unaltra volta gli indici di Wall Street. La General Motors compra una pagina di pubblicità sui maggiori quotidiani americani pe
Gigi Furini
TRIESTE. Con una crisi economica cosi grave e cosi profonda, la Commissione europea deve essere «meno burocratica e più efficiente» nell erogazione dei fondi strutturali. Le preoccupazioni del cancelliere Angela Merkel e del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per una crisi globa
MILANO. I timori della crisi internazionale mettono di nuovo le Borse sullottovolante. E il primo giorno di contrattazione, dopo il weekend del G20 a Washington, si chiude con gli indici in ordine sparso, mentre nella lista dei Paesi in recessione si è aggiunto anche il Giappone. E se a
BERLINO. La General Motors prosegue la sua corsa contro il tempo per evitare la bancarotta e, in attesa di un salvataggio da Washington, è costretta a fare cassa vendendo partecipazioni non strategiche ma, soprattutto, bussa alla porta della cancelliera tedesca Angela Merkel per garantir
BERLINO. La General Motors prosegue la sua corsa contro il tempo per evitare la bancarotta e, in attesa di un salvataggio da Washington, è costretta a fare cassa vendendo partecipazioni non strategiche ma, soprattutto, bussa alla porta della cancelliera tedesca Angela Merkel per garantir
MILANO. I timori della crisi internazionale mettono di nuovo le Borse sullottovolante. E il primo giorno di contrattazione, dopo il weekend del G20 a Washington, si chiude con gli indici in ordine sparso, mentre nella lista dei Paesi in recessione si è aggiunto anche il Giappone. E se a
MILANO. I timori della crisi internazionale mettono di nuovo le Borse sullottovolante. E il primo giorno di contrattazione, dopo il weekend del G20 a Washington, si chiude con gli indici in ordine sparso, mentre nella lista dei Paesi in recessione si è aggiunto anche il Giappone. E se a
BERLINO. La General Motors prosegue la sua corsa contro il tempo per evitare la bancarotta e, in attesa di un salvataggio da Washington, è costretta a fare cassa vendendo partecipazioni non strategiche ma, soprattutto, bussa alla porta della cancelliera tedesca Angela Merkel per garantir
MILANO. Doveva essere il giorno del rimbalzo (dopo il crollo di martedi) e invece le Borse hanno chiuso unaltra seduta in rosso. Le contrattazioni erano partite con timidi acquisti, in Italia come in Europa, ma a metà pomeriggio sono arrivate come una doccia fredda le parole di Henry Pa
MILANO. «Il governo Usa ci aiuti subito». Sono parole di Rick Wagoner, numero uno di General Motors, la più grande fabbrica dautomobili dAmerica, il secondo gruppo mondiale (dopo Toyota), con 260 mila dipendenti e un indotto che dà occupazione a 2 milioni e mezzo di lavoratori. Lappel
MILANO. Sempre più grave la crisi finanziaria della General Motors, il colosso automomobilistico di Detroit. Ieri alla Borsa di New York, dopo aver aperto in ribasso di circa il 10%, il titolo General Motors è andato letteralmente a picco sul Nyse, con un capitombolo del 30% a 3,02 dolla
ROMA. La difficile situazione economica colpisce i grandi produttori di automobili ma fa sentire i suoi effetti anche sui rivenditori di auto, moto, pezzi di ricambio e pneumatici, con il 70% delle imprese di questo settore che dichiara di essere stato colpito dalla crisi. Il dato emerge
ROMA. Nel 3º trimestre General Motors ha registrato perdite operative per 4,2 miliardi di dollari e ha utilizzato 6,9 miliardi di liquidità, che si è ridotta a 16,2 mld contro i 21 della fine del trimestre precedente. La perdita netta è stata di 2,5 miliardi. I ricavi si sono attestati s
b ROMA. /bCon il lancio della nuova Insignia, Opel ridefinisce il segmento D. La linea di Insignia non solo ricorda quella di una coupé e mette un forte accento sul design, ma soprattutto porta un atteso tocco di eleganza in un segmento di mercato che si rivolge sempre più ad un pubblico