dnIproI militari si abbracciano, c'è chi aiuta i feriti, uno si china e bacia il suolo ucraino: «La migliore terra del mondo». È questa l'immagine della liberazione di 215 difensori dell'acciaieria Azovstal di Mariupol (108 di Azov e 124 militari di diversi corpi), nell'ambito di un ampio scambio di
«Beh, questo è tutto. Grazie per il rifugio, Azovstal. Sei il luogo della mia morte e della mia vita». La lotta dei combattenti dell'acciaieria di Mariupol è giunta all'ultimo atto. Kiev ha ordinato la resa, mentre la Russia promette di rispettare i prigionieri, offrendo loro «assistenza medica e ps
kramatorskLe acciaierie Azovstal sono una trappola da cui il battaglione Azov non riesce più ad uscire nemmeno per vedere la luce del sole. Quel dedalo di cunicoli e complessi industriali tra il mare d'Azov e Mariupol sono sotto il totale scacco russo. Ieri mattina due squadre di ricognizione ucrain
il raccontoDue donne in tuta da ginnastica giacciono l'una accanto all'altra sul pavimento di un bunker, le mani sono incrociate sul grembo, le teste sono state coperte da stracci che nascondono gli effetti delle bombe sui poveri corpi. Non hanno aspettato nemmeno un minuto: i bombardamenti su Mariu
La distruzione totale ha infine un corpo, un odore e un nome. È poco più di una sagoma bruna, da cui si leva fumo nero, odore di polvere, esplosivo e metallo. L'acciaieria Azovstal non esiste più. Dieci chilometri quadrati di forni, magazzini, fabbriche, officine, case e uffici rasi al suolo da 62 g
Li chiamano «assenti ignoti». Se non denunci la morte, se nascondi la fine, ufficialmente non sono defunti, mentre i parenti continuano a mantenere viva l'esile fiammella della speranza. Così vengono classificati ufficialmente i militari russi caduti in Ucraina. L'ultimo bilancio dei caduti risale a