di ANDREA SARUBBI Il 6 aprile dello scorso anno, in piena campagna elettorale per le Europee, Renato Brunetta era una furia: l’Italicum, trasmesso al Senato a metà marzo, giaceva da tre settimane nei cassetti della Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama. Tre settimane, non tre
di Maria Berlinguer wROMA Matteo Salvini gela l’entusiasmo di Silvio Berlusconi sulla ritrovata intesa con la Lega e detta le sue condizioni su nomi e linea della possibile alleanza. Ma anche nel Carroccio non tutto fila liscio. In Veneto Flavio Tosi alza la voce contro lo strapotere della
di ANDREA SARUBBI Il 6 aprile dello scorso anno, in piena campagna elettorale per le Europee, Renato Brunetta era una furia: l’Italicum, trasmesso al Senato a metà marzo, giaceva da tre settimane nei cassetti della Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama. Tre settimane, non tre
di ANDREA SARUBBI Il 6 aprile dello scorso anno, in piena campagna elettorale per le Europee, Renato Brunetta era una furia: l’Italicum, trasmesso al Senato a metà marzo, giaceva da tre settimane nei cassetti della Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama. Tre settimane, non tre
di ANDREA SARUBBI Il 6 aprile dello scorso anno, in piena campagna elettorale per le Europee, Renato Brunetta era una furia: l’Italicum, trasmesso al Senato a metà marzo, giaceva da tre settimane nei cassetti della Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama. Tre settimane, non tre
di Maria Berlinguer wROMA Matteo Salvini gela l’entusiasmo di Silvio Berlusconi sulla ritrovata intesa con la Lega e detta le sue condizioni su nomi e linea della possibile alleanza. Ma anche nel Carroccio non tutto fila liscio. In Veneto Flavio Tosi alza la voce contro lo strapotere della
di ANDREA SARUBBI Il 6 aprile dello scorso anno, in piena campagna elettorale per le Europee, Renato Brunetta era una furia: l’Italicum, trasmesso al Senato a metà marzo, giaceva da tre settimane nei cassetti della Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama. Tre settimane, non tre
di Gabriele Rizzardi wROMA «Ci è stato assicurato che Forza Italia rimarrà all’opposizione e questo ci riempie di gioia. Ma da qui a parlare di un accordo a 360 gradi ce ne passa...». Alle cinque della sera e dopo una cena con Silvio Berlusconi ad Arcore, Matteo Salvini gela l’entusiasmo d
di Gabriele Rizzardi wROMA «Ci è stato assicurato che Forza Italia rimarrà all’opposizione e questo ci riempie di gioia. Ma da qui a parlare di un accordo a 360 gradi ce ne passa...». Alle cinque della sera e dopo una cena con Silvio Berlusconi ad Arcore, Matteo Salvini gela l’entusiasmo d
di Gabriele Rizzardi wROMA «Ci è stato assicurato che Forza Italia rimarrà all’opposizione e questo ci riempie di gioia. Ma da qui a parlare di un accordo a 360 gradi ce ne passa...». Alle cinque della sera e dopo una cena con Silvio Berlusconi ad Arcore, Matteo Salvini gela l’entusiasmo d
di Maria Berlinguer wROMA Il patto del Nazareno «è morto», «congelato», da oggi Forza Italia valuterà volta per volta e senza nessun vincolo le proposte del governo sulle riforme. Dopo lo smacco subito con la elezione di Sergio Mattarella al Quirinale, Berlusconi fa saltare il banco delle
di Maria Berlinguer wROMA Il patto del Nazareno «è morto», «congelato», da oggi Forza Italia valuterà volta per volta e senza nessun vincolo le proposte del governo sulle riforme. Dopo lo smacco subito con la elezione di Sergio Mattarella al Quirinale, Berlusconi fa saltare il banco delle
di Maria Berlinguer wROMA Il patto del Nazareno «è morto», «congelato», da oggi Forza Italia valuterà volta per volta e senza nessun vincolo le proposte del governo sulle riforme. Dopo lo smacco subito con la elezione di Sergio Mattarella al Quirinale, Berlusconi fa saltare il banco delle
di Angelo Di Marino wROMA In Campania il clima è da campagna elettorale. Da un lato un Pd che si arrovella sulle primarie che non vuole fare per non dare spago a De Luca e Cozzolino. Dall’altro un centrodestra frantumato che fa fatica a (ri)compattarsi sul nome di Stefano Caldoro, governat
di Angelo Di Marino wROMA In Campania il clima è da campagna elettorale. Da un lato un Pd che si arrovella sulle primarie che non vuole fare per non dare spago a De Luca e Cozzolino. Dall’altro un centrodestra frantumato che fa fatica a (ri)compattarsi sul nome di Stefano Caldoro, governat
di Angelo Di Marino wROMA In Campania il clima è da campagna elettorale. Da un lato un Pd che si arrovella sulle primarie che non vuole fare per non dare spago a De Luca e Cozzolino. Dall’altro un centrodestra frantumato che fa fatica a (ri)compattarsi sul nome di Stefano Caldoro, governat
di Gabriele Rizzardi wROMA L’elezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica polverizza Forza Italia, divide il Nuovo centrodestra e mette a durissima prova il percorso delle riforme e la tenuta del patto del Nazareno. I danni maggiori, però, riguardano il partito del Cavali
di Gabriele Rizzardi wROMA L’elezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica polverizza Forza Italia, divide il Nuovo centrodestra e mette a durissima prova il percorso delle riforme e la tenuta del patto del Nazareno. I danni maggiori, però, riguardano il partito del Cavali
di Gabriele Rizzardi wROMA L’elezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica polverizza Forza Italia, divide il Nuovo centrodestra e mette a durissima prova il percorso delle riforme e la tenuta del patto del Nazareno. I danni maggiori, però, riguardano il partito del Cavali
ROMA Sono almeno 316mila, uno su dieci, gli statali che nel 2013 hanno preso permessi attraverso la legge 2014 del 1992, per i lavoratori con disabilità grave e per i dipendenti che assistono persone, loro parenti, con problemi seri di salute. Le cifre, ancora parziali, tra tutti mancano i