Il suo idolo era Gianni Rivera. Lui è stato un discreto calciatore ed era stato ricevuto da Nils Liedholm, che allora allenava la Roma. Però, finito il provino, il “Barone” gli aveva chiesto come andava a scuola. «Bene», risponde lui. E il mister: «Bravo, allora continua...
Domenica prossima si gioca il derby di Milano. Ce ne sono di storie da raccontare. Dalle cravatte gialle di Galliani all’avvocato Prisco, mitico vicepresidente dell’Inter, che si metteva in tasca la Settimana Enigmistica. Perché? E perché si chiama derby? Andiamo indietro al 178...
Ha giocato nella Roma, e poi Milan, Vicenza, Fiorentina, Inter, Foggia e Monza. Ha allenato Reggina, Parma, Perugia, Borussia Dortmund, Besiktas, Shakhtar e Spartak Mosca. Adesso produce vino a Lozzo Atesino, in provincia di Padova, dove è nato. Nevio Scala (22 novembre 1947) di...
Ha vissuto una vita per il calcio. Prima il Monza, poi il Milan, poi di nuovo il Monza. Adriano Galliani ha 80 anni ed è sulla breccia dalla fine degli anni ‘70. E’ stato anche senatore della Repubblica, ma rifiuta questo titolo e accetta, di buon grado, di farsi chiamare “dottore”. Anc...
“Tieni fuori Gianni e vincerai il derby”. E’ il 12 novembre 1978, a Milano c’è in programma il derby d’andata che, a fine campionato, porterà al Milan il decimo scudetto. Queste sono parole di Mario Maggi, un astrologo con un regolare ufficio a Busto Arsizio, vicino a Milanello. Mag...
il lutto CASTEGGIO Per i clienti affezionati del ristorante Leon d'Oro, un'eccellenza della cucina in Oltrepo, sarà difficile abituarsi alla sua assenza. Per oltre 50 anni, Giuseppe Pasquino, per tutti Pepino, accoglieva i clienti nel locale di v...
ALESSANDRO QUAGLINI
Il Vescovo emerito di Reggio Emilia-Guastalla fu Cappellano del primo Milan di Sacchi: «Il Cavaliere seguiva costantemente il mondo del calcio ed ebbe l’acutezza e l’intelligenza di vedere in lui quella profonda capacità innovativa del gioco»
Domenico Agasso
Dagli studi di giurisprudenza a TeleMilano, fino alla nascita di Forza Italia
mattia feltri
«Sei troppo gracile nei contrasti. E’ meglio se giochi in porta». Lui non è contento ma accetta. Anche se il suo sogno è imitare Josè Altafini, bomber del Milan. La sua squadra del cuore. Però un giorno si stufa: «Voglio giocare in attacco». Viene accontentato, ma messo...
«Sei troppo gracile nei contrasti. E' meglio se giochi in porta». Lui non è contento ma accetta. Anche se il suo sogno è imitare Josè Altafini, bomber del Milan. La sua squadra del cuore. Però un giorno si stufa: «Voglio giocare in attacco». Viene accontentato, ma messo sulla fascia, non a fare il c
È il 16 gennaio 1972, fa freddo e potrebbe nevicare. A Mantova è di scena l'Inter campione d'Italia. Lo stadio è pieno in ogni ordine di posti e fuori c'è un ragazzino di 11 anni che piange perché vorrebbe entrare. Uno steward, intenerito, lo fa passare ma solo nel secondo tempo. La sua Inter è in v
Portava in campo, come portafortuna, una gallina viva. E quando l'arbitro glielo concedeva, la legava alla panchina. Poi la lasciava libera quando la sua squadra segnava un gol. Come calciatore è stato modesto, come allenatore ha fatto tanta gavetta ma è arrivato in serie A. Era rozzo, anche ignoran
A un certo punto diventa tanto famoso che gli propongono di girare uno spot per la televisione, una pubblicità per l'Ovomaltina, un prodotto di malto, latte e cacao. Ma lui rifiuta: «Non mi interessa diventare famoso». In effetti, famoso lo è già. Ma per un gol che non ha segnato. O meglio, la palla
di Valentino Beccari Campione del mondo, campione del mondo. L’urlo strozzato in gola è del radiocronista Niccolò Carosio che annuncia appunto sulle onde radio a tutta l’Italia – raccolta intorno ai pochi apparecchi riceventi dell’epoca – la conquista della seconda Coppa del mondo. Dopo il
ROSASCO Le sorelle mortaresi Magda e Katia Scagliotti domani alle 16.45 animeranno, suonando pianoforte e violino, la celebrazione della messa in latino presieduta da don Carlo Brivio, nel primo anniversario della conclusione del pontificato di Papa Benedetto XVI. La celebrazione si terrà
di Valentino Beccari C’è un gatto nero che da sempre popola le praterie verdi del calcio e turba le notti di calciatori, allenatori e presidenti. La scaramanzia è un titolare fisso nel mondo del pallone, pedina insostituibile di qualsiasi schema, giocatore fondamentale nel “4-3-3” come nel
di Valentino Beccari C’è un gatto nero che da sempre popola le praterie verdi del calcio e turba le notti di calciatori, allenatori e presidenti. La scaramanzia è un titolare fisso nel mondo del pallone, pedina insostituibile di qualsiasi schema, giocatore fondamentale nel “4-3-3” come nel
di Valentino Beccari C’è un gatto nero che da sempre popola le praterie verdi del calcio e turba le notti di calciatori, allenatori e presidenti. La scaramanzia è un titolare fisso nel mondo del pallone, pedina insostituibile di qualsiasi schema, giocatore fondamentale nel “4-3-3” come nel
«Lance ha barato, io no. Punto e basta». Dopo l’impresa sul Mont Ventoux cala il sospetto su Chris Froome: e se avesse fatto ricorso al doping? La domanda se la sono posta in tanti e il britannico, che da giorni porta la maglia gialla del Tour de France, non è stato risparmiato: «È molto t