Csm: “Loris D'Ambrosio non è stato vittima del dovere”
La Quarta Commissione del Csm che ha chiesto al plenum di bocciare l'istanza per il riconoscimento presentata dai familiari del giurista
La Quarta Commissione del Csm che ha chiesto al plenum di bocciare l'istanza per il riconoscimento presentata dai familiari del giurista
Pasquale Cascella: «Preciso fino alla virgola, pretendeva onestà. La sua più grande amarezza fu la morte del consigliere Loris D’Ambrosio»
ugo magriil retroscenaNiccolò Carratelli / romaIl riferimento è Carlo Azeglio Ciampi. Il mentore, l'uomo che lanciò Mario Draghi sulla scena pubblica, nel 1991, proponendolo a Guido Carli come direttore generale del Tesoro. Il modello che il premier incaricato potrebbe scegliere è proprio il governo presiedu
di Fiammetta Cupellaro wROMA Con le bombe del ’93 ci fu un ricatto della mafia? «Ricatto o addirittura pressione a scopo destabilizzante di tutto il sistema». È a pagina 40 il «cuore» della testimonianza resa dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano nel processo sulla presunta t
di Fiammetta Cupellaro wROMA Con le bombe del ’93 ci fu un ricatto della mafia? «Ricatto o addirittura pressione a scopo destabilizzante di tutto il sistema». È a pagina 40 il «cuore» della testimonianza resa dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano nel processo sulla presunta t
di Fiammetta Cupellaro wROMA Con le bombe del ’93 ci fu un ricatto della mafia? «Ricatto o addirittura pressione a scopo destabilizzante di tutto il sistema». È a pagina 40 il «cuore» della testimonianza resa dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano nel processo sulla presunta t
PALERMO Si accelerano i tempi per avere al più presto a disposizione delle parti le trascrizioni dell’audizione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sentito al Quirinale come testimone nel processo sulla trattativa Stato-mafia. È stato lo stesso capo dello Stato ad auspicar
PALERMO Si accelerano i tempi per avere al più presto a disposizione delle parti le trascrizioni dell’audizione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sentito al Quirinale come testimone nel processo sulla trattativa Stato-mafia. È stato lo stesso capo dello Stato ad auspicar
PALERMO Si accelerano i tempi per avere al più presto a disposizione delle parti le trascrizioni dell’audizione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sentito al Quirinale come testimone nel processo sulla trattativa Stato-mafia. È stato lo stesso capo dello Stato ad auspicar
di Natalia Andreani wROMA Tre ore e un quarto per rispondere alle quaranta domande dei pubblici ministeri e degli avvocati di imputati e parti civili. Tanto è durata la testimonianza resa ieri dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, davanti ai giudici e giurati della Corte di assise di P
di VITTORIO EMILIANI Va detto subito che l’interrogatorio al quale si è prestato ieri il presidente Giorgio Napolitano al Quirinale su alcuni aspetti del processo contro i boss della mafia e su di una presunta trattativa fra lo Stato e la mafia stessa lo vedeva soltanto come testimone. Al
di Natalia Andreani wROMA Tre ore e un quarto per rispondere alle quaranta domande dei pubblici ministeri e degli avvocati di imputati e parti civili. Tanto è durata la testimonianza resa ieri dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, davanti ai giudici e giurati della Corte di assise di P
di VITTORIO EMILIANI Va detto subito che l’interrogatorio al quale si è prestato ieri il presidente Giorgio Napolitano al Quirinale su alcuni aspetti del processo contro i boss della mafia e su di una presunta trattativa fra lo Stato e la mafia stessa lo vedeva soltanto come testimone. Al
di Natalia Andreani wROMA Tre ore e un quarto per rispondere alle quaranta domande dei pubblici ministeri e degli avvocati di imputati e parti civili. Tanto è durata la testimonianza resa ieri dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, davanti ai giudici e giurati della Corte di assise di P
di VITTORIO EMILIANI Va detto subito che l’interrogatorio al quale si è prestato ieri il presidente Giorgio Napolitano al Quirinale su alcuni aspetti del processo contro i boss della mafia e su di una presunta trattativa fra lo Stato e la mafia stessa lo vedeva soltanto come testimone. Al
PALERMO L’imbarazzo è evitato. Totò Riina e Leoluca Bagarella, boss stragisti da anni al carcere duro, non assisteranno alla deposizione del capo dello Stato, al Quirinale, nel processo sulla trattativa Stato-mafia. Stessa sorte avrà l’ex ministro Nicola Mancino, anche lui, come i due padr
PALERMO L’imbarazzo è evitato. Totò Riina e Leoluca Bagarella, boss stragisti da anni al carcere duro, non assisteranno alla deposizione del capo dello Stato, al Quirinale, nel processo sulla trattativa Stato-mafia. Stessa sorte avrà l’ex ministro Nicola Mancino, anche lui, come i due padr
PALERMO L’imbarazzo è evitato. Totò Riina e Leoluca Bagarella, boss stragisti da anni al carcere duro, non assisteranno alla deposizione del capo dello Stato, al Quirinale, nel processo sulla trattativa Stato-mafia. Stessa sorte avrà l’ex ministro Nicola Mancino, anche lui, come i due padr
ROMA Anche l’ex ministro Nicola Mancino, dopo i boss Totò Riina e Leoluca Bagarella, ha chiesto di poter essere presente all’udienza del processo sulla presunta trattativa tra Stato e mafia del 28 ottobre, in cui verrà ascoltato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La richies
ROMA Anche l’ex ministro Nicola Mancino, dopo i boss Totò Riina e Leoluca Bagarella, ha chiesto di poter essere presente all’udienza del processo sulla presunta trattativa tra Stato e mafia del 28 ottobre, in cui verrà ascoltato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La richies
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