Lui si difende: «Non è un documento secretato, le stesse cose le avrei dette a un altro parlamentare, se me le avesse chieste»
francesco grignetti, francesco olivo
Video Pochi secondi di immagini "d'archivio", risalenti al 19 aprile 1997. Maria Mesi che esce più volte da un appartamento ad Aspra, frazione marinara di Bagheria, per entrare in auto. Già 25 anni fa la donna, allora poco più che trentenne, era controllata dalle forze dell'ordine perché legata sentimentalmente a Matteo Messina Denaro e gli inquirenti erano andati vicinissimi alla sua cattura. Era stato individuato il covo – appunto l'appartamento di Aspra – in cui i due si incontravano ma qualcuno avvertì il boss e l'arresto sfumò. Ora, 25 anni dopo, l'accusa per Mesi è sempre di favoreggiamento: i carabinieri del Ros hanno perquisito l'abitazione della donna lunedì 30 gennaio.
Video I carabinieri del Ros hanno perquisito, a Bagheria, le abitazioni di Maria Mesi, ex amante del boss Matteo Messina denaro, e del fratello Francesco. Entrambi sono stati indagati, in passato, per aver favorito la latitanza del capomafia. Francesco Mesi patteggiò la pena
Un testimone ha raccontato all'ex Iena Ismaele La Vardera, ora vicepresidente della commissione Antimafia siciliana, di aver partecipato, due anni fa circa, a festini col boss Matteo Messina Denaro. Gli incontri a luci rosse si sarebbero svolti in una villa del Palermitano e vi avrebbero preso parte
l'intervistaGrazia Longo / ROMACorrado Pagano, 81 anni, è l'avvocato che ha assistito l'allora amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, gambizzato da Alfredo Cospito a Genova il 7 maggio 2012. Un attentato gravissimo, ma nonostante ciò il legale oggi si schiera «contro il 41 bi
L’annuncio dal palco della convention milanese di Bonaccini: «Credo sia necessario un centrosinistra forte»
Francesco Moscatelli
Sulla riforma Cartabia: «Questa legge ha seguito una strada apparentemente efficace ma semplice: eliminiamo i fascicoli. Ma eliminare i fascicoli è un’operazione burocratica, fare processi significa dare giustizia»
di Manuela Galletta
Luigi Lo Cascio è un giudice condannato che per vendicarsi si allea con la mafia (sei episodi)
giacomo aricò
«Il ministro usa la fantasia. Le norme contro gli abusi delle intercettazioni esistono già. Cospito al 41 bis? I terroristi dell’Ira che hanno fatto lo sciopero della fame sono morti»
Andrea Malaguti
Video A Campobello di Mazara, cittadina in cui sono stati scovati gli ultimi covi di Matteo Messina Denaro, è iniziata la manifestazione contro la mafia. Le immagini della partenza del corteo.Intervista:- Enzo Alfano, sindaco di Castelvetrano
Video Il giorno della cattura, lunedì 16, i carabinieri del Ros e i colleghi del comando provinciale di Trapani hanno perquisito anche l'abitazione di famiglia di Matteo Messina Denaro, in via Alberto Mario, a Castelvetrano. Nell'appartamento vive ancora l'anziana madre, che conservava la collezione di Ray-Ban del figlio. E poi alcuni suoi libri di mafia. Sul comodino, l'una accanto all'altra, le foto di padre e figlio: Francesco, autorevole padrino di Trapani, e Matteo Messina Denaro, l'uomo che ha traghettato l'organizzazione mafiosa nella stagione del dopo stragi. Sono decine le perquisizioni dei carabinieri in questi giorni, a caccia degli altri covi del padrino.
di Salvo Palazzolo
L'affondo di Nordio In più occasioni il ministro della Giustizia bolla l'uso «arbitrario» delle intercettazioni: «Sono spesso porcherie pilotate»De Lucia replicaIl capo della procura di Palermo dopo la cattura del boss Matteo Messina Denaro: «Le intercettazioni? Sono uno strumento indispensabile»Il
il casoGiuseppe LegatoINVIATO A CAMPOBELLO DI MAZARAÈ il 19 novembre del 2021, i carabinieri della stazione di Campobello di Mazara, il paese di poco più di 11 mila abitanti in cui Matteo Messina Denaro ha trascorso, indisturbato, almeno gli ultimi due anni e mezzo di latitanza in più covi di cui an
Andrea Bonafede, il geometra di Campobello di Mazara che ha prestato l'identità al boss Matteo Messina Denaro, arrestato ieri, sarebbe un uomo d'onore riservato. Lo scrive il gip nella misura cautelare. «Si è in presenza, in sostanza, sia pure in termini di gravità indiziaria, di un'affiliazione ver
La denuncia anonima ai carabinieri: «Si muove liberamente, i giovani lo venerano». Sulla rete di protezione: «Non vogliono prenderlo. Dove volete che sia se non qui?»
Giuseppe Legato
Il procuratore di Catanzaro: «Con le carriere separate pm sottomessi all’esecutivo. Il Parlamento supino nei nostri confronti? Non ci sarebbe stata la riforma Cartabia»
annalisa cuzzocrea
Video E’ stato arrestato poche ore fa a casa della sorella a Campobello di Mazara, località Tre Fontane. Andrea Bonafede, l’uomo che ha ceduto la sua identità al superlatitante Matteo Messina Denaro che coi suoi documenti si è curato per almeno due anni e mezzo negli ospedali e nelle cliniche della Sicilia occidentale. La posizione di Andrea Bonafede – quello vero – si era complicata da giorni e uno degli ultimi tasselli in ordine di tempo era stata la scoperta che la Giulietta, utilizzata dal latitante per i suoi spostamenti, era intestata alla mamma di Bonafede, C’è poi la conoscenza con Messina Denaro fin da bambini, la vicinanza delle due famiglie fin dai tempi del padre del latitante e dello zio del suo alias, entrambi mafiosi di rango uniti da battesimi, cresime e comparati. Il boss, con l’identità di Bonafede, ha usufruito del medico di base del suo alter ego. Che ha ammesso ai magistrati anche di aver comprato la casa di Campobello di Mazara di via Cb 31/7, ultima, comoda, residenza dell’ex latitante che gli ha consegnato i soldi.
Il titolare della concessionaria: «L’auto pagata con soldi tracciati». Gli investigatori stanno ricostruendo la fitta rete di rapporti dell’ex latitante. In uno dei covi, trovato materiale che gli inquirenti definiscono «interessanti»
È un nuovo lavoro della street artist Laika: “Fuori dalla sua gabbia c’è una delle sue vittime che esulta per la sua cattura”
il retroscenaAlessandro Di Matteo / roma«Piena fiducia nel Guardasigilli». Giorgia Meloni prova a disinnescare la mina-giustizia, prima di partire per l'Algeria fa diffondere una nota da palazzo Chigi per riportare la calma nella maggioranza dopo l'affondo sulle intercettazioni telefoniche del minis