Il casoGiuseppe LegatoL'giuseppe legatoL'ex senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri, il grande amico di Silvio Berlusconi, beneficiario (da quest'ultimo) di un maxi-lascito testamentale da 30 milioni di euro, lo stesso che negli anni Settanta portò all'ex premier nella villa di Arcore il mafioso
Le perquisizioni della Procura di Firenze e le indagini per le stragi di mafia del 1993 mi riportano indietro di decenni. L’amico fraterno di Silvio Berlusconi non era già stato arrestato e condannato?
enrico deaglio
La nomina del Procuratore di Firenze si era caricata di forti significati politici, per le inchieste su politica e mafia
GIUSEPPE SALVAGGIULO
Fondamentali le analisi scientifiche delle telecamere, che avrebbero ripreso alcuni rumori riconducibili al rapimento
I controlli, appena conclusi, hanno rivelato che l’oggetto sospetto è un pacco batterie per la ricarica di microcar elettriche
La madre della bimba scomparsa il 10 giugno: «Voglio credere che sia ancora viva». Ritrovato un cellulare in un cassonetto all’esterno della struttura
Grazia Longo
Grazia Longo INVIATA A FIRENZE Il legame tra il tentato omicidio di un ecuadoregno, il 28 maggio scorso, e il sequestro di Kata, il 10 giugno, sono legati a doppio filo. La scomparsa della bimba peruviana di 5 anni «sembra trovare spiegazione nei rapporti conflittuali che sono sfociati in delitti co
Le indagini a Firenze proseguono in più direzioni ma della piccola non c’è alcuna traccia
Grazia Longo
Da sette giorni nessuna notizia della bambina di cinque anni. Il padre ascoltato dagli inquirenti «I vicini di casa sono informati». La bimba sarebbe stata rapita per regolare i conti tra famiglie. E c’è chi dice: «Ora è in Germania»
Grazia Longo
Il 27 maggio 1993 l’esplosione . A Firenze c’è un’inchiesta ancora aperta: caccia ai mandanti occulti esterni alla mafia
GIUSEPPE LEGATO
Giuseppe LegatoAll'inizio, poco dopo l'1,04 del 27 maggio 1993, quasi d'istinto, si pensò: «È una fuga di gas». Troppo forte il botto, troppi danni, troppe vittime. E perché mai a Firenze, a due passi dagli Uffizi, sarebbe dovuto accadere qualcosa di diverso da questo? Da una sciagura? Da una tragic
Video Il favoreggiatore della mafia stragista, Salvatore Baiardo, ha parlato della foto che ritrae Silvio Berlusconi, il boss Giuseppe Graviano e il generale dei carabinieri Francesco Delfino anche con Report, in onda su Rai 3 e su Raiplay.it, confermando di fatto ciò che aveva detto a Massimo Giletti. Baiardo si è dunque vantato con due giornalisti di avere la foto scattata nella primavera del 1992 attorno alla quale adesso ruota la nuova inchiesta della procura di Firenze. È un'immagine che metterebbe insieme la mafia stragista e la politica.
Il fiancheggiatore della latitanza dei fratelli Graviano torna a parlare a Report dell’esistenza di questa immagine e aggiunge particolari esclusivi: le foto sarebbero tre, e a scattarle sarebbe stato proprio lui, Salvatore Baiardo, nei pressi del lago d’Orta.
Dell’esistenza di questa immagine, racconta Baiardo, è a conoscenza anche Paolo Berlusconi, il fratello dell’ex premier. Il favoreggiatore dei boss a gennaio 2011 si è presento da Paolo Berlusconi in via Negri a Milano e gli avrebbe mostrato una vecchia polaroid con l’immagine dei tre personaggi. Il fratello dell’ex premier quando Baiardo si è allontanato dal suo ufficio avrebbe protestato con gli agenti della sua tutela sulle richieste fatte dall’uomo. Chiamato dai pm fiorentini si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Si potrebbe dunque trattare della stessa foto che Massimo Giletti racconta di aver visto ai magistrati di Firenze, Luca Turco e Luca Tescaroli, che indagano sul ruolo di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri rispetto le stragi del 1993.
Le parole di Baiardo registrate da Report sono rilevanti, perché incrociano le dichiarazioni intercettate dagli investigatori e la testimonianza di Giletti, al quale l’editore di La7, Urbano Cairo, ha chiuso improvvisamente la trasmissione televisiva mentre aveva in scaletta la preparazione di servizi giornalistici proprio su questi fatti.
Se questa immagine fosse vera, potrebbe provare accordi e conoscenze di Berlusconi, sempre negati, con Graviano, ancor prima delle stragi di Falcone e Borsellino.
di Lirio Abbate
il retroscenaGiuseppe Legato Grazia LongoEsiste davvero la foto di Silvio Berlusconi accanto al boss di Cosa nostra Giuseppe Graviano? Di quell'immagine - mai fin qui trovata dagli inquirenti della Dda di Firenze nemmeno nel corso dell'ultima perquisizione datata 27 marzo 2023 - che ritrarrebbe il f
il casoGiuseppe LegatoGrazia LongoIn un'ultima, a tratti drammatica, riunione di redazione con i suoi 35 giornalisti e collaboratori e in colloqui privati con persone vicine a lui, si è sfogato, coraggiosamente, senza filtri: «Chiediamoci perché ci hanno chiuso. Stavamo preparando tre puntate import
Indagati anche due monorenni. I fatti risalgono al periodo 28 agosto-28 dicembre scorsi, nei tratti tra San Piero a Sieve e Firenzuola
ROMACon il nastro adesivo trasparente aveva ricoperto l'intero volto, bocca e narici comprese, in modo tale da non poter respirare. Una sfida, quella che su TikTok tutti conoscono come "challenge", ad alto tasso di emulazione, soprattutto per chi, come lei, ha oltre 700 mila follower su un social fr