Brusca libero, Caselli: “Capisco la rabbia, ma uno Stato credibile rispetta gli impegni”
L’ex magistrato: «Nel processo ha fatto luce sui rapporti tra Cosa Nostra, politica e istituzioni»
L’ex magistrato: «Nel processo ha fatto luce sui rapporti tra Cosa Nostra, politica e istituzioni»
Ha scontato in tutto 25 anni di carcere. Terminati a fine maggio i 4 anni di libertà vigilata
RICCARDO ARENAPrestipino aveva incarichi anche sulle indagini su possibili infiltrazioni mafiose nella realizzazione del Ponte sullo Stretto
IRENE FAMÀ, FRANCESCO GRIGNETTILa Cassazione annulla la proroga del carcere duro a Giovanni Riina rilanciando il dibattito e le polemiche. Il figlio del boss di Cosa Nostra sconta l’ergastolo da 28 anni. È ancora un rischio per il Paese o fa paura per il cognome che porta?
FRANCESCO LA LICATAA sette anni dalla morte del “capo dei capi” il ricordo del figlio Salvo su Instagram
Le motivazioni della sentenza della Suprema Corte che ha assolto l’ex senatore di Forza Italia e gli ex investigatori del Ros Mario Mori, Antonio Subranni e Giuseppe De Donno
Anche Matteo "u siccu" ha fatto un passo indietro accettando l’erede che considerata per anni "degenerata nell’infimo"
Francesco La LicataGli attentati rivelarono il vero volto del nostro Paese dopo decenni di connivenze e affari con Cosa nostra. Ma la ricerca di chi sono i mandanti occulti non è mai partita davvero
roberto savianoIl 27 maggio 1993 l’esplosione . A Firenze c’è un’inchiesta ancora aperta: caccia ai mandanti occulti esterni alla mafia
GIUSEPPE LEGATOGiuseppe LegatoAll'inizio, poco dopo l'1,04 del 27 maggio 1993, quasi d'istinto, si pensò: «È una fuga di gas». Troppo forte il botto, troppi danni, troppe vittime. E perché mai a Firenze, a due passi dagli Uffizi, sarebbe dovuto accadere qualcosa di diverso da questo? Da una sciagura? Da una tragic
Sentenza della Cassazione, demolito il processo di Palermo. La famiglia Borsellino soddisfatta: «Ora bisogna concentrarsi su depistaggi e nidi di vipere»
Giuseppe SalvaggiuloIl casoRiccardo Arena / palermoParlerà, non parlerà? Un uomo condannato, un morto che cammina, a leggere le diagnosi e le cartelle cliniche, ma anche i medici che lo hanno avuto in cura, ignari della sua vera identità e che parlano di un tumore maligno al colon, dandogli una prospettiva massima di t
Anche lui, Matteo'u siccu, il perfido Diabolik padrone e signore della vita e della morte di chi non lo amava, il latitante che si vantava di aver ucciso tante persone «da poter riempire un cimitero», anche il mitico Messina Denaro, dunque, è caduto inciampando nei suoi problemi di salute, l'unico i
Il superlatitante della mafia stragista: anche «u siccu» è caduto inciampando nei suoi problemi di salute. Cosa farà adesso in carcere?
francesco la licataGiuseppe era il figlio del pentito Santino Di Matteo: dopo quasi due anni di prigionia fu «giustiziato». E il corpo fatto sciogliere e sparire
Dopo le stragi del 1992 (Capaci e via d'Amelio) decido di chiedere il trasferimento da Torino a Palermo. Il 17 dicembre il CSM mi nomina capo della procura. Ero già "carico", ma a motivarmi ancor più ci pensò Nino Caponnetto, in un incontro fra amici a Sariano (Rovigo), raccontandomi con vibrante pr
I giudici: «Mori contattò Ciancimino per sondare la disponibilità al dialogo». E su Dell’Utri: «Non c’è prova che abbia comunicato le minacce del boss a Berlusconi»
la storiafrancesco la licataMario Francese, cronista giudiziario del Giornale di Sicilia, fu ucciso sotto casa sua, a Palermo, la sera del 26 gennaio del 1979. A sparargli una scarica di colpi di calibro 38 fu Leoluca Bagarella, killer collaudatissimo e cognato di Totò Riina, capo della mafia corleo
ROMA Anche l’ex ministro Nicola Mancino, dopo i boss Totò Riina e Leoluca Bagarella, ha chiesto di poter essere presente all’udienza del processo sulla presunta trattativa tra Stato e mafia del 28 ottobre, in cui verrà ascoltato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La richies
ROMA Anche l’ex ministro Nicola Mancino, dopo i boss Totò Riina e Leoluca Bagarella, ha chiesto di poter essere presente all’udienza del processo sulla presunta trattativa tra Stato e mafia del 28 ottobre, in cui verrà ascoltato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La richies
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