di Nicola Corda wROMA Renzi premier dura lo spazio di ventiquattro ore. «La mia candidatura è sorprendente ma la più improbabile, non credo sia sul tappeto». E’ lo stesso sindaco a smontare le attese dei cronisti che alla vigilia della direzione del Pd hanno tenuto le antenne sulle consu
ROMA E’ davvero stretto il sentiero che Napolitano farà imboccare, probabilmente domani, al “malcapitato” che deve formare un governo. Nei colloqui di sabato, quando è stato pressato da Bersani e Berlusconi, e nel discorso solenne di ieri, il capo dello Stato è stato chiarissimo: dovete tr
di Gabriele Rizzardi wROMA Si commuove fino quasi alle lacrime per una rielezione che ha il sapore di un plebiscito e bacchetta i partiti che con le loro «contrapposizioni, lentezze, esitazioni e tatticismi» non sono stati capaci di eleggere il suo successore né di dare un governo al paese
ROMA E’ davvero stretto il sentiero che Napolitano farà imboccare, probabilmente domani, al “malcapitato” che deve formare un governo. Nei colloqui di sabato, quando è stato pressato da Bersani e Berlusconi, e nel discorso solenne di ieri, il capo dello Stato è stato chiarissimo: dovete tr
di Gabriele Rizzardi wROMA Si commuove fino quasi alle lacrime per una rielezione che ha il sapore di un plebiscito e bacchetta i partiti che con le loro «contrapposizioni, lentezze, esitazioni e tatticismi» non sono stati capaci di eleggere il suo successore né di dare un governo al paese
ROMA Rimane al Colle ma lavora anche per Palazzo Chigi: Giorgio Napolitano è in procinto di varare un esecutivo di “emergenza” o di “scopo” che si potrebbe però definire ancora meglio “governo del presidente”. Quel che è ormai certo è che sarà un esecutivo politico ma di stampo “tecnico”
di Gabriele Rizzardi wROMA Dopo l’accordo in extremis raggiunto da Pd, Pdl e Scelta Civica sulla sua rielezione, ora Napolitano ha la forza necessaria per trovare una soluzione allo stallo politico che ha reso impossibile la formazione di un governo e ha mandato in frantumi il Pd. Per ca
di Pietro Criscuoli wROMA Dopo una lunga notte, amaramente indimenticabile, Pier Luigi Bersani sale al Quirinale per giocarsi l'ultima carta. Giorgio Napolitano lo accoglie con una battuta: «Non volete proprio farmi godere la vecchiaia?». Il presidente non è affatto contento della piega
di VITTORIO EMILIANI Dopo 6 votazioni - poche rispetto alle 23 occorse per eleggere Giovanni Leone e alle 16 necessarie per Sandro Pertini, in pieno terrorismo e caro-prezzi argentino - l'Italia ha di nuovo un presidente della Repubblica. Per la prima volta, viene rieletto quello uscente
di Pietro Criscuoli wROMA Dopo una lunga notte, amaramente indimenticabile, Pier Luigi Bersani sale al Quirinale per giocarsi l'ultima carta. Giorgio Napolitano lo accoglie con una battuta: «Non volete proprio farmi godere la vecchiaia?». Il presidente non è affatto contento della piega
di VITTORIO EMILIANI Dopo 6 votazioni - poche rispetto alle 23 occorse per eleggere Giovanni Leone e alle 16 necessarie per Sandro Pertini, in pieno terrorismo e caro-prezzi argentino - l'Italia ha di nuovo un presidente della Repubblica. Per la prima volta, viene rieletto quello uscente
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«In questo momento la figura ideale per Washington - dice il politologo americano Edward Luttwak intervenuto ieri alla trasmissione “La Zanzara” su Radio 24 - sarebbe Giuliano Amato, che può seguire l’esempio di Napolitano. È il migliore, è uomo del Pd ma vicino a Berlusconi. Ci vuole un
«In questo momento la figura ideale per Washington - dice il politologo americano Edward Luttwak intervenuto ieri alla trasmissione “La Zanzara” su Radio 24 - sarebbe Giuliano Amato, che può seguire l’esempio di Napolitano. È il migliore, è uomo del Pd ma vicino a Berlusconi. Ci vuole un
di Gabriele Rizzardi wROMA «Ci sono le condizioni per una scelta condivisa». Alle sette della sera di una lunghissima giornata scandita da fughe di notizie, indiscrezioni e trattative sotterranee, Pier Luigi Bersani fa capire che l’intesa con Pdl e Scelta Civica sul nome del successore d
di Maria Berlinguer wROMA Renziani sul piede di guerra sulla scelta di Franco Marini per il Quirinale. «Non lo votiamo, votare Marini è un dispetto al Paese», avverte il sindaco di Firenze che già nei giorni scorsi aveva attaccato pubblicamente sia Marini che Anna Finocchiaro. Ma la cors
di Maria Berlinguer wROMA Renziani sul piede di guerra sulla scelta di Franco Marini per il Quirinale. «Non lo votiamo, votare Marini è un dispetto al Paese», avverte il sindaco di Firenze che già nei giorni scorsi aveva attaccato pubblicamente sia Marini che Anna Finocchiaro. Ma la cors
di Gabriele Rizzardi wROMA «Ci sono le condizioni per una scelta condivisa». Alle sette della sera di una lunghissima giornata scandita da fughe di notizie, indiscrezioni e trattative sotterranee, Pier Luigi Bersani fa capire che l’intesa con Pdl e Scelta Civica sul nome del successore d
di FERDINANDO CAMON Da oggi partono le votazioni per l’elezione del Capo dello Stato. Operazione importantissima, delicata, urgente. Il capo dello Stato dovrà subito scegliere qualcuno a cui affidare il compito di fare il nuovo governo, e finché non c’è un nuovo governo noi peggioriamo d
di Maria Berlinguer wROMA Renziani sul piede di guerra sulla scelta di Franco Marini per il Quirinale. «Non lo votiamo, votare Marini è un dispetto al Paese», avverte il sindaco di Firenze che già nei giorni scorsi aveva attaccato pubblicamente sia Marini che Anna Finocchiaro. Ma la cors