Video Sono saliti a 5 i morti nel deposito Eni di Calenzano. Con il racconto dei sopravvissuti e le indagini si cerca di ricostruire la dinamica dell'incidente che ha portato alla terribile esplosione. Cosa non quadra ancora? Bavaglio ai giornalisti. Arriva con il divieto imposto alla pubblicazione integrale degli atti giudiziari. Vietato riportare brani testuali, intercettazioni, valutazioni. Un decreto legislativo voluto dal ministro Nordio ma già bocciato dalla Federazione Nazionale della Stampa e anche dall'Anm, che trova poco affidabili i riassunti rispetto ai testi base. Oltre 300 raid di Israele per smilitarizzare la Siria dopo la caduta di Assad. Presto una riunione straordinaria del G7 voluta da Biden e presieduta dall'Italia. Riuscirà ad essere un Paese stabile e pacifico come promette il nuovo premier Bashir? Ne parliamo con Giuliano Foschini, da Calenzano; Alessandra Maddalena, vicepresidente Anm; Francesco Paolo Sisto, vice ministro alla Giustizia. Poi Nathalie Tocci, direttrice dell'Istituto Affari Internazionali in libreria con "La grande incertezza.Navigare le contraddizioni del disordine globale" (Mondadori). Al video wall: Giulio Ucciero. Da Damasco:Gabriella Colarusso. In studio con Gerardo Greco e Luca Piras: Giovanna Vitale e Gianluca Di Feo. Metropolis è la nostra striscia di politica, attualità e societò che va in streaming tutti i giorni alle 18 dal lunedì al venerdì con i protagonisti della politica, del giornalismo e della cultura GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP
Video Il caso Sanremo. Il Tar ha stabilito che dal 2026 il Festival va assegnato con una gara, dunque potrebbe non andare in onda sulla Rai ma su altre reti. Dopo i bassi ascolti registrati da TeleMeloni e la perdita di conduttori chiave come Fazio, Amadeus e Berlinguer, il servizio pubblico riuscirà a non perdere l'ultimo grande evento? Ancora una volta è l'economia il problema del governo Meloni. Il viceministro all'Economia, Maurizio Leo di FdI, invia lettere per il concordato preventivo alle partite Iva e fa infuriare la Lega. Secondo il Censis l’Italia è intrappolata nella "sindrome da galleggiamento", con i redditi che calano del 7% in 20 anni mentre i super-ricchi sono solo 62. Perché dopo più di due anni, questo non riesce a fermare il crollo degli stipendi italiani? Francia in crisi di governo continua. Dopo la sfiducia a Barnier, tutto nelle mani di Macron che non si dimette. Oggi l'apertura dei socialisti, mentre Le Pen assicura: posso bocciare qualsiasi premier. Il capo dell'Eliseo riuscirà a formare un governo prima della visita di Trump a Parigi? In Siria: Israele invia rinforzi al confine, mentre Erdogan annuncia: "Le forze filo-turche che si oppongono al presidente siriano Al Assad stanno puntando a raggiungere Damasco". Ne parliamo con Claudio Sabelli Fioretti - in libreria con Amascord. Ispirato a fatti realmente accaduti (Aliberti) e Elsa Fornero, economista ed ex ministra del Lavoro e del Welfare; Elisabetta Piccolotti, deputata Si, Francesco Giubilei e Greta Cristini, esperta di geopooitica e autrice del podcast "Il grande gioco". Da Sanremo: Erica Manna. Da Parigi: Francesca Schianchi. In studio con Gerardo Greco e Luca Piras: Francesco Bei. Con i Sentieri di guerra di Gianluca Di Feo dedicati alla Siria. Poi spazio a Robinson, con Dario Olivero. Metropolis è la nostra striscia di politica, attualità e societò che va in streaming tutti i giorni alle 18 dal lunedì al venerdì con i protagonisti della politica, del giornalismo e della cultura GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP
Video Le migliori divisioni dell'esercito del regime di Bashar al-Assad, compresa quella del fratello del presidente, non hanno retto all'attacco dei combattenti della jihad isalmica che già hanno militato per Al Qaeda e per l'Isis. Dopo Aleppo, sono cadute Hama e Homs. E si sono viste fughe precipitose dei migliori comandanti siriani, anche in elicottero. Perché Russia e Iran. che nel 2016 erano intervenuti per sedare la rivolta e proteggere l'amico Assad, ora paiono incapaci di fronteggiare la situazione? Le forze di Hezbollah sono impegnate su altri fronti, Putin ha ordinato bombardamenti che hanno colpito moltissimi civili. E la Turchia? I Sentieri di guerra in video di Gianluca Di Feo per Metropolis. Montaggio Elena Rosiello Metropolis è la nostra striscia di politica, attualità e societò che va in streaming tutti i giorni alle 18 dal lunedì al venerdì con i protagonisti della politica, del giornalismo e della cultura GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP
Video Per la prima volta navi russe hanno lanciato missili ipersonici nel Mediterraneo: un’operazione scattata ieri mattina, senza preavviso, che ha visto impegnate cinque navi da guerra di Mosca. Putin ha mobilitato le forze schierate in Siria per trasmettere un monito non ai ribelli sunniti che minacciano il regime di Damasco, ma alle potenze internazionali: la Russia – è il messaggio del Cremlino - non rinuncerà alle basi della regione di Latakia senza combattere. Durante l’esercitazione sono stati usati gli ipersonici Zircon e almeno altri quattro missili a lungo raggio, tra Kalibr e Iskander, partiti anche da veicoli terrestri semoventi. Cacciabombardieri Sukhoi 24 ed elicotteri da battaglia hanno protetto l’azione della flotta. Le grandi manovre nelle acque di Tartus hanno sorpreso tutti gli osservatori: da giorni l’aviazione russa sta bombardando senza sosta le milizie ribelli che hanno conquistato Aleppo e le installazioni civili, inclusi diversi ospedali, della zona di Idlib, il caposaldo della coalizione sunnita. Secondo alcune fonti, i rivoltosi sono arrivati a 35 chilometri dall’aeroporto di Khmeimim e a 60 km dal porto di Tartus, le due installazioni fondamentali per la strategia di Mosca in Medio Oriente e in Africa.
di Gianluca Di Feo
Video Per la prima volta navi russe hanno lanciato missili ipersonici nel Mediterraneo: un’operazione scattata ieri mattina, senza preavviso, che ha visto impegnate cinque navi da guerra di Mosca. Putin ha mobilitato le forze schierate in Siria per trasmettere un monito non ai ribelli sunniti che minacciano il regime di Damasco, ma alle potenze internazionali: la Russia – è il messaggio del Cremlino - non rinuncerà alle basi della regione di Latakia senza combattere. Durante l’esercitazione sono stati usati gli ipersonici Zircon e almeno altri quattro missili a lungo raggio, tra Kalibr e Iskander, partiti anche da veicoli terrestri semoventi. Cacciabombardieri Sukhoi 24 ed elicotteri da battaglia hanno protetto l’azione della flotta. Le grandi manovre nelle acque di Tartus hanno sorpreso tutti gli osservatori: da giorni l’aviazione russa sta bombardando senza sosta le milizie ribelli che hanno conquistato Aleppo e le installazioni civili, inclusi diversi ospedali, della zona di Idlib, il caposaldo della coalizione sunnita. Secondo alcune fonti, i rivoltosi sono arrivati a 35 chilometri dall’aeroporto di Khmeimim e a 60 km dal porto di Tartus, le due installazioni fondamentali per la strategia di Mosca in Medio Oriente e in Africa.
di Gianluca Di Feo
Video Un soldato russo è di pattuglia con alcuni commilitoni lungo una strada minata. Nell’asfalto sono state piazzate mine anti-veicolo: non esplodono se calpestate da un uomo ma solo al passaggio di un mezzo. La sentinella sente il motore di un fuoristrada in arrivo dal settore russo del fronte. Urla e si sbraccia per avvisare i connazionali del pericolo, mettendosi al centro alla carreggiata. Ma l’autista non rallenta, anzi accelera e travolge il soldato, gettandolo contro il guard rail. E dopo pochi secondi la jeep russa scoppia sopra una mina. E’ un episodio così assurdo da apparire surreale, ma nella realtà dei conflitti equivoci del genere accadono spesso e hanno sempre esiti drammatici.
di Gianluca Di Feo
Video Scene di ordinario terrore nella città ucraina di Sumy. Dalla scorsa notte il centro urbano viene attaccato con droni e missili, che si sono accaniti contro impianti industriali ed edifici civili: pure gli uffici comunali hanno subito danni gravi. In questo filmato si vede parte di un missile russo precipitare sul traffico e sfiorare una vettura. Poco più un là c’è la nuvola di fumo di un’esplosione: questo fa ipotizzare che quello caduto tra le auto fosse il motore del missile russo, ma non si può escludere che si trattasse di un secondo ordigno abbattuto dalla contraerea. Sumy è molto vicina alla frontiera. Prima della guerra aveva 250 mila abitanti: all’inizio dell’invasione le truppe di Mosca l’hanno assediata invano, ora la colpiscono con ogni tipo di arma. Usano soprattutto i missili balistici Iskander, difficili da intercettare. La scorsa settimana è stata distrutta una palazzina: ci sono stati 11 morti e 89 feriti. A settembre due droni hanno centrato un ospedale, causando nove morti e dozzine di feriti.
di Gianluca Di Feo
Video Anche la guerra psicologica adesso è affidata ai robot. Questo filmato è stato girato dalla propaganda di Mosca: mostra l'ultima innovazione introdotta dai russi. È un piccolo mezzo ruotato, dotato di guida autonoma: il drone terrestre agisce in simbiosi con un drone volante che sorveglia il terreno dall'alto e segnala mine o ostacoli. L'intelligenza artificiale pilota il robottino lungo il percorso più sicuro. Due grandi altoparlanti diffondono messaggi ai soldati ucraini asserragliati nel bosco: "Siete chiusi in una sacca. Kurakhove cadrà come è accaduto ad Avdiivka: è inutile combattere. Pensate a salvarvi prima che sia troppo tardi". Contemporaneamente quadrireattori teleguidati lanciano volantini, con lasciapassare per i disertori. Sono strumenti antichi, gestiti però con le tecnologie più avanzate. Il filmato fa vedere la risposta di una mitragliatrice ucraina mimetizzata nella macchia: apre il fuoco contro il robot. Una scelta che svela la posizione, subito distrutta da un missile anti-tank. Nelle immagini finali ci sono tre fanti con le mani alzate ripresi da una telecamera all'infrarosso, una conclusione che appare posticcia o comunque non legata all'azione dello psycho-robot. Il video è stato geolocalizzato in una foresta del settore di Kurakhove: le truppe ucraine hanno alle spalle un lago e sono effettivamente circondate. Si tratta dell'epicentro dell'offensiva russa nel Donetsk meridionale, dove le linee difensive sono in grande difficoltà.
di Gianluca Di Feo
Video Andrea Orlando e Marco Bucci alla caccia degli ultimi voti. Nel weekend i liguri eleggono il loro nuovo presidente. Alle urne peserà di più il terremoto giudiziario che ha fatto dimettere Toti o le divisioni a sinistra? Stasera sul palco di Genova, Elly Schlein e alleati saliranno tutti insieme, anche con Giuseppe Conte che così proverà a non pensare ai suoi guai con Beppe Grillo, ormai scaricato (e licenziato) dall'ex premier. Dall'altra parte c'è Giorgia Meloni, che attacca Orlando e la sua coalizione mentre fuori la contestano i balneari: "Ci hai tradito". Non finiscono mai i veleni al ministero della Cultura: dopo le dimissioni del capo di gabinetto Spano, ora FdI fa quadrato attorno al ministro Giuli, che però non è ben visto dalla base meloniana. Mentre i ProVita festeggiano, basteranno le dimissioni del suo braccio destro a far tornare il sereno attorno all'ex presidente del MAXXI? I dem chiedono le dimissioni del direttore Approfondimenti Rai Paolo Corsini, che definisce "infame" il conduttore di La7 Corrado Formigli, mentre in Sicilia un fedelissimo del ministro Musumeci, il dirigente regionale Salvo Coppolino, rilancia un osceno post sessista contro Schlein: la destra ha un problema con il linguaggio? Poi, come ogni venerdì, spazio a Robinson: con Dario Olivero presentiamo il nuovo numero dedicato al fumettista Guido Crepax. Ne parliamo con il deputato ed ex ministro PD Giuseppe Provenzano, la deputata 5S Vittoria Baldino, l'ex governatore della Liguria Giovanni Toti e la giornalista Flavia Perina. Da Genova, Lorenzo De Cicco. Con un servizio di Matteo Macor. In studio con Gerardo Greco e Luca Piras: Serenella Mattera e l'attore Ascanio Celestini. Poi i Sentieri di guerra di Gianluca Di Feo dedicati alla paura nucleare. Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand sul sito di Repubblica. GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP DI METROPOLIS
Video L'avvicinamento tra Musk e Meloni, con la consegna del premio dell'Atlantic Council a New York, conviene davvero all'Italia? Caso Sangiuliano: le chiamate alla moglie, le foto fake, i segreti e le minacce di Boccia. Cosa non sappiamo ancora della storia tra l'ex ministro della Cultura e la sua non assistente? Le regionali in Liguria, Umbria ed Emilia-Romagna: quanto è stretta la strada che porta al campo largo? L'alleanza piace agli elettori Pd e non agli altri partiti. Il referendum sulla cittadinanza a 250mila firme: creerà alleanze inaspettate? Israele colpisce ooltre 1000 obiettivi in Libano, è battaglia con Hezbollah. Solo a Beirut centinaia di morti, mentre l'Idf chiede ai civili di evacuare dalla valle della Bekaa. Un altro fronte di guerra è ormai aperto? Oggi siamo con, in ordine di scaletta, Stefania Proietti, sindaca di Assisi candidata del centrosinistra alla Regione Umbria; l'onorevole Raffaele Nevi, portavoce nazionale di FI; Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Researech e Giobbe Covatta, autore e scrittore da anni impegnato sul fronte dei diritti e in campo per Amref. Da Genova: Matteo Macor. Da New York: Tommaso Ciriaco. Da Beirut: Gabriella Colarusso. Da Genova: Matteo Macor. Al videowall: Cecilia Rossi. In studio con Gerardo Greco e Luca Piras: Francesca Schianchi, giornalista de La Stampa e Gianluca Di Feo, war analyst di Repubblica. Metropolis è la striscia di approfondimento quotidiano su politica, attualità e cultura, in streaming dalle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand su Repubblica GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP
Video Le foto scattate dai satelliti sul poligono alle porte dell'Artico mostrano lo scenario del disastro: un enorme cratere, segni di devastazione, quattro mezzi dei pompieri che lavorano per spegnere un incendio. Elementi che sembrano confermare l'esito fallimentare del test del supermissile intercontinentale Sarmat, una delle armi volute da Vladimir Putin per restituire alla Russia la supremazia sulla Nato. L'ordigno sarebbe esploso venerdì durante il caricamento del combustibile liquido, distruggendo il silos di lancio e tutte le installazioni della base di Plesetsk, fino a disperdere le fiamme nei boschi confinanti.
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Video Un robot cingolato che spara e apre la strada agli alpini; nugoli di quadricotteri che sorvegliano il campo di battaglia; una cupola di impulsi elettromagnetici che azzerano le comunicazioni nemiche. L’Esercito italiano cambia volto, imparando rapidamente dalla lezione del conflitto ucraino, e sperimenta le nuove tattiche di combattimento. Si è visto nell’esercitazione Stella Alpina, schierando reparti e tecnologie innovative in uno scenario unico: simulare la riconquista di una diga tra i monti di Canazei occupata dagli avversari. Unità storiche, come le penne nere della Julia, hanno agito assieme ai neonati “baschi grigi” del reggimento sicurezza cibernetica “Rombo” in un wargame a cui hanno partecipato 600 militari con i mezzi più avanzati, incluso il prototipo dell’elicottero AW249 Fenice e il drone terrestre IDV Viking armato di mitragliatrice. Il capo di stato maggiore Carmine Masiello ha definito l’esercitazione “un condensato di passato – il conflitto convenzionale su larga scala – e futuro – i domini emergenti e la tecnologia digitale – che pone allo strumento militare terrestre sfide decisamente complesse per fronteggiare le quali l’Esercito Italiano deve essere pronto”.
di Gianluca Di Feo
Video Se avesse potuto usare le armi a lungo raggio degli alleati occidentali, l'esercito di Zelensky avrebbe fermato la controffensiva russa a Kursk nel giro di due ore. Queste armi sono già state consegnate a Kiev. Perché gli alleati non vogliono che vengano usate in territorio russo e perché invece gli ucraini le preferiscono ai droni che già entrano nei confini di Mosca. Di Gianluca Di Feo. A cura di Luca Piras. Montaggio Elena Rosiello
Video Pd, M5s, Avs e +Europa: il campo è abbastanza largo anche senza Calenda e Renzi? L'ex presidente della Liguria Giovanni Toti patteggia a 2 anni: un'ammissione di colpa o altro? Apettando una nuova puntata del processo Open Arms: Salvini non sarà a Palermo e diserta un commissione importante, quella sui morti sul lavoro. Oggi siamo con il leader di Azione Carlo Calenda; Giovanna Botteri; la vice presidente del Pd Chiara Gribaudo e il portavoce nazionale di FI Raffaele Nevi. Con i Sentieri di guerra in video di Gianluca Di Feo dedicati alla rivoluzione dei droni in guerra. Al videowall sul caso Toti: Giulio Ucciero. In studio con Gerardo Greco e Luca Piras: i vicedirettori di Repubblica Francesco Bei e Conchita Sannino. Metropolis è la striscia di approfondimento quotidiano su politica, attualità e cultura, in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì GUARDA LE CLIP E TUTTE LE PUNTATE
Video Per vent’anni i droni militari sono stati grandi e costosi: un’arma che ha rivoluzionato le regole della guerra, perché permetteva di uccidere senza correre rischi, ma che era diffusa in numeri molto limitati. Il conflitto in Ucraina ha cambiato tutto, con un’evoluzione che non conosce più limiti. Oggi su ogni chilometro del fronte volano migliaia di droni di ogni dimensione e si stanno diffondendo pure robot terrestri e marittimi, che grazie all’intelligenza artificiale combattono in modo autonomo: ci sono droni killer, droni lanciafiamme, droni abbatti-droni, droni recupera-droni, droni madre che sganciano altri droni mentre i turchi stanno testando un vero caccia senza pilota. Un incubo, che i soldati ucraini chiamano “il cielo sporco”. Di Gianluca Di Feo. Montaggio Lorenzo Urbani Metropolis è la striscia di approfondimento quotidiano su politica, attualità e cultura, in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì GUARDA LE CLIP E TUTTE LE PUNTATE
Video Il video mostra l’abbattimento di un caccia russo durante la battaglia notturna in cui gli ucraini martedì hanno cercato di conquistare alcune piattaforme petrolifere sul Mar Nero. Il potente Sukhoi 30 è stato colpito da un missile terra-aria portatile lanciato da uno dei motoscafi d’assalto ucraini. di Gianluca Di Feo
Video Germania, Francia e ora anche Polonia sono in testa ai Paesi che danno il maggior sostegno bellico all'esercito di Zelensky. Perché lo fanno? L'Italia invece, dopo i primi invii di cannoni e mezzi semoventi voluti da Draghi, con l'arrivo di Meloni a Palazzo Chigi è uscita dal gruppo dei principali sostenitori. Pare. Di fatto, mentre i tedeschi pubblicano tutto, noi non abbiamo alcun elenco ufficiale e trasparente di cosa mandiamo sul terreno di battaglia. Un vulnus alla democrazia? Di Gianluca Di Feo. Montaggio Lorenzo Urbani. Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand sul sito di Repubblica. GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP DI METROPOLIS
Video La battaglia di Kursk viene combattuta anche dalla propaganda. E non a caso il ministero della Difesa russo ha voluto cavalcare le polemiche nazionali sull’impiego di armi italiane nell’ultima offensiva. Così è stato diffuso il video di un drone Lancet che distrugge un veicolo blindato ucraino, indicato come un “MLS Shield italiano”. Quindi contrariamente alle assicurazioni di Tajani e Crosetto gli equipaggiamenti donati dal nostro governo vengono utilizzati pure in territorio russo? Non è proprio così. Anzitutto, gli MLS Shield prodotti dall’azienda abruzzese Tekne di non sono stati regalati dallo Stato: furono acquistati nell’estate 2022 da una fondazione guidata dall’ex presidente Petro Poroshenko e donati a una brigata di paracadutisti. Si trattava in tutto di undici fuoristrada blindati, dotati di una corazzatura che ferma i colpi di piccoli calibro e di sospensioni che riducono gli effetti delle mine. Pur privi di armamenti sono comunque mezzi militari: la vendita fu autorizzata dal governo Draghi ma pagata da soggetti ucraini. Contrariamente ai sistemi bellici donati dall’esecutivo, non esistono vincoli al loro impiego in combattimento. Molti degli MLS Shield sono stati distrutti in due anni di battaglie soprattutto nel Donbas. La vera questione è un’altra: quello che appare nel filmato non è un veicolo italiano. Si tratta infatti di un Roshel Senator, estremamente simile – entrambi hanno lo chassis di un furgone Ford - ma di produzione canadese. Lo testimonia la torretta con mitragliatrice presente sulla parte superiore del veicolo: una caratteristica del Senator, che non risulta mai installata sugli Shield.
di Gianluca Di Feo
Video Le forze di terra e aeree russe hanno impedito all’esercito ucraino di avanzare ulteriormente verso Kursk, secondo quanto riferisce il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate russe Valery Gerasimov, aggiungendo che l’operazione dell’esercito russo a Kursk terminerà dopo aver sconfitto l’esercito ucraino e raggiunto il confine. Le squadre di incursori ucraine si erano infiltrate nei boschi oltre la frontiera nella notte tra lunedì e martedì, mentre uno sciame di droni colpiva le basi del Cremlino del distretto di Kursk. LEGGI ANCHE - Controffensiva Ucraina in Russia: così Zelensky ha sorpreso lo Zar di Gianluca Di Feo
Video Il drone su Tel Aviv di recente ha fatto notizia, ma forse non tutti sanno che gli Houti continuano a bombardare navi e container nel Mediterraneo tutti i giorni grazie ai droni che partono dallo Yemen. Tutti i numeri degli affondamenti e del prezzo da pagare non solo per le compagnia colpire, ma anche per tutti i consumatori. Di Gianluca Di Feo. Montaggio Lorenzo Urbani. GUARDA IL DOSSIER SENTIERI DI GUERRA - Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand sul sito di Repubblica - GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP DI METROPOLIS