di ENRICO VERONESE Conti che non tornano. L’inizio del festival è un sollievo, perché finisce il periodo dello spot promozionale in cui “tutti cantano Sanremo”. Cioè le canzoni di troppi anni fa: aspettarsi altrettanto da quelle in gara è una pia illusione. Ogni festival ha la cifra del co
di ENRICO VERONESE Conti che non tornano. L’inizio del festival è un sollievo, perché finisce il periodo dello spot promozionale in cui “tutti cantano Sanremo”. Cioè le canzoni di troppi anni fa: aspettarsi altrettanto da quelle in gara è una pia illusione. Ogni festival ha la cifra del co
di ENRICO VERONESE Conti che non tornano. L’inizio del festival è un sollievo, perché finisce il periodo dello spot promozionale in cui “tutti cantano Sanremo”. Cioè le canzoni di troppi anni fa: aspettarsi altrettanto da quelle in gara è una pia illusione. Ogni festival ha la cifra del co
di Maria Berlinguer wROMA «Grazie per la serietà, sono orgoglioso del Pd e di ciascuno di voi». È il messaggio che Matteo Renzi spedisce ai grandi elettori mentre è ancora in corso lo spoglio delle schede per l’elezione di Sergio Mattarella. Lo strappo con Silvio Berlusconi, per il premier
di Maria Berlinguer wROMA «Grazie per la serietà, sono orgoglioso del Pd e di ciascuno di voi». È il messaggio che Matteo Renzi spedisce ai grandi elettori mentre è ancora in corso lo spoglio delle schede per l’elezione di Sergio Mattarella. Lo strappo con Silvio Berlusconi, per il premier
di Maria Berlinguer wROMA «Grazie per la serietà, sono orgoglioso del Pd e di ciascuno di voi». È il messaggio che Matteo Renzi spedisce ai grandi elettori mentre è ancora in corso lo spoglio delle schede per l’elezione di Sergio Mattarella. Lo strappo con Silvio Berlusconi, per il premier
PAVIA Da #100luoghi a #passodopopasso: gli hashtag che su Twitter segnano la comunicazione di Matteo Renzi. Che, secondo Riccardo Puglisi, ricercatore dell’università di Pavia, «rischia un effetto saturazione». Il premier precursore del social network da 140 caratteri rischia di stancare g
PAVIA Da #100luoghi a #passodopopasso: gli hashtag che su Twitter segnano la comunicazione di Matteo Renzi. Che, secondo Riccardo Puglisi, ricercatore dell’università di Pavia, «rischia un effetto saturazione». Il premier precursore del social network da 140 caratteri rischia di stancare g
PAVIA Da #100luoghi a #passodopopasso: gli hashtag che su Twitter segnano la comunicazione di Matteo Renzi. Che, secondo Riccardo Puglisi, ricercatore dell’università di Pavia, «rischia un effetto saturazione». Il premier precursore del social network da 140 caratteri rischia di stancare g
di ANDREA SARUBBI «Non sono un pirla», disse Josè Mourinho nella conferenza stampa di presentazione da allenatore dell'Inter, e si capì subito - quel 3 giugno del 2008 - che nella comunicazione calcistica qualcosa stava cambiando. L'allenatore portoghese non era un pirla davvero: sapeva ch
di ANDREA SARUBBI «Non sono un pirla», disse Josè Mourinho nella conferenza stampa di presentazione da allenatore dell'Inter, e si capì subito - quel 3 giugno del 2008 - che nella comunicazione calcistica qualcosa stava cambiando. L'allenatore portoghese non era un pirla davvero: sapeva ch
di ANDREA SARUBBI «Non sono un pirla», disse Josè Mourinho nella conferenza stampa di presentazione da allenatore dell'Inter, e si capì subito - quel 3 giugno del 2008 - che nella comunicazione calcistica qualcosa stava cambiando. L'allenatore portoghese non era un pirla davvero: sapeva ch
(Segue dalla prima pagina) la propria intransigenza rimangono pertanto punti interrogativi grandi come macigni). È quindi su un altro piano, a lui particolarmente congeniale, che si è potuto assistere a una certa rupture rispetto alle consuetudini e ai precedenti. Vale a dire quello della
(Segue dalla prima pagina) la propria intransigenza rimangono pertanto punti interrogativi grandi come macigni). È quindi su un altro piano, a lui particolarmente congeniale, che si è potuto assistere a una certa rupture rispetto alle consuetudini e ai precedenti. Vale a dire quello della
di Gabriele Rizzardi wROMA La partita, quella vera, comincia adesso. Matteo Renzi è salito ieri al Quirinale ed ha accettato con riserva l’incarico di formare il nuovo governo. Un governo non più a tempo ma legato al normale svolgimento della legislatura, che terminerà nel 2018. E’ la svol
di Gabriele Rizzardi wROMA La partita, quella vera, comincia adesso. Matteo Renzi è salito ieri al Quirinale ed ha accettato con riserva l’incarico di formare il nuovo governo. Un governo non più a tempo ma legato al normale svolgimento della legislatura, che terminerà nel 2018. E’ la svol
di Gabriele Rizzardi wROMA La partita, quella vera, comincia adesso. Matteo Renzi è salito ieri al Quirinale ed ha accettato con riserva l’incarico di formare il nuovo governo. Un governo non più a tempo ma legato al normale svolgimento della legislatura, che terminerà nel 2018. E’ la svol
di Mario Lancisi wFIRENZE A chi nel partito fiorentino gli ha ripetutamente rimproverato «oh Matteo, ma come pensi di poter fare il sindaco e il segretario del Pd», lui, Renzi, ha sempre risposto: «L’incarico nazionale aiuterà anche Firenze». E un assaggio lo si è avuto giovedì scorso quan
di Mario Lancisi wFIRENZE A chi nel partito fiorentino gli ha ripetutamente rimproverato «oh Matteo, ma come pensi di poter fare il sindaco e il segretario del Pd», lui, Renzi, ha sempre risposto: «L’incarico nazionale aiuterà anche Firenze». E un assaggio lo si è avuto giovedì scorso quan
di Mario Lancisi wFIRENZE A chi nel partito fiorentino gli ha ripetutamente rimproverato «oh Matteo, ma come pensi di poter fare il sindaco e il segretario del Pd», lui, Renzi, ha sempre risposto: «L’incarico nazionale aiuterà anche Firenze». E un assaggio lo si è avuto giovedì scorso quan