"Stop al genocidio a Gaza", in 400 al corteo della Cgil

Video In quattrocento hanno sfilato dalla stazione verso il centro, fino a piazza Guicciardi, nel segno di “Pavia per Gaza”. La mobilitazione cittadina contro il genocidio in atto da parte di Israele ha aggiunto venerdì pomeriggio un nuovo capitolo con la manifestazione della Cgil, seguita allo sciopero nazionale (in Lombardia nelle ultime 4 ore di ogni turno). Poi davanti alla prefettura ci sono stati gli interventi di molti dei partiti e delle associazioni che hanno aderito alla manifestazione. Fabio Catalano, segretario provinciale della Cgil, ha ricordato le richieste dell’organizzazione sindacale al governo e alla Ue: cessate il fuoco immediato e rispetto del diritto internazionale; liberazione degli ostaggi e dei prigionieri palestinesi detenuti illegalmente; la sospensione dell’accordo di associazione commerciale Ue-Israele; sanzioni contro il governo israeliano; divieto di qualsiasi consegna di armi; sostegno al lavoro della Corte penale internazionale; riconoscimento dello Stato di Palestina. L'ARTICOLO Video Garbi

Pavia per Gaza e la Sumud Flotilla: le foto

Foto Quattrocento tra famiglie, giovani e sindacalisti si sono dati appuntamento in piazzale Ghinaglia per il corteo convocato dalla Cgil di Pavia per manifestare solidarietà e supporto alla Global Sumud Flottiglia, l'iniziativa umanitaria indipendente lanciata per portare aiuti umanitari a Gaza e per chiedere il cessate il fuoco nella striscia di Gaza. «Con questa manifestazione vogliamo esprimere il nostro pieno sostegno alla Global Sumud Flotilla in rotta verso Gaza – ha spiegato il segretario generale Fabio Catalano –. Si tratta di una delle più importanti espressioni di democrazia, di mobilitazione cittadina non violenta e di solidarietà della storia recente. Il suo obiettivo è chiaro: rompere l’assedio, aprire un corridoio umanitario e denunciare la carestia così come il genocidio in corso. Chiediamo con forza ed esigiamo che il nostro Governo metta a disposizione tutte le risorse consolari e diplomatiche per garantire la sicurezza delle cittadine e dei cittadini a bordo, e per proteggere il carattere pacifico della missione mondiale Sumud, pienamente legale secondo il diritto internazionale».