campo riaperto

Alessandro Di Matteo /RomaIl «passo avanti» c'è, l'incontro tra Enrico Letta, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli è andato abbastanza bene, ma l'intesa non è ancora chiusa e tutto dipenderà dalla discussione che in queste ore si svolgerà dentro Sinistra italiana e dentro Europa verde. Da tre giorni i

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Federico CapursoAlessandro Di Matteo / RomaAdesso è il momento di far digerire l'accordo agli altri, perché il patto tra Enrico Letta e Carlo Calenda provoca più di un problema tra gli alleati del Pd e persino nelle liste democratiche. I primi a lamentarsi sono stati Nicola Fratoianni e Angelo Bonel

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Stavolta si sono stretti la mano davanti ai fotografi. Hanno firmato un documento ufficiale con i dettagli dell'accordo della loro alleanza elettorale. Un accordo che, a sentire Enrico Letta, era già stato raggiunto con una stretta di mano qualche giorno fa, ma poi Carlo Calenda avrebbe cambiato le

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La situazione in Italia è grave ma non è seria, motteggiava Ennio Flaiano. Alla vigilia delle elezioni politiche 2022, anziché 2023, la fotografia è confermata (non che se avessimo votato l'anno prossimo le cose sarebbero granché migliorate).Se dovessimo trovare la cifra di questa tornata elettorale

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Niccolo Carratelli / roma Carlo Calenda non vuole riavvolgere il nastro di questa faticosa trattativa con Enrico Letta. «Sono molto soddisfatto - dice - ho ottenuto quello che volevo, il Pd ha recepito tutti i nostri punti». E assicura che un'eventuale alleanza di Letta, dall'altra parte, anche con

Letta-Calenda

Niccolò Carratelli / Roma Doveva essere il giorno della decisione, del chiarimento definitivo. Invece si è consumato in un estenuante e infruttuoso botta e risposta tra Carlo Calenda ed Enrico Letta, che dovevano vedersi e non si sono visti: l'incontro, che tutti si augurano sia decisivo, è fissato

"O noi o loro"... aspettando i cosacchi

E allora Calenda non vuole Fratoianni, e figuriamoci Bonelli, e il veto è reciprocamente ricambiato, e non vuole neanche Di Maio, che non si scompone, Renzi non vuole nessuno e non lo vuole nessuno, ed Enrico Letta, che vorrebbe tutti o quasi, aspetta da Calenda una parola definitiva. E resta appeso

Calenda, duello sul terzo polo

Niccolò Carratelli / Roma Per battere la destra, meglio correre separati. Questo il senso del discorso che questa mattina Carlo Calenda farà a Enrico Letta. A lui per primo, il leader di Azione comunicherà l'esito della sua riflessione, dopo un weekend travagliato, fatto di messaggi incrociati, avve

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Ilario Lombardo / ROMAVisto che ha fatto suo il metodo bersaniano delle metafore - «occhi di tigre», «le tinte forti di Van Gogh» - si potrebbe dire che per il segretario del Pd Enrico Letta Roberto Fico è il pesce grosso, il marlin che il vecchio di Ernest Hemingway insegue nel mare aperto. Letta-S

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il casoFederico CapursoPoche ore, non serve molto di più. Le indagini delle forze dell'ordine si sono appena aperte, la città di Civitanova Marche ha iniziato a stringersi alla famiglia di Alika Ogorchukwu, tentando di dare una spiegazione a un dramma che si è consumato nell'indifferenza di quella s

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civitanova marcheC'è un'Italia sotto choc per l'ennesimo omicidio a mani nude, meno forse questa cittadina della riviera adriatica. A Civitanova si vuole rimuovere in fretta l'accaduto: in fondo è una storia che non coinvolge nessuno di qui, ma due stranieri. Perciò ieri è ripreso incessante lo stru

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Niccolò Carratelli / romaPer Matteo Salvini sono «fesserie» e «fake news». Ma, nel merito, il leader della Lega non smentisce i fatti riportati nell'articolo pubblicato ieri da La Stampa. A cominciare dai contatti tra un funzionario dell'ambasciata russa a Roma e il suo consigliere per i rapporti in

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Alessandro Di Matteo / ROMALa discussione col Pd è aperta, adesso è iniziato davvero quel dialogo che ieri Carlo Calenda aveva definito «possibile». Un confronto non facile, che subito rischia di attorcigliarsi sulla questione del candidato premier, che per Calenda non può che essere Mario Draghi e

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Carlo Bertini /RomaBisogna dire chi è il colpevole della caduta di Draghi, senza infingimenti. E a chi prova a confondere le acque, bisogna dire che le responsabilità sono chiare». Dopo queste parole di Enrico Letta, standing ovation dei gruppi dem nella sala del Mappamondo alla Camera. Fine del "ca