ROMA Anche se ti chiami Stefano Rodotà ed eri ad un passo da salire al Quirinale, se critichi il M5S, vieni insultato. E’ una black list che si allunga ogni giorno quella stilata da Beppe Grillo in cui inserisce chi critica il suo movimento. Anche se si tratta di un uomo o una donna che
ROMA Anche se ti chiami Stefano Rodotà ed eri ad un passo da salire al Quirinale, se critichi il M5S, vieni insultato. E’ una black list che si allunga ogni giorno quella stilata da Beppe Grillo in cui inserisce chi critica il suo movimento. Anche se si tratta di un uomo o una donna che
ROMA Anche se ti chiami Stefano Rodotà ed eri ad un passo da salire al Quirinale, se critichi il M5S, vieni insultato. E’ una black list che si allunga ogni giorno quella stilata da Beppe Grillo in cui inserisce chi critica il suo movimento. Anche se si tratta di un uomo o una donna che
di Gabriele Rizzardi wROMA «La seconda Repubblica è finita e non va allungata l’agonia. Non ho intenzione di vivacchiare». Enrico Letta illustra alla Camera il programma del suo governo e incassa una larghissima fiducia: 453 sì, 153 no (Sel e M5S) e 17 astenuti (la Lega). Con un appassio
ROMA Gli applausi dai deputati del Movimento 5 Stelle sono partiti solo nei passaggi che Enrico Letta ha dedicato ai temi della riforma e dei costi della politica. Un impegno che il premier ha voluto richiamare chiedendo a tutti di fare la loro parte. Finanziamento pubblico. Letta ha pro
di Gabriele Rizzardi wROMA «La seconda Repubblica è finita e non va allungata l’agonia. Non ho intenzione di vivacchiare». Enrico Letta illustra alla Camera il programma del suo governo e incassa una larghissima fiducia: 453 sì, 153 no (Sel e M5S) e 17 astenuti (la Lega). Con un appassio
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di Maria Rosa Tomasello wROMA Il 20 aprile aveva affidato a Twitter la sua amarezza sull’esito del voto per il Quirinale. «Senza spocchia o arroganza, questo Paese aveva un'altra possibilità, e una possibile presidente» aveva scritto Emma Bonino, storica esponente radicale, figura tra le
“Benedetto” da Napolitano come « un governo politico», oggi l’esecutivo guidato da Enrico Letta giura al Quirinale. I ministri sono 21, tre tecnici (Cancellieri, Saccomanni e Giovannini) e 18 indicati da Pd, Pdl e Scelta civica, oltre a Emma Bonino cui vanno gli Esteri. Domani il voto in
di Maria Rosa Tomasello wROMA Il 20 aprile aveva affidato a Twitter la sua amarezza sull’esito del voto per il Quirinale. «Senza spocchia o arroganza, questo Paese aveva un'altra possibilità, e una possibile presidente» aveva scritto Emma Bonino, storica esponente radicale, figura tra le
di GIANFRANCO PASQUINO In modo assolutamente irrituale, Giorgio Napolitano si è presentato alla oramai famosa veranda del Quirinale per sottolineare tre elementi fondamentali del governo affidato a Enrico Letta. Primo elemento, il governo risponde alle richieste da lui, il Presidente del
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di Gabriele Rizzardi wROMA Enrico Letta è il nuovo presidente del consiglio. Dopo quattro giorni di tensione e un durissimo braccio di ferro con Berlusconi, il vicesegretario del Pd messo in pista da Napolitano per fare il governo delle larghe intese, «l’unico possibile», è salito ieri a
di Maria Rosa Tomasello wROMA Il 20 aprile aveva affidato a Twitter la sua amarezza sull’esito del voto per il Quirinale. «Senza spocchia o arroganza, questo Paese aveva un'altra possibilità, e una possibile presidente» aveva scritto Emma Bonino, storica esponente radicale, figura tra le
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ROMA Milena Gabanelli voti 5.796; Gino Strada voti 4.938; Stefano Rodotà voti 4.677. I numeri che da giorni tutti chiedevano di conoscere, quelli delle “Quirinarie” che hanno permesso al Movimento 5 Stelle di designare come candidato alla presidenza della Repubblica il giurista Stefano R
ROMA Milena Gabanelli voti 5.796; Gino Strada voti 4.938; Stefano Rodotà voti 4.677. I numeri che da giorni tutti chiedevano di conoscere, quelli delle “Quirinarie” che hanno permesso al Movimento 5 Stelle di designare come candidato alla presidenza della Repubblica il giurista Stefano R
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di FABIO CHIUSI Dopo avere troppo a lungo ignorato o frainteso la rete, si è diffusa la credenza che la politica ne sia improvvisamente divenuta succube. E che, di conseguenza, decisioni complesse come l'elezione del nuovo capo dello Stato dipendano dagli umori sempre mutevoli dell'opini