PARIGI Francois Hollande lascia per qualche ora i panni di capo di Stato in lotta contro il terrorismo, e si trasforma per il tempo di un mattino in caporedattore di Mon Quotidien, quotidiano dedicato ai ragazzini dai 10 ai 14 anni, per far prendere loro contatto con l'attualità e il mondo
(segue dalla prima pagina) Perché, sottolinea il ministro, «per sentirsi liberi, ci si deve prima sentire sicuri». I colleghi di Farnesina e Viminale, Paolo Gentiloni e lo stesso Alfano, sono appena più chiari: «Non c’è dubbio che dobbiamo mettere al primo posto la sicurezza», ha detto il
(segue dalla prima pagina) Perché, sottolinea il ministro, «per sentirsi liberi, ci si deve prima sentire sicuri». I colleghi di Farnesina e Viminale, Paolo Gentiloni e lo stesso Alfano, sono appena più chiari: «Non c’è dubbio che dobbiamo mettere al primo posto la sicurezza», ha detto il
(segue dalla prima pagina) Perché, sottolinea il ministro, «per sentirsi liberi, ci si deve prima sentire sicuri». I colleghi di Farnesina e Viminale, Paolo Gentiloni e lo stesso Alfano, sono appena più chiari: «Non c’è dubbio che dobbiamo mettere al primo posto la sicurezza», ha detto il
di Alberto Flores d’Arcais Un’agenda ambiziosa, una virata “a sinistra”, qualche slogan, una buona dose di pragmatismo e lo sdoganamento di parole (come “bisessuali” o “transgender”) che nell’aula del Congresso nessuno presidente aveva mai pronunciato. È un Obama per nulla intimidito quell
di Alberto Flores d’Arcais Un’agenda ambiziosa, una virata “a sinistra”, qualche slogan, una buona dose di pragmatismo e lo sdoganamento di parole (come “bisessuali” o “transgender”) che nell’aula del Congresso nessuno presidente aveva mai pronunciato. È un Obama per nulla intimidito quell
di Alberto Flores d’Arcais Un’agenda ambiziosa, una virata “a sinistra”, qualche slogan, una buona dose di pragmatismo e lo sdoganamento di parole (come “bisessuali” o “transgender”) che nell’aula del Congresso nessuno presidente aveva mai pronunciato. È un Obama per nulla intimidito quell
GROZNY Una marea umana a Grozny in difesa del profeta Maometto: il Cremlino vieta le manifestazioni contro le vignette satiriche del settimanale francese Charlie Hebdo a Mosca, per evitare provocazioni e disordini nella capitale più musulmana d’Europa (2 milioni di fedeli). Ma, per dare sf
GROZNY Una marea umana a Grozny in difesa del profeta Maometto: il Cremlino vieta le manifestazioni contro le vignette satiriche del settimanale francese Charlie Hebdo a Mosca, per evitare provocazioni e disordini nella capitale più musulmana d’Europa (2 milioni di fedeli). Ma, per dare sf
Non rilascia dichiarazioni dalla primavera scorsa, non si vede e non si sente, i vicini di casa dicono che si faccia negare anche al citofono. Quando chiede il sale a tavola aggiunge “con rispetto per gli ipertesi”, mette zucchero nel caffè solo se non ci sono diabetici tra i commensali. N
Non rilascia dichiarazioni dalla primavera scorsa, non si vede e non si sente, i vicini di casa dicono che si faccia negare anche al citofono. Quando chiede il sale a tavola aggiunge “con rispetto per gli ipertesi”, mette zucchero nel caffè solo se non ci sono diabetici tra i commensali. N
Non rilascia dichiarazioni dalla primavera scorsa, non si vede e non si sente, i vicini di casa dicono che si faccia negare anche al citofono. Quando chiede il sale a tavola aggiunge “con rispetto per gli ipertesi”, mette zucchero nel caffè solo se non ci sono diabetici tra i commensali. N
GROZNY Una marea umana a Grozny in difesa del profeta Maometto: il Cremlino vieta le manifestazioni contro le vignette satiriche del settimanale francese Charlie Hebdo a Mosca, per evitare provocazioni e disordini nella capitale più musulmana d’Europa (2 milioni di fedeli). Ma, per dare sf
Anche Pavia è scesa in piazza per Charlie Hebdo, per i suoi morti. L’attentato al settimanale satirico francese ha sconvolto ma unito. E anche a Pavia la gente si è ritrovata spontaneamente a condividere paure, rabbia, preoccupazione. E si è data appuntamento in piazza. Quel «Je suis Charl
PARIGI Una folla di personaggi enigmatici, potenziali fiancheggiatori, amici di amici, conoscenti: gli inquirenti francesi avanzano a tentoni nella nebulosa jihadista nella quale hanno preso forma gli attentati di Parigi. Una costante sembra accomunare gran parte delle mille teste di quest
PARIGI Sempre inseparabili, dall’infanzia terribile in cui, mano nella mano, scoprirono la madre morente in casa per aver preso troppe medicine, fino al 7 gennaio scorso, scatenati a fare fuoco insieme con i kalashnikov contro la redazione di Charlie Hebdo. I fratelli Said e Cherif Kouachi
PARIGI Sempre inseparabili, dall’infanzia terribile in cui, mano nella mano, scoprirono la madre morente in casa per aver preso troppe medicine, fino al 7 gennaio scorso, scatenati a fare fuoco insieme con i kalashnikov contro la redazione di Charlie Hebdo. I fratelli Said e Cherif Kouachi
PARIGI Sempre inseparabili, dall’infanzia terribile in cui, mano nella mano, scoprirono la madre morente in casa per aver preso troppe medicine, fino al 7 gennaio scorso, scatenati a fare fuoco insieme con i kalashnikov contro la redazione di Charlie Hebdo. I fratelli Said e Cherif Kouachi
Dilagano in Niger le proteste contro il settimanale satirico francese Charlie Hebdo e sempre più assumono connotazioni di scontro interreligioso. Tra ieri e oggi sette chiese sono state date alle fiamme dopo devastazioni e saccheggi al grido di “Allah Akhabar”. Due a Zinder, nel sud del Pa
Dilagano in Niger le proteste contro il settimanale satirico francese Charlie Hebdo e sempre più assumono connotazioni di scontro interreligioso. Tra ieri e oggi sette chiese sono state date alle fiamme dopo devastazioni e saccheggi al grido di “Allah Akhabar”. Due a Zinder, nel sud del Pa