PAVIA «Orellana è venezuelana»: Beppe Grillo lo scrive sul suo blog in una sorta di canzoncina stile Leo Ferrè sui fuoriusciti dal Movimento e il senatore pavese ribatte accusandolo di xenofobia e di infantilismo. «Evidentemente non riesce a dimenticarmi – scrive sul proprio blog Luis Orel
PAVIA «Orellana è venezuelana»: Beppe Grillo lo scrive sul suo blog in una sorta di canzoncina stile Leo Ferrè sui fuoriusciti dal Movimento e il senatore pavese ribatte accusandolo di xenofobia e di infantilismo. «Evidentemente non riesce a dimenticarmi – scrive sul proprio blog Luis Orel
PAVIA «Orellana è venezuelana»: Beppe Grillo lo scrive sul suo blog in una sorta di canzoncina stile Leo Ferrè sui fuoriusciti dal Movimento e il senatore pavese ribatte accusandolo di xenofobia e di infantilismo. «Evidentemente non riesce a dimenticarmi – scrive sul proprio blog Luis Orel
di Gabriella Cerami wROMA Chi ancora ci crede e chi no, chi prova a cercare un’unità complicata e improbabile, e chi pensa a salvarsi guardando altrove. Il pianeta 5 Stelle, quello che aveva fatto il boom elettorale, adesso ha fatto il big bang. Ma il leader Beppe Grillo dal suo blog insis
di Gabriella Cerami wROMA Chi ancora ci crede e chi no, chi prova a cercare un’unità complicata e improbabile, e chi pensa a salvarsi guardando altrove. Il pianeta 5 Stelle, quello che aveva fatto il boom elettorale, adesso ha fatto il big bang. Ma il leader Beppe Grillo dal suo blog insis
di Gabriella Cerami wROMA Chi ancora ci crede e chi no, chi prova a cercare un’unità complicata e improbabile, e chi pensa a salvarsi guardando altrove. Il pianeta 5 Stelle, quello che aveva fatto il boom elettorale, adesso ha fatto il big bang. Ma il leader Beppe Grillo dal suo blog insis
di Gabriella Cerami wROMA Quando in un partito l’uomo dei conti lascia non è mai un bel segnale. E dal Movimento 5 Stelle, da quando è naufragata la teoria tanto amata dai grillini dell’uno vale uno, di segnali negativi ne arrivano tanti. La lunga ondata di espulsione ormai ha avuto inizio
di Gabriella Cerami wROMA Quando in un partito l’uomo dei conti lascia non è mai un bel segnale. E dal Movimento 5 Stelle, da quando è naufragata la teoria tanto amata dai grillini dell’uno vale uno, di segnali negativi ne arrivano tanti. La lunga ondata di espulsione ormai ha avuto inizio
di Linda Lucini wPAVIA «Certo che ho votato perchè la divisione dei compiti non è un tabù, esiste in tutto il movimento e anche nel nostro gruppo a Pavia. Grillo ha fatto un passo avanti». Così Giuseppe Polizzi, consigliere comunale a Pavia del Movimento 5 Stelle, spiega il suo pieno appog
di Gabriella Cerami wROMA Quando in un partito l’uomo dei conti lascia non è mai un bel segnale. E dal Movimento 5 Stelle, da quando è naufragata la teoria tanto amata dai grillini dell’uno vale uno, di segnali negativi ne arrivano tanti. La lunga ondata di espulsione ormai ha avuto inizio
di Linda Lucini wPAVIA «Certo che ho votato perchè la divisione dei compiti non è un tabù, esiste in tutto il movimento e anche nel nostro gruppo a Pavia. Grillo ha fatto un passo avanti». Così Giuseppe Polizzi, consigliere comunale a Pavia del Movimento 5 Stelle, spiega il suo pieno appog
di Linda Lucini wPAVIA «Certo che ho votato perchè la divisione dei compiti non è un tabù, esiste in tutto il movimento e anche nel nostro gruppo a Pavia. Grillo ha fatto un passo avanti». Così Giuseppe Polizzi, consigliere comunale a Pavia del Movimento 5 Stelle, spiega il suo pieno appog
PAVIA Ieri mattina i sindacati hanno inviato alla prefettura di Pavia la proclamazione formale dello stato di agitazione dei dipendenti del centro medico di Pavia di via Maugeri e via Boezio: prima azione, astensione dal lavoro straordinario. E lunedì il Comune ha convocato un incontro con
ROMA Trenta, forse addirittura quaranta tra deputati e senatori Cinquestelle dissidenti. Una pattuglia nutrita che potrebbe anche giocare un ruolo determinante negli equilibri interni al Parlamento e alle elezioni del prossimo presidente della Repubblica. È questo uno dei risvolti inattesi
di BRUNO MANFELLOTTO Un grande Vaffa lo seppellirà, verrebbe da ironizzare parafrasando il maggio francese. Il processo di rimozione è cominciato, e se n’è reso conto la stessa vittima, Beppe Grillo, che adesso si dice stanco, nomina un direttorio, cerca di salvare ciò che resta della sua
di Gabriele Rizzardi wROMA «Sono un po’ stanchino...». Ancora stordito dal crollo elettorale in Emilia Romagna e nel pieno di una bufera esplosa dopo le ennesime espulsioni che hanno portato i militanti fin sotto casa sua, Beppe Grillo cita Forrest Gump, fa un mezzo passo indietro e nomina
ROMA Trenta, forse addirittura quaranta tra deputati e senatori Cinquestelle dissidenti. Una pattuglia nutrita che potrebbe anche giocare un ruolo determinante negli equilibri interni al Parlamento e alle elezioni del prossimo presidente della Repubblica. È questo uno dei risvolti inattesi
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