TORRAZZA COSTE Musica, allegria, e convivialità con la consistente somma di 3600 euro raccolta e devoluta all'associazione Agal (genitori e amici del bambino leucemico). Si è rivelata un successo la seconda edizione del “Roots Music Festival”, che si è svolta...
A.Q.
In gara con “Onda alta” e proprio oggi esce il suo nuovo disco: “Ciao America” rapper e disc jockey, sarà impegnato anche con un fumetto quotidiano
Video "Il problema più grosso che abbiamo avuto è stato prima del soccorso. Qualche giorno prima siamo stati avvicinati da una pattuglia della Guardia costiera che ha aperto il fuoco accanto a noi per intimidirci, ma soprattutto per impedirci di soccorrere altre 80 persone. Questa è una cosa di una gravità inaudita". Lo ha detto Alessandro Porro, presidente di Sos Méditerranée Italia, al termine dello sbarco dei 92 migranti a bordo della Ocean Viking al porto di Salerno martedì 4 aprile. "Ci sono le prove di un aereo civile che stava volando sopra di noi - continua Porro - e si vede questa pattuglia che spara".
Video di Paolo Manzo
Video Dopo il salvataggio di 37 naufraghi al largo di Sabratha, la nave di Sos Méditerranée è stata obbligata a far rotta verso Ancona, a 850 miglia nautiche e quattro giorni di navigazione di distanza. Alla luce delle pessime condizioni meteo, l'ong aveva chiesto un porto sicuro più vicino, ma Roma ha detto no.
"Domani onde fino a cinque metri - ha detto Alessandro Porro, presidente di Sos Méditerranée Italia, a bordo come vice Sar Coordinator-. La nave è sicura, ma i naufraghi non sono abituati a questo mare e ne patiscono le conseguenze".
di Alessia Candito
Parigi accusa: «Silenzio assordante». La premier: «Il governo sta rispettando le convenzioni». Il vicepremier e ministro degli Esteri: «Serve intervento Ue, porrò tema»
A CURA DI CATERINA STAMIN
il casoMarco BresolinSerena Riformato Uno per volta, a sera, gli ultimi 212 migranti a bordo della Geo Barents attraversano il ponticello di corda della nave e toccano la terraferma del porto di Catania. Il braccio di ferro, per ora, finisce qui. L'imbarcazione di Medici senza frontiere può infine l
Video "La gestione degli sbarchi attuale è un laboratorio di violazione dei diritti umani, lo sbarco selettivo dei naufraghi considerati più fragili, quando su una nave in mezzo al mare sono tutti fragili, è un'invenzione che pagheremo cara". Così Alessandro Porro, presidente della ong Sos Méditerranée e responsabile soccorsi della Ocean Viking, commenta la situazione nel porto di Catania.
Matteo Macor l'ha incontrato per Metropolis in un altro porto, a Genova, in attesa che la nave di Sos con oltre 200 persone a bordo abbia il via libera per rientrare. "L'unica soluzione possibile è la via diplomatica - il pensiero di Porro -. Le scelte del governo italiano sono un modo per fare pressione sull'Europa per un cambio di politiche sul tema: è giusto che gli stati non vengano lasciati soli, ma non è accettabile che si comportino da stati canaglia".