di ALBERTO FLORES D'ARCAIS Ucraina e Stato islamico. Le due grandi crisi internazionali di questi mesi, sia pure molto diverse tra loro, hanno una cosa in comune: aver costretto Barack Obama a rivedere, forse a rovesciare, la politica estera (diplomatico-militare) che la Casa Bianca del pr
di Alberto Flores D'Arcais Ucraina e Stato islamico. Le due grandi crisi internazionali di questi mesi, sia pure molto diverse tra loro, hanno una cosa in comune: aver costretto Barack Obama a rivedere, forse a rovesciare, la politica estera (diplomatico-militare) che la Casa Bianca del pr
di ALBERTO FLORES D’ARCAIS Mezzo secolo fa era tutto più chiaro in Medio Oriente. Da una parte c’era Israele, dall’altra un mondo arabo che dello Stato ebraico voleva la distruzione totale. Poi sono arrivati gli anni delle guerre (e delle vittorie militari israeliane), quelli dei primi acc
di ALBERTO FLORES D’ARCAIS Mezzo secolo fa era tutto più chiaro in Medio Oriente. Da una parte c’era Israele, dall’altra un mondo arabo che dello Stato ebraico voleva la distruzione totale. Poi sono arrivati gli anni delle guerre (e delle vittorie militari israeliane), quelli dei primi acc
di ALBERTO FLORES D’ARCAIS Mezzo secolo fa era tutto più chiaro in Medio Oriente. Da una parte c’era Israele, dall’altra un mondo arabo che dello Stato ebraico voleva la distruzione totale. Poi sono arrivati gli anni delle guerre (e delle vittorie militari israeliane), quelli dei primi acc
di ALBERTO FLORES D’ARCAIS Con il video della barbara uccisione di James Foley da parte di un tagliagole mascherato dell’Is, l’autoproclamato Califfato (o Stato Islamico) ha brutalmente alzato la posta in gioco nell’area più calda (e pericolosa) del mondo. La decapitazione del freelance am
di Alberto Flores D’Arcais Con il video della barbara uccisione di James Foley da parte di un tagliagole mascherato dell’Is, l’autoproclamato Califfato (o Stato Islamico) ha brutalmente alzato la posta in gioco nell’area più calda (e pericolosa) del mondo. Da una visione di stampo medieval
di ALBERTO FLORES D’ARCAIS Con il video della barbara uccisione di James Foley da parte di un tagliagole mascherato dell’Is, l’autoproclamato Califfato (o Stato Islamico) ha brutalmente alzato la posta in gioco nell’area più calda (e pericolosa) del mondo. La decapitazione del freelance am
di ALBERTO FLORES D’ARCAIS Con il video della barbara uccisione di James Foley da parte di un tagliagole mascherato dell’Is, l’autoproclamato Califfato (o Stato Islamico) ha brutalmente alzato la posta in gioco nell’area più calda (e pericolosa) del mondo. La decapitazione del freelance am
di Alberto Flores D’Arcais Con il video della barbara uccisione di James Foley da parte di un tagliagole mascherato dell’Is, l’autoproclamato Califfato (o Stato Islamico) ha brutalmente alzato la posta in gioco nell’area più calda (e pericolosa) del mondo. Da una visione di stampo medieval
di Alberto Flores D’Arcais Con il video della barbara uccisione di James Foley da parte di un tagliagole mascherato dell’Is, l’autoproclamato Califfato (o Stato Islamico) ha brutalmente alzato la posta in gioco nell’area più calda (e pericolosa) del mondo. Da una visione di stampo medieval
di Alberto Flores d’Arcais wGERUSALEMME A uno degli incroci di Bar Ilan, la grande strada che porta verso Ramat Eshkol, il quartiere di Gerusalemme Est dedicato a Levi Eshkol (premier durante la Guerra dei Sei Giorni), da giorni dozzine di Haredi protestano per l’arresto di uno di loro. El
di Alberto Flores d’Arcais wGERUSALEMME A uno degli incroci di Bar Ilan, la grande strada che porta verso Ramat Eshkol, il quartiere di Gerusalemme Est dedicato a Levi Eshkol (premier durante la Guerra dei Sei Giorni), da giorni dozzine di Haredi protestano per l’arresto di uno di loro. El
di Alberto Flores d’Arcais wGERUSALEMME A uno degli incroci di Bar Ilan, la grande strada che porta verso Ramat Eshkol, il quartiere di Gerusalemme Est dedicato a Levi Eshkol (premier durante la Guerra dei Sei Giorni), da giorni dozzine di Haredi protestano per l’arresto di uno di loro. El
dI ALBERTO FLORES D’ARCAIS Come andrà a finire nessuno lo può dire con certezza. Non lo sa Benjamin “Bibi” Netanyahu, il “falco” che all’interno del Gabinetto di Sicurezza israeliano è ormai una “colomba”, non lo sanno i capi di Hamas divisi tra l’ala politica di Khaled Meshal (più possibi
dI ALBERTO FLORES D’ARCAIS Come andrà a finire nessuno lo può dire con certezza. Non lo sa Benjamin “Bibi” Netanyahu, il “falco” che all’interno del Gabinetto di Sicurezza israeliano è ormai una “colomba”, non lo sanno i capi di Hamas divisi tra l’ala politica di Khaled Meshal (più possibi
di Alberto Flores D’Arcais Come andrà a finire nessuno lo può dire con certezza. Non lo sa Benjamin Netanyahu, il falco che all’interno del Gabinetto di Sicurezza israeliano è ormai diventato una colomba, non lo sanno i capi di Hamas divisi tra l’ala politica di Khaled Meshal (più possibil
dI ALBERTO FLORES D’ARCAIS Come andrà a finire nessuno lo può dire con certezza. Non lo sa Benjamin “Bibi” Netanyahu, il “falco” che all’interno del Gabinetto di Sicurezza israeliano è ormai una “colomba”, non lo sanno i capi di Hamas divisi tra l’ala politica di Khaled Meshal (più possibi
di Alberto Flores D’Arcais Come andrà a finire nessuno lo può dire con certezza. Non lo sa Benjamin Netanyahu, il falco che all’interno del Gabinetto di Sicurezza israeliano è ormai diventato una colomba, non lo sanno i capi di Hamas divisi tra l’ala politica di Khaled Meshal (più possibil
di Alberto Flores D’Arcais Come andrà a finire nessuno lo può dire con certezza. Non lo sa Benjamin Netanyahu, il falco che all’interno del Gabinetto di Sicurezza israeliano è ormai diventato una colomba, non lo sanno i capi di Hamas divisi tra l’ala politica di Khaled Meshal (più possibil