Bonus 18enni ai più bravi a scuola e spunta l'idea di chiudere lo Spid
il casoLuca Monticelli / RomaPrima di cominciare la maratona notturna sulla manovra, la maggioranza ieri sera non aveva ancora trovato un accordo al proprio interno sulle risorse da distribuire per finanziare le decine di micro norme ancora sul tavolo. Intanto, per non rischiare davvero l'esercizio provvisorio, i relatori del centrodestra hanno offerto 100 milioni alle opposizioni per i loro emendamenti, dividendo in parti uguali i 200 milioni rimasti a disposizione delle modifiche parlamentari. E' stata una giornata lunga, tra riunioni e polemiche, ma concretamente passi avanti non sono stati fatti. Resta sul tavolo uno dei temi principali di questa legge di bilancio: Opzione donna. Il centrodestra aveva garantito ai deputati del Pd che avrebbe accolto i loro emendamenti sull'anticipo pensionistico delle lavoratrici, per poi fare marcia indietro vista la contrarietà del Tesoro. «Le coperture non ci sono», ha ribadito il ministro Giancarlo Giorgetti. Al momento rimane la stretta stabilita nel provvedimento originario.Nel pacchetto di emendamenti dei relatori ci saranno le modifiche al bonus cultura dei diciottenni, il cosìddetto 18App. Fratelli d'Italia annuncia un tetto Isee a 25 mila euro e un meccanismo che premi il merito, basato sui voti scolastici. A scatenare le critiche delle opposizioni c'è poi la misura dell'esecutivo sulle intercettazioni legate all'attività di intelligence, che potrebbe però saltare: la presidenza della Camera infatti ne sta valutando l'ammissibilità. Proteste anche sull'incremento di 30 milioni di euro a favore delle scuole paritarie.Intanto, Forza Italia - dopo aver portato a casa le pensioni minime a 600 euro per gli over 75 e la decontribuzione fino a 8 mila euro per le assunzioni dei percettori del reddito di cittadinanza - aspetta il "salva Sicilia". Si tratta di un emendamento che sani il conflitto aperto con la Corte dei Conti che ha ritenuta illegittima la spalmatura in dieci anni del disavanzo di 2,2 miliardi della regione.Dopo aver tentato di spegnere il Pos, il governo ora vuole spegnere lo Spid: la credenziale digitale che oltre 30 milioni di italiani usano per accedere ai servizi della pubblica amministrazione. Con lo Spid si può chiedere un congedo all'Inps, iscrivere i figli a scuola, controllare la propria posizione fiscale sul portale dell'Agenzia delle entrate o prendere appuntamento con l'anagrafe saltando la coda. Ad Alessio Butti, esponente di Fratelli d'Italia e sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Innovazione, lo Spid non piace, tanto da dire pubblicamente alla festa di Fdi che l'esecutivo sta cercando «di spegnere gradualmente lo Spid e facilitare l'azione delle imprese e dei cittadini con la pubblica amministrazione».Secondo Butti, con lo Spid c'è «il rischio di un aumento di furti di identità e una duplicazione dei costi. Se siamo tutti d'accordo, con il Poligrafico dello Stato, con il ministero dell'Interno e con il comitato interministeriale per la transizione digitale, dovremmo avere la carta d'identità elettronica come unica identità digitale», aggiunge il sottosegretario. L'accusa rivolta allo Spid è che è gestito in concessione dai privati (sono una decina che possono attivarlo) ed è troppo complicato. «Gli anziani non possono usarlo», dicono dalla maggioranza, ricordando che il governo Draghi ha istituito lo "Spid per delega", proprio per venire incontro a chi non è in grado di usarlo. Il governo immagina dunque la carta d'identità digitale - la Cie - come unica chiave d'accesso per relazionarsi online con la pubblica amministrazione. La Cie, peraltro, c'è già ed è usata da milioni di italiani proprio come lo Spid, solo che è gestita dal Viminale. I tempi della Cie però sono lunghi. Proprio per questo, Butti promette: «Vorremmo lavorare per assicurare il rilascio della Cie da remoto, a costo zero e in 24 ore, e per garantire la sua usabilità attraverso soluzioni semplici almeno quanto lo Spid». Il governo intende chiedere ai gestori dello Spid un supporto per far migrare gli utenti verso la Cie, «favorendo una transizione negoziata». All'attacco Matteo Renzi, che da premier introdusse proprio lo Spid: «Sarebbe una follia cancellarlo, perché Meloni ha così paura dell'innovazione?». --© RIPRODUZIONE RISERVATA