Un anno tra minacce e agguati La città è sempre più inquieta
vogheraA voler essere sbrigativi si potrebbe appiccicare a Voghera l'etichetta di "Far West". Ma sarebbe un errore. Così come sarebbe un errore ritenere Voghera una specie di oasi della tranquillità da pubblicità del Mulino Bianco. A Voghera - per dire - negli anni Settanta Angelo Epaminonda, boss della mafia milanese mandato a Rivanazzano alla residenza coatta, gestiva una bisca e intratteneva cordiali rapporti con la buona società. A Voghera, in seguito all'operazione "Lex" partita da Reggio Calabria, nel 2016 si scoprirono le metastasi della 'ndrangheta. E Voghera è un nodo cruciale per tutti i commerci, inclusi quelli innominabili.Ma difficilmente questi fenomeni o questi personaggi sono stati percepiti dall'uomo medio. Anzi, dalla casalinga di Voghera. In città si parla della micro-criminalità legata all'immigrazione: un tunisino ucciso a coltellate nel 2016 in piazza San Bovo, un romeno accoltellato nel 2017 in stazione. Punti di Voghera frequentati da persone che vivono di espedienti, come accade a Pavia, a Vigevano o in qualsiasi altra città italiana.Il punto di svolta, per Voghera, è il 20 luglio 2021, quando Massimo Adriatici, avvocato e all'epoca assessore alla Sicurezza, spara e uccide Youns El Boussettaoui dopo essere stato colpito al volto da un pugno. È in questo momento che, dentro alla città, si apre una spaccatura come non se ne ricordavano.La procura di Pavia indaga Adriatici prima per omicidio, poi per eccesso colposo di legittima difesa. Matteo Salvini e Angelo Ciocca, segretario ed europarlamentare della Lega, difendono lo sparatore sostenendo che ha agìto per salvare una donna da una violenza. È da questo momento che si crea un movimento di opinione contro l'ipotesi di eccesso colposo di legittima difesa. E, ben presto, contro lo stesso Adriatici. La politica si insinua nella discussione, le opinioni si diversificano, scoppiano liti anche accese sui social network. Poi succede qualcosa di più, un salto di livello. Alle liti, alle "inchieste" sugli scandali di Asm e sul presunto inquinamento della falda acquifera di Voghera, iniziano ad affiancarsi intimidazioni, schiaffoni in faccia, querele per diffamazione. La vetrina di un movimento politico viene sfasciata. Poi tocca a quella di un commerciante "non allineato". E per la città inizia a circolare la paura.Una parte della politica prende le distanze da questi metodi, un'altra parte pensa di potersene servire come "arma contundente" nei confronti della giunta Garlaschelli, sempre più nel mirino di blogger e influencer. Ma controllare queste dinamiche è complesso e pericoloso. E ora qualcuno si chiede: «come ne usciamo?». --f.m.