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il casoFrancesco OlivoINVIATO A NAPOLISta talmente tanto bene qui che non se vorrebbe andare più. Anzi non se ne va. Silvio Berlusconi si è trattenuto a Napoli e pensa anche a mettere delle radici qui, alla sua maniera, ovvero comprando una casa. Durante un pranzo al Grand hotel Santa Lucia Anna Maria Bernini, capogruppo al Senato di Forza Italia, gli ha suggerito di scovare qualche occasione immobiliare a Capri. E il bagno di folla in serata su Via Partenope prima della pizza da Sorbillo lo ha emozionato a tal punto che forse è il caso di tornare più spesso. Al di là dei pranzi e delle cene, delle pizze e dei babbà, c'è la politica. Ieri era una giornata importante. Berlusconi tornava a celebrare un comizio il secondo dopo una sosta durata anni. Alla Mostra d'Oltremare la scenografia è degna dei bei tempi che furono, una grande bandiera in un teatro pieno di militanti. In platea ci sono tutti i dirigenti, compresa Maria Elisabetta Casellati, la presidente del Senato le cui ambizioni di salire al Colle sono state frustrate proprio dai colleghi di partito. Ad applaudire c'è anche Ron Moss, il Ridge di Beautiful ora trapiantato in Puglia. Le parole d'ordine sono intrise di nostalgia: libertà, i club, il nuovo miracolo e persino i comunisti. Silvio Berlusconi lo ripete anche a Napoli, «sono tornato in campo», all'inizio appare pimpante, ma dopo un'ora e un quarto di comizio però accusa la fatica. Silvio a Napoli ha un compito: chiarire la posizione sulla guerra. Quello che sembra chiaro, dopo questa settimana sull'altalena è che c'è un Berlusconi "a braccio" e uno che segue la traccia di un discorso scritto. Il primo ammicca a Vladimir Putin, o quantomeno ad ascoltarne le ragioni, il secondo è attento agli equilibri geopolitici . Le dichiarazioni di venerdì erano state troppo stridenti con la linea del partito (e anche del Ppe) per non essere corrette. Se il giorno prima dopo un pranzo a Marechiaro Berlusconi si era spinto, di fatto, a chiedere agli ucraini di accettare le «domande di Putin», ieri alla convention di Forza Italia i toni sono stati ben diversi: «L'Ucraina è il Paese aggredito e noi dobbiamo aiutarlo a difendersi. Forza Italia è e rimarrà sempre dalla parte dell'Europa, dalla parte della Nato, dalla parte dell'Occidente, dalla parte degli Stati Uniti». Ma nel lungo discorso c'è un po' di tutto: le tasse, i referendum sulla giustizia, il centrodestra, l'economia e soprattutto i tanti aneddoti della sua vita. In serata Matteo Salvini lo chiama per fargli i complimenti e anche per rinsaldare un'asse che sembra solido. --© RIPRODUZIONE RISERVATA