Fine vita, fallito assalto del centrodestra Respinti gli emendamenti soppressivi
il casoCarlo Bertini / RomaAlla fine la chiamata alle armi di Enrico Letta e Giuseppe Conte («tutti presenti in aula») ha funzionato: alle otto di sera la Camera respinge di larga misura i due emendamenti soppressivi di Forza Italia e Lega alla legge sul suicidio assistito. Superando lo scoglio dello scrutinio segreto, chiesto all'ultimo momento da Fratelli d'Italia. Ma l'ottimismo dei "giallorossi" per questo primo round vinto, si infrange col realismo di chi definisce questa sfida ad alto rischio, specie a Palazzo Madama, dove la destra è più agguerrita. Insomma, si teme un bis del Ddl Zan, passato alla Camera e affossato in Senato. Delrio fiducioso di farcelaAnche se Graziano Delrio non dispera, «perché la ragionevolezza dice che se non c'è una legge, il giudice decide caso per caso in coerenza con i criteri fissati dalla Consulta nel 2019 e magari allargando le maglie». Tradotto, anche alla destra conviene legiferare. Ed è quello che sostiene tra le righe anche il leader Pd. «Questo testo - twitta Letta - copre il vuoto normativo che sta generando tante situazioni drammatiche. È un dovere legiferare». Salvini e il Santo PadreMatteo Salvini invece tira in ballo il Papa. «Io la penso come il Santo padre. Io sono per la vita e la Lega oggi in Parlamento si comporterà di conseguenza e voterà per la vita». Muro contro muro. Malgrado il testo limato dai due relatori, Alfredo Bazoli e Nicola Provenza in due anni e passa di lavori abbia accolto diverse richieste del centrodestra. Ricalcando le indicazioni della sentenza della Corte seguita al caso del Dj Fabo: che concede al malato la facoltà di chiedere di essere aiutato a morire se colpito da patologie irreversibili, sostenuto in vita da trattamenti artificiali e in condizioni di intendere e di volere. Un testo ritenuto però «controproducente» da Marco Cappato dell'associazione Coscioni, «peggiorativo della situazione attuale perché restringe le possibilità di accesso all'aiuto al suicidio». In ogni caso, la bandiera di una legge «in materia di morte volontaria medicalmente assistita», viene difesa da Pd, Leu e 5stelle dopo la bocciatura del referendum sull'eutanasia: che ha rafforzato i contrari alla norma. Le loro voci sono risuonate nell'emiciclo di Montecitorio: quelle degli azzurri e dei leghisti, ma anche di membri di Italia Viva, che lascia libertà di coscienza. Dai numeri, 262 voti contrari a bloccare la norma e 126 a favore, è chiara la determinazione dei «giallorossi» ad affrontare questo primo giro di boa. Anche se il giovedì sera favorisce sempre le assenze, ecco il registro delle presenze: Pd, Leu e M5s vantano una partecipazione tra l'80-90 per cento, Lega sopra il 40, Forza Italia sotto e Fdi quasi al 65%. «Bene questo primo passo», dice la capogruppo dem Debora Serracchiani. «Abbiamo respinto il blitz di Lega e Forza Italia contro questa battaglia di civiltà», esulta Francesco Boccia. «Spero che questo segnale venga accolto positivamente da quel vasto pezzo di società che si è sentito deluso per la non ammissione del quesito referendario», dice il grillino Mario Perantoni, presidente della commissione Giustizia della Camera. I contrari a questa legge però sono molto agguerriti e lo saranno ancora di più a marzo, quando il testo tornerà in aula dopo una pausa dovuta ai decreti in scadenza. «C'è già il biotestamento. Questo qui è un omicidio», dice Pierantonio Zanettin di Forza Italia. «Pensiamo alle conseguenze che potrebbe avere questo scempio», dice Martina Parisse di Coraggio Italia, i centristi di Giovanni Toti. «In Belgio, è ora diventata una procedura medica tra le tante, estesa ad anziani con molte patologie, inclusi malati non terminali e pazienti psichici...». --© RIPRODUZIONE RISERVATA