Fine vita. L'appello di Martina Oppelli del 2024: "Non ce la faccio più. Vorrei una dolce morte qui"

Video Martina Oppelli ha 49 anni e da 20 anni soffre di una sclerosi multipla progressiva, con dolori e spasmi poco controllati dalle terapie. Da sola riesce solo a muovere testa e bocca. Lavora con i comandi vocali, è un'architetta, ma si sente esausta. La Regione le nega per la terza volta il “suicidio medicalmente assistito” - diventato legale in Italia con la sentenza 242 del 2019 della Corte costituzionale, su caso Dj Fabo - perché sarebbe priva di uno dei requisiti previsti, il trattamento di sostegno vitale. Mentre in Senato si è avviato l’esame di un disegno di legge sul fine vita, la malata cronica ha deciso di rivolgersi al Parlamento con un videoappello registrato nel 2024. Ha già ottenuto il semaforo verde di una struttura all’estero disposta ad aiutarla, ma spera ancora di ottenere l’eutanasia nel suo Paese. LEGGI