Draghi prepara il summit con Zelensky «L'Ue garantirà l'integrità del Paese»

Il retroscena /1Ilario Lombardo / ROMALa telefonata, in preparazione da una settimana, c'è stata. Ora Mario Draghi potrebbe fare di più e volare personalmente a Kiev, per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. La possibile visita, sulla quale non ci sono ancora dettagli, è stata annunciata dal ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, durante la conferenza stampa congiunta con il collega italiano Luigi Di Maio. L'arrivo del titolare della Farnesina a Kiev ha coinciso con un ritrovato attivismo del governo italiano, sulla scia del protagonismo negoziale di Francia e Germania, i due Paesi dell'Ue che assieme a Russia e Ucraina compongono il formato Normandia, il gruppo di contatto che gestì i colloqui per risolvere la crisi tra Kiev e Mosca del 2014. Draghi ha già sentito Vladimir Putin. Ma la telefonata, che ha preceduto quella a Zelensky di ieri, è datata 1° febbraio, quando ancora Usa e Russia non si erano spinti a un passo dal precipizio com'è sembrato durante l'escalation dell'ultimo week end. Non è escluso che Draghi possa nuovamente sentire il presidente russo, e farlo proprio in occasione della visita di Di Maio oggi a Mosca, dove incontrerà il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. I ruggiti sono rientrati e i toni più dialoganti delle ultime ore lasciano maggiore spazio alle logiche e alle dinamiche della diplomazia. L'Italia ha sempre scommesso sulla tregua e Draghi ieri lo ha confermato a Zelensky. Durante il colloquio il premier ha ribadito quella che per gli alleati della Nato è la premessa a ogni possibile trattativa: l'Ucraina deve restare integra e sovrana. Il territorio intangibile e l'autonomia di Kiev da Mosca sono la linea rossa per tutto l'Occidente. Putin lo sa, ma in cambio chiede la certezza che l'Ucraina non entri a far parte dell'Alleanza atlantica. La diplomazia italiana è sempre stata attenta a non spingersi in questa direzione, per non provocare le reazioni del Cremlino. La linea è quella comune dell'Ue. Puntare alla de-escalation immediata, mantenere costantemente aperto il dialogo con Mosca, usare le sanzioni come strumento di deterrenza, da modulare a seconda delle mosse di Putin. Un conto sono le risposte economiche da dare agli attacchi ibridi e le azioni di disturbo, un altro se l'esercito russo metterà gli scarponi dentro il confine degli ucraini. Su questo anche Di Maio è stato chiaro: «L'Italia è pronta a sostenere l'Ucraina con azioni concrete, comprese le sanzioni». Per il governo italiano è vitale mantenere le relazioni con Mosca. Il fabbisogno di gas e i rapporti economici bilaterali rendono necessario scongiurare ogni scenario di guerra. Senza però dimenticare la fedeltà atlantica a Washington e le nuove sfide della sicurezza. Draghi ne ha parlato con Zelensky e ne riparlerà questa sera, a Parigi, con Emmanuel Macron. Il confronto con il presidente francese serve a preparare il probabile vertice straordinario dei leader Ue dedicato all'Ucraina che domani, in mattinata, potrebbe precedere a Bruxelles il previsto summit con l'Unione africana.Il ritiro delle truppe annunciato dal Cremlino lascia margini di ottimismo. Macron e il presidente Usa Joe Biden però vogliono assicurarsi che Putin non stia bluffando. Toccherà anche alla Nato accertarsene e predisporre le eventuali contromisure. Stando a fonti interne all'Alleanza, però, starebbe rallentando l'ipotesi di un invio immediato di battaglioni in Ungheria, Slovacchia, Bulgaria, e Romania. Se ne parlerà oggi e domani sempre a Bruxelles, al vertice dei ministri della Difesa dei Paesi Nato. Ci sono resistenze da parte ungherese che renderebbero più semplice organizzare la spedizione di nuove truppe solo in Romania, in una missione a guida francese. Un'eventualità che renderebbe meno scontato che una richiesta di rinforzi arrivi anche all'Italia. --© RIPRODUZIONE RISERVATA