Stop a 250mila licenziamenti I sindacati incalzano: non basta

Alessandro BarberaLuca MonticelliTorino, Firenze e Bari: tre piazze contro lo sblocco dei licenziamenti. Cgil, Cisl e Uil hanno chiamato a raccolta i lavoratori per chiedere la proroga totale dello stop almeno fino al 31 ottobre. Ma il premier Mario Draghi ha pronto un decreto che sarà selettivo: nelle ultime ore ha raggiunto un'intesa con i partiti che proteggerà 250 mila persone. Solo ai settori del tessile e del calzaturiero sarà concesso il divieto di prevedere esuberi per altri 4 mesi e verrebbero concesse 18 settimane di cig Covid. Le aziende in crisi che hanno esaurito la cassa integrazione ordinaria e straordinaria, invece, potranno ottenere il rinnovo degli ammortizzatori fino al 31 dicembre. Mercoledì è fissato il Consiglio dei ministri per il varo, proprio il giorno in cui scade il blocco dei licenziamenti nell'industria manifatturiera e nell'edilizia. Da Bari il segretario Uil Pierpaolo Bombardieri stima 2 milioni di posti che potrebbero essere tagliati: «Ci sono situazioni che rischiano di esplodere, dobbiamo evitare la bomba sociale a partire dal 1° luglio». Il leader Cisl Luigi Sbarra, nel corso del comizio a Firenze, si appella all'esecutivo e a Confindustria per «un nuovo patto e una fase di confronto e dialogo». Il numero uno della Cgil Maurizio Landini davanti ai 10 mila di piazza Castello a Torino minaccia: «Siamo all'inizio di questa mobilitazione, vogliamo portare a casa il risultato e non siamo disposti ad accettare un peggioramento. Se non ci ascoltano non ci fermiamo e andremo avanti». I sindacati sono destinati però a rimanere delusi. Il presidente del Consiglio dopo aver incontrato riservatamente Landini, Sbarra e Bombardieri e registrato le distanze tra i gruppi parlamentari, ha scelto di intervenire su tessile e calzaturiero perché lì c'è stata la domanda più forte di ammortizzatori. Dunque, la mediazione raggiunta da Palazzo Chigi e Mef con la maggioranza (che sarà ratificata prima del Cdm da una cabina di regia) prevede un allungamento al 31 ottobre dello stop ai licenziamenti solo per queste categorie che saranno individuate con i codici Ateco. È una norma che interessa 150 mila lavoratori. La relazione tecnica dell'altra misura, quella per le aziende che beneficeranno di altri sei mesi di cig, parla di centomila dipendenti coinvolti, in gran parte di imprese che hanno un tavolo di crisi aperto al ministero dello Sviluppo economico (come Whirlpool), ma non solo. Il Mise attualmente sta seguendo 85 vertenze. Landini si rivolge al governo: «È il momento di unire, non di dividere e creare fratture sociali». Sul palco accanto al segretario della Cgil c'è un operaio dell'ex Embraco: insieme ai 400 colleghi lotta da quattro anni contro la chiusura dello stabilimento di Riva di Chieri. «Embraco può essere un esempio di come non si fa politica industriale nel nostro Paese», attacca il leader di Corso Italia. Citando Adil Belakhdim, il sindacalista della logistica investito a Novara, Landini esorta la politica e le imprese a non considerare la sicurezza come un costo, «ma un investimento e la carta d'identità di qualità dell'Italia». "Ripartiamo insieme" è lo slogan delle tre manifestazioni che ieri mattina in contemporanea hanno visto gli interventi dei sindacati, collegate tra loro grazie a dei maxischermi. Alla protesta in piazza Santa Croce, nel capoluogo toscano, Sbarra della Cisl dedica una pensiero a «Luana e ai tanti e troppi morti sul lavoro». Il segretario della Uil, in piazza della Libertà a Bari, ricorda i due lavoratori caduti negli ultimi giorni in Puglia stremati dal caldo: Antonio Valente e Camara Fantamadi. Il primo colpito da un malore mentre distribuiva volantini per strada, il secondo dopo la raccolta nei campi. «Vittime figlie di una logica aberrante, perché non si vuole soltanto ripartire, ma recuperare il profitto perduto sulla pelle dei lavoratori», accusa Pierpaolo Bombardieri che prosegue: «C'è una strage di cui nessuno sembra accorgersene: più di 300 morti sul lavoro dall'inizio dell'anno. Chiediamo a Draghi di affrontare insieme il tema della sicurezza e aumentare le ispezioni». Il ministro del Lavoro Andrea Orlando, protagonista della polemica con Confindustria sulla proroga del blocco dei licenziamenti al 28 agosto poi cancellata, a Sky Tg24 sottolinea: «Ascoltiamo i sindacati, siamo in una fase in cui credo vada rafforzato il dialogo». --© RIPRODUZIONE RISERVATA