Di Battista va via, Conte è pronto Grillo vuole lanciare l'ex premier
il retroscenaIlario LombardoLuca MonticelliLa mutazione genetica dei 5 Stelle si sta per compiere. Il leader movimentista che otto anni fa guidava la protesta sul tetto della Camera se ne va, ma a scaldare i cuori dei militanti potrebbe arrivare il "federatore dei riformisti". Di Battista lascia sbattendo la porta e non risulta più iscritto al Movimento. Chi sembra pronto a entrare è Giuseppe Conte. Un indizio è arrivato domenica da Luigi Di Maio che durante una diretta Facebook aveva detto: «Con Conte è un arrivederci. Spero che il Movimento lo possa accogliere al più presto», parole che avevano colpito tanti pentastellati. Nelle ultime ore nei 5S si segnalano una serie di interlocuzioni con Beppe Grillo per istituire una nuova figura pensata appositamente per l'ex premier, con una modifica ad hoc dello Statuto.I parlamentari che si sono messi in contatto con l'avvocato pugliese sono molti, così come i big che stanno spingendo perché prenda la guida del M5S. Quale potrebbe essere il ruolo di Conte? Le ipotesi sono due. La prima prevede una carica esterna rispetto al futuro comitato dei cinque che segnerebbe una sorta di leadership per l'ex inquilino di Palazzo Chigi, considerato l'ideale raccordo con i potenziali alleati del Pd e di Leu.Il secondo scenario vede Conte interno al direttorio come primus inter pares. Il nuovo statuto del M5S sarà modificato indipendentemente dalla decisione. Infatti, «il primo fra uguali» è stabilito che sia a rotazione e gli avvocati hanno fatto sapere ai vertici che nell'attuale organizzazione giuridica ci sono vuoti normativi da sanare. Sui possibili componenti del comitato si fanno diversi nomi. Di Maio non ha sciolto la riserva, ma fonti a lui vicine sostengono che non entrerà, perché «ha già dato» da capo politico. Secondo le regole allo studio a far parte del direttorio dovrebbero essere due membri di governo, due del parlamento e uno degli enti locali. Tra i papabili: Bonafede, Raggi, Azzolina, Castaldo e Toninelli.Le faq del Blog spiegano che «non possono avanzare la propria candidatura gli iscritti che siano sottoposti a un procedimento disciplinare o che abbiano subìto la sanzione, eventualmente anche in via cautelare, della sospensione». Rischiano perciò Giarrusso, l'ex iena eletta a Bruxelles, uno dei più amati sui social dal popolo dei 5S, e Paola Taverna. Giarrusso era finito nel mirino per i suoi rapporti con i lobbysti del British American Tobacco mentre Taverna è accusata da alcuni deputati di non aver restituito l'indennità (lei dice di averla data in beneficenza), trasgredendo il regolamento. La misura sui procedimenti pendenti è stata inserita per evitare che i 41 espulsi per aver votato contro la fiducia al governo Draghi - Barbara Lezzi e Nicola Morra su tutti - possano candidarsi. Su questo fronte, peraltro, la battaglia dentro il Movimento si allunga. I parlamentari epurati, in blocco, hanno annunciato una class action. E alla luce dei ricorsi in Tribunale Raffaella Andreola, componente del Collegio dei probiviri, ha confermato di non voler firmare l'espulsione. Intanto, a Montecitorio è pronto il gruppo dei dissidenti, si chiamerà: «L'alternativa c'è». Al Senato si attende l'intesa con Italia dei valori sul simbolo per creare la componente nel Misto. --© RIPRODUZIONE RISERVATA