Open Arms Salvini di nuovo sott'accusa

Francesco GrignettiRoma. Ennesima tegola giudiziaria sul capo di Matteo Salvini: è arrivata al Senato la richiesta di autorizzazione a procedere da parte del tribunale dei ministri di Palermo. La storia è del Ferragosto 2019, quando alla nave umanitaria Open Arms fu negato lo sbarco dei migranti. Per l'ex ministro dell'Interno c'è nuovamente l'accusa di sequestro di persona e di abuso di potere. E se nel caso della nave Gregoretti c'è il rebus se il diniego allo sbarco fu una decisione del solo Salvini oppure una determinazione del governo, per la Open Arms non c'è dubbio: agli atti ci sono le mail del premier Giuseppe Conte che chiede a Salvini di autorizzare lo sbarco e i rifiuti dell'altro. Tra il 1 e il 10 agosto, l'Ong catalana salvò 162 persone in mare. Chiesero di sbarcare a Malta, che si oppose, e poi si rivolsero all'Italia. Per Salvini a quel punto fu immediato il muro contro muro. Negli stessi giorni, però, il governo iniziava a pencolare clamorosamente. Il 7 agosto, si registrò il voto sulla Tav che spaccò la maggioranza. Il 9, la Lega presentò una mozione di sfiducia contro Giuseppe Conte. Il 14, cancellato dal Tar del Lazio il divieto di ingresso nelle acque territoriali, un secondo decreto non fu controfirmato da Elisabetta Trenta. Tra Salvini e il presidente Conte, che non si parlavano più, intanto, c'era uno scambio furente di mail. Conte invitava il suo ministro «ad adottare con urgenza i necessari provvedimenti per assicurare assistenza e tutela ai minori presenti sull'imbarcazione». Salvini rispondeva di no. Il 16 agosto, il premier tornava alla carica. Considerando che nel frattempo la nave era arrivata a Lampedusa per ripararsi da una bufera, ribadiva «con forza - scrivono i giudici - la necessità di autorizzare lo sbarco immediato dei minori, potendo configurare l'eventuale rifiuto un'ipotesi di illegittimo respingimento». Dato che c'era una disponibilità europea, Conte invitava anche Salvini ad attivare le procedure per la redistribuzione. Il 17, Salvini replicava che non condivideva e che avrebbe ammesso esclusivamente lo sbarco dei «sedicenti minori». Il 20 agosto ci avrebbe pensato il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, ad ordinare lo sbarco. Lo stesso giorno Conte andò al Senato e dichiarò concluso il governo giallo-verde. --© RIPRODUZIONE RISERVATA