Grillo rilancia: «Referendum contro l'euro»
di Fiammetta Cupellaro wROMA Nessun dibattito, nessun documento programmatico, nessuna mozione da votare. Finisce così il secondo appuntamento della kermesse romana del Movimento 5 Stelle iniziata venerdì. Eppure, quella di ieri era stata annunciata come la giornata clou della festa al Circo Massimo, quella in cui si «doveva parlare di politica». L'unica cosa certa è che il movimento, che sembrava ad un bivio dopo le lotte interne e il flop elettorale alle europee, resta fortemente nelle mani di Beppe Grillo. Ed è lui il solo che detta la linea annunciando «un referendum sull'Euro e per il reddito di cittadinanza», confermando la contrapposizione netta al governo Renzi e alle richieste di riforme e austerity che giungono da Bruxelles. Lotta serrata anche al jobs act che «è una presa per il culo e creerà migliaia di schiavi» Per tutto il giorno Grillo compare e scompare sconvolgendo la scaletta del Circo Massimo. Alle 18 si arrampica perfino su una gru mandando in tilt il traffico e minacciando: «Se non c'è una svolta mi butto giù. Abbiamo creato qualcosa che forse non riesco nemmeno io a capire che sia, ma andremo a governare questo Paese», promette. Ore prima era arrivato a sorpresa tra gli stand allestiti a forma di stivale per un «vaffa» ai giornalisti. «Volevo farmi un giro tra voi per salutarvi – ha urlato ai militanti – ma questi, i media, me lo impediscono». E gli insulti dei Cinquestelle sono tutti per i giornalisti colpevoli di aver sottolineato la scarsa partecipazione alla kermesse romana. «Venduti! Venduti!» urlano mentre cercano l'inquadratura delle telecamere e scattano selfie. «I nostri media sono la rete, non certo tv e i giornali – ha gridato Grillo tra i gazebo – Sulle presenza dei nostri comizi ci sono le foto». Roberto Casaleggio sui media non è certo rimasto in silenzio. A chi gli chiedeva se nel M5S serva una leadership nuova ha risposto: «Serve che vi togliate dai coglioni». Ma il confronto con due celebri raduni nella stessa location è inclemente per il movimento. Gli stand si svuotano e lo spazio sotto il palco si riempie solo quando parla Grillo. Alla fine del suo comizio, forse complice un clima quasi estivo, quando comincia la maratona di interventi di deputati e amministratori, sul prato restano poche decine di persone. In molti, si rifugiano sotto gli alberi o nei gazebo a chiacchierare. Finalmente di politica. E proprio mentre Grillo girava tra gli stand al Circo Massimo è arrivato il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, escluso dal palco e protagonista di un braccio di ferro proprio con il fondatore dei M5S. Chi si aspettava un incontro tra i due, magari di una stretta di mano a favore delle telecamere è rimasto deluso, Grillo è passato sul lato opposto dove era posizionato lo stand del Comune di Parma. Il sindaco emiliano viene accolto con sorrisi e battute dai vicini di stand, i livornesi del sindaco Filippo Nogarin. C'è perfino il tempo di un botta-e-risposta con Luigi Di Maio considerato il «delfino» e che oggi parlerà prima di Grillo. Il pomeriggio di ieri scivola poi così con la maratona degli interventi degli eletti. S'interrompe solo quando alle 20,30 Edoardo Bennato sale sul palco e attacca il suo concerto con «Meno male che non c'è Nerone». Poco dopo sale anche Beppe Grillo. E il Circo Massimo finalmente si rianima. ©RIPRODUZIONE RISERVATA