Geithner: complotto contro Berlusconi
di Gabriele Rizzardi wROMA «A un certo punto, in quell'autunno, alcuni funzionari europei ci contattarono con una trama per cercare di costringere il premier italiano Berlusconi a cedere il potere. Volevano che noi rifiutassimo di sostenere i prestiti dell'Fmi all'Italia, fino a quando non se ne fosse andato». A parlare di complotto per cacciare il Cavaliere da palazzo Chigi questa volta non sono i plenipotenziari di Forza Italia ma è l'ex ministro del Tesoro Usa, Timothy Geithner, che nel suo ultimo libro, intitolato «Stress Test», rivela che al G20 del 2011 alcuni funzionari europei chiesero agli Stati Uniti di aderire a un «complotto» per far cadere l'allora premier italiano. «Ma io dissi a Barack Obama: noi non possiamo avere il suo sangue sulle nostre mani» racconta l'ex ministro Geithner.Tutt'altra versione è però raccontata da fonti Ue a Bruxelles: Geithner, sostengono, non si riferiva certo alle istituzioni europee, che anzi hanno difeso l'Italia, "vicinissima all'abisso", proprio dagli Usa che avrebbero voluto metterla sotto il commissariamento del Fmi. Le parole di Geithner arrivano comunque dopo il libro di Alan Friedman (che rivelava le pressioni di Giorgio Napolitano su Mario Monti) e scatenano la durissima reazione di Forza Italia, che vede nella ricostruzione la «prova» del complotto. Ce n'è quanto basta per andare all'attacco. L'operazione è affidata a Renato Brunetta e Paolo Romani, che con una interpellanza urgente chiedono a Matteo Renzi di «venire a riferire» in Parlamento e poi invocano l'istituzione di una commissione di inchiesta. «Chiediamo con ogni forza, solennità e urgenza l'istituzione di una commissione di indagine parlamentare, dotata dei più ampi poteri che la Costituzione le assegna. E siamo francamente meravigliati che nessuna Procura della Repubblica abbia aperto un fascicolo dinanzi all'evidenza di un attentato contro la Costituzione dello Stato» dice Brunetta, che ieri ha anche scritto una lettera al presidente della Repubblica per chiedergli di «fare luce». Il grido di dolore, che diventa una ghiotta occasione da cavalcare in campagna elettorale per tutto il centrodestra, non sfugge ad Angelino Alfano: «Abbiamo assistito alla caduta del governo Berlusconi nel 2011 e abbiamo vissuto da protagonisti quella fase. Vedremo la proposta di Forza Italia e valuteremo il comportamento da avere...». L'ipotesi del complotto non sorprende di sicuro Berlusconi: «Lo sapevo e lo dissi. Nel 2011 c'è stato un attacco a Silvio Berlusconi, alla democrazia e agli interessi dell'Italia. Ma devo dire che Obama si comportò bene con me durante tutto il G20». Poi, intervistato dal Foglio, rincara la dose: «Ecco le conferme da Washington e da Londra. Puntuali. I magistrati che mi hanno perseguitato una vita senza prove li chiamerebbero "riscontri" del colpo di Stato». Ma la risposta che in serata arriva dalla Ue esclude strane manovre: «Nessun complotto contro Silvio Berlusconi. Nell'autunno del 2011 lavoravamo giorno e notte per salvare l'euro e proteggere i risparmi dei cittadini europei» tagliano corto alcuni funzionari della Ue per i quali Geithner «si è riferito a qualcun altro, certamente non alle istituzioni Ue, non a Barroso, Van Rompuy o Rhen». A parlare di una «tempesta in un bicchier d'acqua», di «evidenti strumentalizzazioni» e di «dichiarazioni generiche e fumose» sono invece gli esponenti del Pd mentre il ministro degli Esteri, Federica Mogherini , che da ieri è in missione a Washington, fa sapere che non solleverà il caso sul complotto ai danni del Cavaliere nel corso dei suoi colloqui con gli esponenti dell'amministrazione americana: «Non ci tornerò sopra. È una questione che riguarda il passato...». ©RIPRODUZIONE RISERVATA