L'Europa tira un sospiro di sollievo

di Lorenzo Robustelli wBRUXELLES La grande paura è passata. L'Italia ha un governo con la fiducia e Bruxelles non può che gioirne: si è ricostruita una stabilità, almeno per ora, e dunque i timori di un crollo e di un contagio ad altri Paesi sono fugati. Ma il sollievo va anche oltre perché si ritiene che "il problema" degli ultimi anni si sia allontanato: secondo fonti delle istituzioni di Bruxelles qualcuno molto, molto in alto, ha fatto un bel sospiro di sollievo perché «quanto è accaduto è molto significativo perché indica che Silvio Berlusconi sta diventando più marginale». Ha un nome dunque lo spauracchio di Bruxelles, ed è quello dell'ex premier. Anche perché tante altre cose negli ultimi anni sono andate a posto, come ha spiegato ieri il presidente della Bce Mario Draghi, e oramai «fasi di instabilità politica, come quella attraversata oggi dall'Italia, sono meno pericolose per l'Eurozona di quanto non sarebbero state in passato». L'Italia però ha comunque un'economia dal peso specifico notevole, è la terza potenza dell'euro, non è la piccola Grecia, e dunque il presidente della Commissione Josè Manuel Barroso dice che «la stabilità politica è essenziale». E chiede, fuori dai denti, di «evitare qualsiasi crisi politica artificiale che possa nuocere alla fiducia che l'Italia sta recuperando agli occhi degli investitori». Barroso, secondo indiscrezioni, avrebbe chiamato Berlusconi per convincerlo a votare la fiducia. Olli Rehn, il finlandese responsabile degli Affari economici che negli ultimi due anni si è fatto una bella cultura sul nostro Paese, anche lui è più rilassato: «La stabilità dell'Italia fa bene all'Europa. Ora il Paese è più forte per rilanciare crescita e occupazione». Chi tace ancora è il Partito popolare europeo, la famiglia della quale fa parte il Pdl. Ci sarebbero però state discrete pressioni del presidente Wilfred Martens sul Cavaliere per convincerlo a non far cadere Letta, e un supporto del capogruppo parlamentare Joseph Daul ad Alfano, per convincerlo a non cedere. Se il Ppe ufficialmente non parla, cerca di stanarlo il presidente degli europarlamentari socialdemocratici, l'austriaco Hannes Swoboda: «La famiglia politica di Berlusconi in Europa, il Partito popolare europeo, avrebbe dovuto fargli capire che deve smettere di avere un tale comportamento distruttivo e porre fine alla sua carriera sempre più negativa, nell'interesse dell'Italia e quindi dell'Europa». ©RIPRODUZIONE RISERVATA