Grillo alza il tiro su Napolitano: si dimetta

di Maria Berlinguer wROMA Giorgio Napolitano smentisce le ricostruzioni giornalistiche del suo colloquio con i capogruppo Pdl sulla sentenza di condanna di Silvio Berlusconi. Con una nota affidata all'agenzia Ansa il Quirinale ufficiosamente nega quanto riportato in particolare dal Corriere della sera in merito a una presunta «strada parlamentare» che il capo dello Stato avrebbe prospettato a Brunetta e Schifani, saliti al Colle il giorno dopo la manifestazione del Pdl sotto palazzo Grazioli. A Napolitano non sono piaciute affatto le indiscrezioni e soprattutto le interpretazioni uscite sulla stampa per la quali i due esponenti del partito del Cavaliere avrebbero chiesto a Napolitano di lavorare a una qualche via di uscita che garantisse all'ex premier, condannato in via definitiva dalla Cassazione, una qualche forma di "agibilità politica". Il Quirinale sta riflettendo sulle valutazioni fatte da Brunetta e Schifani, precisano dal Colle, ma «non ci sono allo stato posizioni definite». Il presidente si augura dunque «che non si eserciti su di lui, attraverso interpretazioni infondate e commenti intempestivi, una intrusione in una fase di esame e riflessione che richiede il massimo di ponderazione e serenità». Ma alla vigilia dell'esame della Giunta del Senato per le Elezioni e le Immunità parlamentari sulla decadenza di Silvio Berlusconi è Beppe Grillo ad alzare il tiro contro il Qurinale. «Napolitano passi il testimone a un altro presidente», scrive sul suo blog il leader dei 5 Stelle. «E' lui oggi il vero garante di un governo di nani e di una politica fallimentare», dopo aver accettato un nuovo settennato «quando un'alternanza al Quirinale avrebbe prodotto un cambiamento». Per Grillo «Napolitano voleva, vuole, lo status quo, la stabilità politica: ha creduto che un governo delle larghe intese potesse impedire il crollo del Paese invece ha ottenuto l'effetto contrario: è stato un doppio azzardo voler rimare per un secondo settennato e accettare un governo condizionato da Berlusconi, imputato in più processi che, fosse solo per la statistica, poteva diventare un pregiudicato in breve tempo» ricorda Grillo che questa volta chiede un passo indietro all'inquilino del Colle. Ma Pd e Pdl ritrovano compattezza almeno sulla difesa di Napolitano. «Le parole rivolte al Presidente da Beppe Grillo sono incomprensibili e inaccettabili: è evidente il tentativo di giocare allo sfascio del paese», recita una nota di largo del Nazareno. E' il leader dei 5 Stelle, ribattono, al contrario che «non si è mai assunto alcuna responsabilità di fronte ai problemi degli italiani e continua a scaricare sempre tutto sugli altri», sostengono i democratici. «Grillo cerca di recuperare attraverso polemiche pericolose contro il capo dello Stato una visibilità e una centralità politica che non possiede più», rincara Anna Finocchiaro. Ma anche il Pdl fa quadrato sul capo dello Stato. Persino Sandro Bondi che nei giorni scorsi aveva suscitato la dura reazione di Napolitano per aver evocato il rischio di una guerra civile commentando la condanna di Berlusconi, ora ha cambiato idea ed è durissimo con il leader M5S. «I dissennati attacchi di Grillo devono essere considerati come un tentativo di indebolire l'unico presidio che in questo momento può garantire un'ordinata uscita dalla crisi politico istituzionale ed economica in cui ci troviamo», avverte il coordinatore del Pdl. «Beppe Grillo dovrebbe vergognarsi», rincara Maria Stella Gelmini. Ma la tregua Pd-Pdl potrebbe finire già questa sera quando democrat e grillini chiederanno insieme in Giunta la decadenza di Berlusconi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA