Malfunzionamenti sulla Jolly Nero

GENOVA Nuovo sopralluogo, ieri, a bordo della nave «Jolly Nero» da parte dei periti nominati dalla procura di Genova, dai due indagati e dalle parti offese del procedimento penale conseguente al tragico incidente avvenuto a Molo Giano la sera del 7 maggio quando la nave mercantile colpì con la poppa la torre piloti, facendola crollare e causando la morte di nove persone tra civili e militari. La nave resta sotto sequestro dopo che il procuratore Michele Di Lecce ed il pm Walter Cotugno avevano accolto l'istanza dei legali del pilota Antonio Anfossi (indagato di omicidio colposo plurimo insieme al comandante Roberto Paoloni) per effettuare nuovi accertamenti. In particolare sono stati fatti test sul sistema di comunicazione tra la plancia di comando e la sala macchine e su alcuni sistemi meccanici. Secondo indiscrezioni, sarebbero stati accertati malfunzionamenti. Il procuratore di Genova Michele Di Lecce ha intanto confermato che nella scatola nera della nave sono stati trovati dalla polizia postale di Genova dati «immediatamente trascrivibili». Questi conterrebbero voci «in chiaro», comunicazioni radio ma anche interne che sarebbero determinanti nella ricostruzione di quanto avvenuto nei due minuti che hanno preceduto il disastroso schianto. Più complicate le operazioni di decriptazione dei dati che si trovano in un hard disk della torre piloti ripescato in mare. I dati sono, appunto, criptati e sono solo una parte di quanto era stato immagazzinato nei sistemi informatici della torre piloti.