Metropolis/229 - "Bonus a nulla". Ospiti: Baldino, Bassetti, Mulé e Nardella. Con Caracciolo, Di Feo, Pertici e Jozsef

Video Migranti: la Germania accoglie 164 richiedenti asilo dall'Italia, la Geo Barents con i suoi 248 profughi potrà sbarcare a Salerno non prima di 24 ore e si prevede mare mosso. Summit Euromed ad Alicante: l'Ue punta sull'idrogeno verde con un njovo gasdotto, ma Meloni è malata e manda Tajani. Il suo governo deve sfrondare oltre 3100 emendamenti per non chiudere la manovra entro l'anno e non finire in esercizio provvisorio. Crescita record per l'influenza: tre milioni e mezzo di italiani a letto: avrebbero dovuto fare il vaccino e anche i richiami Covid?
  Oggi a Metropolis ne parliamo, in ordine di scaletta, con Giorgio Mulé, vicepresidente della Camera (FI); Dario Nardella, sindaco dem di Firenze; Fulvia Conte, responsabile soccorsi Geo Barents; Vittoria Baldino, deputata del M5s. In collegamento: ERic Jozsef, di LIberation e Gabriele Rizzardi, da Palazzo Chigi. In studio con Gerardo Greco: Lucio Caracciolo e Laura Pertici. Con un servizio da Trieste di Gianpaolo Sarti e il videoeditoriale di Gianluca Di Feo. In chiusura, spazio a Robinson, con Dario Olivero e il comico Saverio Raimondo.   Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video e in podcast sul sito di Repubblica

Mosca, i sorrisi dell’ oppositore Jashin in tribunale nonostante la condanna a otto anni e mezzo

Video L’oppositore Ilja Jashin è stato condannato a otto anni e mezzo di carcere per aver diffuso “fake news” sull’esercito russo. La sua colpa? Aver denunciato l’offensiva russa in Ucraina e in particolare aver parlato di “assassinio di civili” a Bucha durante i suoi live su YouTube. Non tutti i sostenitori accorsi per il verdetto sono stati ammessi nell’aula di tribunale. Dalla gabbia di vetro dell’imputato, Jashin ha sorriso e fatto il segno di vittoria prima della lettura della sentenza durata oltre un’ora. Trentanove anni, Jashin è uno dei pochissimi oppositori russi a non aver scelto l’esilio dopo il 24 febbraio pur sapendo che avrebbe rischiato di finire in cella.
Dalla nostra inviata a Mosca Rosalba Castelletti