Niger, il generale Tchiani in tv si autoproclama capo del "Consiglio per la salvaguardia del Paese"

Video Il generale Abdourahamane Tchiani, capo della guardia presidenziale dal 2011 e leader del tentativo di colpo di Stato in corso in Niger, si è autoproclamato nuovo uomo forte del Paese in diretta tv. Tchiani si è presentato in qualità di “presidente del Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria” e ha giustificato il colpo di stato con “il degrado della situazione della sicurezza”, mentre il presidente Mohamed Bazoum, di cui si sono perse le tracce, resta prigioniero nella sua residenza a Niamey. Nella capitale ci sono state manifestazioni a sostegno del presidente e si sono uditi spari.

Senza Titolo

Sono appese a un filo le possibilità di una soluzione pacifica della crisi in Niger. L'Ecowas, dopo una lunga riunione straordinaria, ha aumentato notevolmente il livello di pressione sui golpisti, ordinando la mobilitazione delle forze armate dell'organizzazione. Una prova generale di un intervento

Senza Titolo

Vigilia di attesa per il Niger a poche ore dal nuovo vertice straordinario del blocco di Paesi dell'Africa occidentale disposti a mettere in campo «tutte le misure necessarie» per riportare l'ordine dopo il colpo di Stato militare ai danni del filo-occidentale presidente Mohamed Bazoum. Anche se la

Senza Titolo

IIn una Niamey apparentemente tranquilla l'atmosfera resta sospesa, perché i venti di guerra in Niger non si sono placati. Al contrario, appena è scaduto l'ultimatum dell'Ecowas, i golpisti hanno fatto scattare l'allerta chiudendo lo spazio aereo e inviando rinforzi alle frontiere. I leader dei Paes

Senza Titolo

I militari golpisti in Niger continuano a sfidare il blocco di Paesi dell'Africa occidentale, chiudendo le porte ad una delegazione dell'Ecowas diretta a Niamey per tentare un negoziato i cui spazi appaiono sempre più stretti. Con i golpisti del generale Tchiani che mettono radici al potere - sostit

Senza Titolo

L'Africa occidentale è sospesa sul baratro di una guerra che potrebbe coinvolgere una mezza dozzina di Paesi: l'ultimatum per un possibile «uso della forza» che l'Ecowas, la Comunità degli Stati dell'area, ha lanciato ai militari golpisti in Niger per farli desistere scade oggi in serata e non ci so