Video Viene dal palco delle Audizioni Live di Musicultura il saluto commosso che Morgan ha dedicato ieri, martedì 27 febbraio, a Maurizio Costanzo: sulle note di 'Se penso a te' - storica e inconfondibile sigla del Maurizio Costanzo Show scritta da Franco Bracardi e Gianni Boncompagni nel 1982 - l'artista ha improvvisato un mash-up con la canzone 'Io che amo solo te' di Sergio Endrigo. Un omaggio sincero di affetto e stima di fronte al pubblico del Teatro Lauro Rossi di Macerata, che si è lasciato andare ad un lungo applauso, per ringraziare e salutare il giornalista e conduttore scomparso.
Mescolava alto-basso, ibridava i generi: con lui la parola è diventata spettacolo. Sembravano chiacchiere tra amici, ma dietro c’era un lavoro intenso di scrittura
Massimiliano Panarari
11,9 milioni di spettatori davanti alla tv e 81% di share tra i 15 e i 24 anni. La Rai: «Fatto il vero servizio pubblico»
Roberto Pavanello
Non erano annunciate, leggeranno un testo sui diritti negati in Iran
Bari, il funzionario nella sua memoria agli atti spiega come Sia entrato nei conti di centinaia di clienti. Si definisce compulsivo: “Ho chiesto aiuto a uno psicologo”. L’ipotesi che la banca non abbia vigilato
Il giornalista e conduttore sfuggì ad attentato: «Gli applausi dei palermitani mi hanno commosso»
La legale: «Non fu lui, ma Mariano Agate il reggente di Cosa Nostra Trapanese». Nel collegamento con l’aula bunker del tribunale di Caltanissetta il boss non si è presentato neanche questa volta. Il procedimento d’Appello lo vede coinvolto come come mandante delle stragi di Capaci e via D'Amelio. In primo grado era stato condannato all’ergastolo
Il giornalista e presentatore televisivo accusato di diffamazione aggravata nei confronti del giudice per le indagini preliminari
Il conduttore nel ricordo di chi ha condiviso con lui la partecipazione alla storica trasmissione. Tutti concordano: «Protagonista di primo piano della vita pubblica italiana»
GIACOMO GALEAZZI
Giuseppe LegatoAll'inizio, poco dopo l'1,04 del 27 maggio 1993, quasi d'istinto, si pensò: «È una fuga di gas». Troppo forte il botto, troppi danni, troppe vittime. E perché mai a Firenze, a due passi dagli Uffizi, sarebbe dovuto accadere qualcosa di diverso da questo? Da una sciagura? Da una tragic