Video Le immagini pubblicate dal sito web della magistratura iraniana mostrano Mohsen Shekari in tribunale durante il suo processo a ottobre: prigioniero condannato per un crimine presumibilmente commesso durante le proteste in corso nel Paese. Il 23enne è stato giustiziato per aver ferito un membro di una forza paramilitare durante una protesta, hanno riferito l'autorità giudiziaria e l'agenzia di stampa iraniana Mizan Online. L'uomo è stato accusato di aver bloccato una strada e di aver attaccato un membro delle forze di sicurezza con un'arma da taglio a Teheran. Il suo nome sarebbe Mohsen Shekari. L'accusa sarebbe quella di "inimicizia contro Dio" e questa accusa comporta la pena di morte. Si tratta della prima esecuzione ufficiale legata al movimento di protesta che scuote l'Iran da quasi tre mesi, dalla morte della donna 22enne Mahsa Amini. L'ARTICOLO Iran, giustiziato Mohsen Shekari: chi è il primo manifestante condannato a morte dopo l'arresto per proteste
Video L'Iran ha annunciato la prima esecuzione di un manifestante condannato per i recenti disordini antigovernativi e ha diffuso le immagini dell'udienza di condanna, con la ricostruzione dei fatti secondo l'accusa del tribunale di stato. Mohsen Shekari è stato impiccato dopo essere stato giudicato colpevole dal "tribunale rivoluzionario islamico" di "inimicizia contro Dio", hanno riferito i media statali. È stato accusato di essere un "rivoltoso" che ha bloccato una strada principale a Teheran il 25 settembre e ferito un membro della forza paramilitare Basij con un coltello. Un attivista ha detto che è stato condannato dopo un "processo farsa senza alcun giusto processo". Mahmood Amiry-Moghaddam, direttore di Iran Human Rights, con sede in Norvegia, ha twittato che le esecuzioni dei manifestanti inizieranno a svolgersi ogni giorno a meno che le autorità iraniane non affrontino "rapide conseguenze pratiche a livello internazionale".La magistratura iraniana ha finora annunciato che 11 persone sono state condannate a morte in relazione alle proteste iniziate a metà settembre dopo la morte in custodia di Mahsa Amini, la donna di 22 anni che è stata arrestata dalla polizia morale per aver presumibilmente indossato il suo hijab, o velo, "impropriamente".
Video Un'altra atleta iraniana esprime il suo supporto per le proteste contro il governo del suo Paese, iniziate a settembre dopo la morte di Mahsa Amini. Parmida Qasemi ha scelto di togliersi l'hijab durante una cerimonia ufficiale a Teheran. La campionessa di tiro con l'arco era salita sul podio dopo aver vinto una comperizione e ha lasciato cadere il velo, scoprendo la testa. Nel video si sentono le persone che urlano a sostegno del gesto.
Video Continuano le proteste degli studenti della Sharif University di Teheran. Nell'aula magna dell'università i ragazzi e le ragazze, insieme ad alcuni professori, si sono riuniti per chiedere che gli studenti arrestati lo scorso 22 ottobre dalla polizia, entrata all'interno del campus, vengano rilasciati e riammessi alle lezioni. Lo fanno cantando "El Pueblo Unido Jamás Será Vencido", il brano che venne composto da Sergio Ortega per il presidente cileno Salvador Allende e che fu l’inno delle proteste contro la dittatura di Pinochet. L’ateneo iraniano è diventato uno dei luoghi simbolo delle proteste iniziate dopo la morte della 22enne Mahsa Amini, deceduta dopo essere stata arrestata dalla polizia morale perché non indossava bene il velo.
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Francesco Semprini
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caterina soffici
Migliaia di persone si erano radunate presso la tomba della 22enne di origine curda, per commemorarla nel 40esimo giorno dalla morte
Video Sono trascorsi 40 giorni dalla morte per mano della polizia morale di Mahsa Amini, la 22enne curda spirata all'ospedale Kasra di Teheran dopo essere stata arrestata dalla Gesht Ershad perché non indossava correttamente il velo. Il quarantesimo giorno dalla morte è la data più importante nella ritualità del lutto sciita. In tutto l'Iran, dove pure le proteste non si sono mai fermate, sono stati convocati scioperi e manifestazioni. A Saqqez, la città curda di Amini, la polizia ha blindato tutte le strade per impedire l'accesso al cimitero. Ma in migliaia l'hanno raggiunto a piedi, attraversando la statale o le campagne circostanti. La folla radunata sulla tomba di Mahsa cantava: "morte al dittatore", "libertà" “il kurdistan sarà la tomba dei fascisti”.
Il ministero dello Sport ha deplorato il gesto affermando che «l'abbigliamento non era stato approvato dal ministero»
Video Mentre continuano le mobilitazioni per la morte di Mahsa Amini, la 22enne curda deceduta dopo l'arresto della polizia per la morale per come portava il velo, la madre della ragazza, Mojgan Eftekhari, ha diffuso un suo nuovo video. Nelle immagini si vede la giovane nell'interno di una casa, che balla al ritmo di una canzone persiana, il viso sorridente e i capelli sciolti. Un momento di vita domestica che coglie la vitalità e la serenità della giovane poco prima di essere uccisa