Sei milioni di italiani lavorano e vivono all'estero, l'allarme di Confindustria: “Ci costa un punto di Pil”
Sarebbe saggio puntare sul loro ritorno ma l’esecutivo va nella direzione opposta
Brunello RosaSarebbe saggio puntare sul loro ritorno ma l’esecutivo va nella direzione opposta
Brunello RosaIl giurista: «La forza della democrazia sta nell’aver incluso chi ha antiche radici autoritarie»
fabio martiniROMA Anche il Brasile sorpassa l’Italia, che arretra dal settimo all’ottavo posto nella graduatoria dei maggiori Paesi produttori stilata di anno in anno dagli economisti di Confindustria. 120mila fabbriche chiuse tra 2001 e 2013, 1 milione e 160mila occupati in meno nell’industria. È «un
Quotidiano indipendente fondato nel 1870 Direttore responsabile: PIERANGELA FIORANI Caporedattore centrale: ROBERTO PERARO
ROMA Una ripresa lentissima, quasi ferma e con scivoloni indietro; mentre l’emorragia di posti di lavoro ancora non si arresta: Confindustria conferma l’allarme per una ripresa che appare troppo flebile, e chiede ancora di agire subito. «Avanti adagio, quasi ferma. I duri dati dell’economi
di Andrea Di Stefano wMILANO Ormai è certo: l’Italia chiuderà l’anno in recessione. È lo stesso Padoan ad ammetterlo: «Speravamo di avere una crescita positiva nel 2014 ma così non è andata. Può darsi che quest’anno avremo un numero negativo ma sarà molto più piccolo del passato», ha detto
di Andrea Di Stefano wMILANO Danni «commisurabili solo con quelli di una guerra». La sentenza del Centro studi di Confindustria è pesantissima. «La profonda recessione, la seconda in 6 anni, è finita. I suoi effetti no» e parlare di ripresa è «per molti versi improprio», suona «derisorio».
di Andrea Di Stefano wMILANO Ormai è certo: l’Italia chiuderà l’anno in recessione. È lo stesso Padoan ad ammetterlo: «Speravamo di avere una crescita positiva nel 2014 ma così non è andata. Può darsi che quest’anno avremo un numero negativo ma sarà molto più piccolo del passato», ha detto
di Andrea Di Stefano wMILANO Ormai è certo: l’Italia chiuderà l’anno in recessione. È lo stesso Padoan ad ammetterlo: «Speravamo di avere una crescita positiva nel 2014 ma così non è andata. Può darsi che quest’anno avremo un numero negativo ma sarà molto più piccolo del passato», ha detto
di Andrea Di Stefano wMILANO Crolla l'industria italiana anche a causa della stretta creditizia. Le banche hanno tagliato oltre 44 miliardi di finanziamento nel 2012 provocando una caduta senza precedenti del settore manifatturiero e per questo Confindustria rilancia un piano di emergenz
Pagina 1 di 3