Una pietra di inciampo per il partigiano Savasini ucciso dai nazifascisti a Mauthausen

Video Una “pietra d'inciampo” per ricordare la vita di partigiano e la morte di stenti a Mauthausen di Luigi Savasini (1901-1945). E' stata posata il 24 aprile sul sagrato della chiesa parrocchiale dalla sezione Anpi Sannazzaro, alla presenza di autorità, studenti locali e di tanta gente: un omaggio al sacrificio di un reclutatore di forze partigiane da aggregare ai combattenti dell'Oltrepo. La figura di Savasini è stata ricordata dal presidente dell'Anpi locale Valerio Ferrari, dal sindaco Roberto Zucca, dal presidente nazionale dei partigiani cristiani Marco Miconi, da Giuseppe Poggi di Aned, dal presidente dell'Anpi provinciale Santino Marchiselli e con un significativo messaggio del parrioco don Luca Girello. Poi le letture di ragazzi della classe 1^ A della media Montanari con una messaggio su di un cartellone che ha ricordato una frase storica di Savasini detta al momento del suo arresto da parte delle brigate nere: “Andate avanti anche senza di me”. Lo stesso Marchiselli ha ricordato: “La pietra che posiamo diventa da oggi patrimonio della collettività di Sannazzaro. Non è un monumento funebre ma patte integrante dell'impianto urbano di Sannazzaro. E' da oggi un messaggio alla gente ed ai giovani in particolare. A coloro che passeranno da piazza Battisti rammenterà il sacrifico di Savasini e di milioni di altri combattenti per la libertà”. Servizio Calvi, video Morandi

Delitto di Garlasco, Tizzoni: "Distinguiamo quanto accade in tribunale da quello che succede in tv"

Video "Non abbiamo paura della verità: Alberto Stasi è il colpevole dell'omicidio di Chiara Poggi", dice Gian Luigi Tizzoni, avvocato di Giuseppe Poggi e Rita Breda, padre e madre della vittima, secondo cui la "Procura Pavia ha la necessità di chiarire il rapporto che avrà con questo processo". Tizzoni sottolinea anche come occorra distinguere quello che accade in tribunale rispetto a quanto accade in tv, a proposito della ricusazione del genetista forense Emiliano Giardina da parte della procura di Pavia. Alla base di tutto, una vecchia intervista dell'aprile 2017 al programma televisivo Le Iene che, secondo la Procura, renderebbe il genetista forense noto per avere lavorato anche al caso Yara Gambirasio incompatibile a eseguire la perizia genetica su Andrea Sempio, amico del fratello della vittima che nella nuova indagine della procura di Pavia è indagato per omicidio in concorso. Video Garbi