Video Volti del mondo giuridico campano e non solo salutano il pullman azzurro sul lungomare. Per il procuratore Giuseppe Borrelli "è una grande emozione: mi chiedo come si possa anche prendere in considerazione (alludendo a Conte, ndr) l'idea di lasciare questa squadra, dopo una festa simile". entusiasti anche la pm Ida Teresi e il marito Tommaso Longo. Gianfranco Wurzburger, presidente dell'associazione Asso.gio.ca ricorda lil valore simbolico della bandiera della pace sull'autobus della squadra, "come chiesto dal nostro cardinale don mimmo Battaglia".
La vittima aveva 51 anni: inutile ogni soccorso
Due ragazzine hanno ripetutamente subito percosse e maltrattamenti, e una di loro è stata costretta ad avere rapporti sessuali con un pedofilo. Tra gli accusati, i genitori delle vittime
Con lui sono finiti in cella l’ex carabiniere Lazzaro Cioffi, l’imprenditore Giuseppe Cipriano, Romolo Ridosso ritenuto legato all’omonimo clan
Antonio Piedimonte
Al centro dell'inchiesta, che ha portato ai domiciliari altre cinque persone, ci sono alcune procedure di affidamento di lavori
La donna di 29 anni ritrovata senza vita nell’ottobre del 2022. Milanese, era andata in Campania per vivere con un uomo: scomparso prematuramente quest’ultimo è rimasta vittima della famiglia di lui
Secondo il marito della vittima sembra che Elio Persico, che guidava il motoscafo, fosse sempre al telefono
Manuela Galletta
il casoAntonio E. Piedimonte /napoliUn delitto eccellente, dei magistrati ostinati e una svolta che arriva dopo ben dodici anni. Ieri mattina gli uomini dei Ros dei carabinieri hanno setacciato diverse abitazioni su ordine della Procura di Salerno, nel mirino i nove indagati del nuovo fascicolo aper
SALERNOSi allarga l'inchiesta sui presunti appalti truccati al Comune di Salerno. Nel mirino dell'autorità giudiziaria è finito anche il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, indagato per corruzione in concorso. Gli agenti della Squadra Mobile di Salerno gli hanno notificato ieri un avviso d
di Ferruccio Fabrizio wNAPOLI Tre omicidi e trent’anni da scontare. Ma per i boss del clan dei Casalesi la salvezza era proprio dentro l’aula di giustizia: bastava corrompere i giudici del tribunale di Napoli e farla franca. Il prezzo dell’assoluzione? Dai 200 milioni di vecchie lire a 250