le manovreCarlo BertiniParadossi tipici del Pd: mentre litiga sulla data delle primarie (in segreteria Peppe Provenzano si è inalberato con Enrico Borghi su un anticipo a gennaio, «perché così non sarebbe un congresso costituente») alle elezioni regionali che si terranno in parallelo, i dem vedranno
Donna Letizia sgradita al segretario Letta: «Non sosterremo un’ex ministra di Berlusconi». Franceschini e Guerini sono per coinvolgerla con le primarie, anche Sala e Gori possibilisti
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Elezioni in Lombardia: Moratti correrà contro Attilio Fontana Diktat di Letta: «Il partito non può sostenere un candidato di destra»
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Alessandro Di Matteo / romaQuel post su Facebook a metà pomeriggio coglie di sorpresa quasi tutti nel Pd. Praticamente nessuno, assicurano al Nazareno, sapeva che Nicola Zingaretti si stava per dimettere, si racconta che nemmeno il vice-segretario Andrea Orlando fosse stato informato. Il leader Pd,
Alessandro Di Matteo / ROMAIn gergo militare si parlerebbe di "danni collaterali", addirittura di "fuoco amico". Il rapporto della Cia - diffuso dall'amministrazione Biden per lanciare una serie di messaggi ai principali protagonisti dello scacchiere medio-orientale - finisce per trascinare, di nuov
Il candidato governatore presenta una squadra di sei uomini e sei donne, Elly pesca a sinistra. Nardella o Delrio possibili presidenti, Ascani capogruppo, a Speranza e Boccia un ruolo chiave
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il retroscenaCarlo Bertini / RomaÈ stato tutto il giorno chiuso a lavorare sul programma e sulle liste, Enrico Letta, che si prepara a un week end tutto dedicato a sciogliere entrambi i nodi in Direzione dem, con un voto unanime, così almeno spera. L'uscita di Calenda dall'orizzonte in un certo sens
di ANDREA SARUBBI Un anno fa, alla Festa nazionale dell’Unità, sul palco di Genova c’era Guglielmo Epifani, intervistato da Lucia Annunziata. E in prima fila solo esponenti dello schieramento vicino a Gianni Cuperlo: il congresso Pd era alle porte, e la candidatura di Matteo Renzi - «ci st
di Gabriele Rizzardi wROMA Lo scontro sulle riforme questa volta è frontale e le opposizioni, tutte unite contro Renzi nel chiedere uno stop alla seduta fiume, annunciano l’Aventino, cioè l’abbandono dell’Aula di Montecitorio. Ma il premier non si fa intimidire e in serata, dopo aver riuni
di Gabriele Rizzardi wROMA Lo scontro sulle riforme questa volta è frontale e le opposizioni, tutte unite contro Renzi nel chiedere uno stop alla seduta fiume, annunciano l’Aventino, cioè l’abbandono dell’Aula di Montecitorio. Ma il premier non si fa intimidire e in serata, dopo aver riuni