RomaOra che le strade tra Pd e 5stelle si sono separate, il timore di Andrea Orlando è che la campagna elettorale degeneri in una sfida tra ex alleati, per questo il ministro del Lavoro lancia un avviso: «Attenti, il nemico è la destra di Meloni». Ma subito dopo aggiunge un appello che dimostra come
«Non c'è alcuna intenzione da parte di Azione di entrare in cartelli elettorali che vanno dall'estrema sinistra a Di Maio. Questi cartelli sono garanzia di ingovernabilità e sconfitta. Agenda Draghi e agenda Landini/Verdi non stanno insieme. Sono prese in giro degli elettori». Lo scrive Carlo Calend
«Non devo difendere il M5S, ma è evidente che Draghi si sia tancato di fare il premier e i media diano le colpe a Conte». Alessandro Di Battista esce allo scoperto e commenta così la crisi: «Addossargli le responsabilità di questa pseudocaduta del governo, che poi non so se ci sarà, è una falsità me
Tanto tuonò che piovve. È la cronaca dell'ennesimo penultimatum annunciato e rientrato quello sortito dall'incontro tra Draghi e Conte, conclusosi con lo scontato (per ora) "restiamo! " del non troppo entusiasta leader cinquestelle. Del resto, quali margini di manovra aveva l'ex-avvocato del popolo
Benzina sul fuoco è arrivata anche dalla conferma da parte di Beppe Grillo del divieto di un terzo mandato, che renderà non candidabili col Movimento 5Stelle anche molti big come Di Maio, Fico, Taverna e Patuanelli. Da cui il rischio di una scissione.
l'intervistaAlessandro Di Matteo / romaIl Parlamento deve essere coinvolto in caso di un ulteriore invio di armi all'Ucraina e chiederlo «non è un'eresia». Alessandra Todde, vice presidente M5s, parla a "Metropolis" sui siti del gruppo Gedi e commenta lo scontro in atto nel Movimento. Voi volete un
il casoCarlo Bertini / Roma«Noi sosterremo fino alla fine della legislatura questo governo e non un altro: se ci fossero traumi e cambiamenti, non saremmo più della partita. È un Enrico Letta che sfodera «gli occhi di tigre», come ebbe a dire lui una volta, quello che di fronte alla Direzione dem st
Confesso che tra tutti i retroscena che girano per spiegare perché Conte e Di Maio hanno convissuto detestandosi e poi bruscamente divorziato, non ce n'è uno che convinca fino in fondo. È la resa dei conti tra governisti e barricaderi, si dice, dove il leader dei primi sarebbe Di Maio, dei secondi C
Complice questa stravaganza del Parlamento chiuso causa amministrative (in tempo di guerra) per quindici giorni, la nuova presunta Apocalisse - la politica italiana ama tanto la suspence attorno alle date - è stata fissata il 21 giugno, giorno della discussione sull'Ucraina, in vista del Consiglio e
Conte è rimasto in sella cambiando faccia di un M5S a metà, Bonaccini – lo sconfitto d’oro – ha tante domande con zero risposte
federico geremicca