Fu per 12 anni presidente dell’associazione parenti delle vittime della strage. Riceverà la massima onorificenza civica conferita dal Comune di Milano
Stefania Prato
Video La commemorazione per i 53 anni dalla strage di piazza Fontana a Milano è iniziata tra le proteste inscenate in piazza dai centri sociali per Alfredo Cospito, l'anarchico incarcerato al 41 bis. "Non staremo zitti mentre lo Stato fascista sta per uccidere il nostro compagno Alfredo Cospito che è in sciopero della fame", ha gridato un gruppo di giovani in mezzo alla folla quando il sindaco Beppe Sala ha preso la parola dopo la deposizione delle corone davanti alla Banca Nazionale dell'Agricoltura. "Per una strage mai avvenuta e senza prove si trova al 41 bis. Un regime che deve finire per tutti i detenuti che sono rinchiusi e che non non sono tutti mafiosi", hanno urlato.
Carlo Arnoldi, ex presidente dell'associazione dei familiari delle vittime di pizza Fontana ha preso la parola per ricordare che "noi siamo qua per ricordare i nostri morti che sono morti lì dentro in quella banca 53 anni fa. Basta, andate a casa, noi siamo qui per ricordare i nostri morti".
Un concetto rafforzato dal sindaco Sala che ha ripreso la parola per proseguire con il suo intervento. "Io chiedo rispetto, non tanto per me, ma per i parenti dei morti. Contestate pure me ma non i parenti dei morti che hanno vissuto un dolore vero, ben superiore a quello che state vivendo in questo momento”.
di Edoardo Bianchi
La “farm community” pavese con un vero percorso di crescita è un modello nazionale: gli spazi di Ponte Nizza accolgono oggi 24 persone
Maria Grazia Piccaluga
La cerimonia di consegna dei premi il 7 dicembre
l'intervistaSandro Barberis / paviaHa lasciato la presidenza dell'associazione dei familiari delle vittime della strage di piazza Fontana a Milano dopo 12 anni. «Ma continuerò a far parte del direttivo, andando avanti a lottare per la verità». Carlo Arnoldi, 67 anni di Magherno e bancario in pension
L'intervistaFiliberto MaydaQuel 12 dicembre 1969, Carlo Arnoldi aveva quindici anni. Frequentava le scuole superiori a Pavia, forse immaginava di continuare gli studi e magari di gestire ancora il cinema del papà, lì a Magherno, dove abitava con i genitori e con la sorella Giuseppina che aveva sette
Ilario Lombardo /RomaSono quaranta, cinquanta anni che aspettano risposte, pezzi di verità, carte senza omissis. Mario Draghi ha preso l'impegno formale a fornirle. Lo ha promesso ai familiari delle vittime delle stragi, stanchi di inseguire lo Stato che tergiversa, occulta, rinvia. Il presidente de
di Maria Fiore wPAVIA Era il 12 dicembre del 1967 e l’orologio segnava le 16.37 quando una bomba con sette chili di tritolo esplose nella Banca Nazionale dell’Agricoltura, in piazza Fontana a Milano. «Avevo 15 anni quando ho saputo che tra i morti c’era anche mio padre», racconta Carlo Arn
di Maria Fiore wPAVIA Era il 12 dicembre del 1967 e l’orologio segnava le 16.37 quando una bomba con sette chili di tritolo esplose nella Banca Nazionale dell’Agricoltura, in piazza Fontana a Milano. «Avevo 15 anni quando ho saputo che tra i morti c’era anche mio padre», racconta Carlo Arn
di Maria Fiore wPAVIA Era il 12 dicembre del 1967 e l’orologio segnava le 16.37 quando una bomba con sette chili di tritolo esplose nella Banca Nazionale dell’Agricoltura, in piazza Fontana a Milano. «Avevo 15 anni quando ho saputo che tra i morti c’era anche mio padre», racconta Carlo Arn